martedì 6 marzo 2012

Ansia creativa e altro

Stamane mi sono alzato con l'ansia di finire la mia ultima creatura; sta anche venendo bene ed io lo so che, se non faccio altro che andare avanti con i colori, potrei fare una scemenza terrificante e rovinarla in modo irreparabile.
Sto cercando, quindi, di convincermi a fare le cose con calma, perché tanto non mi corre a dietro nessuno e perché così sono sicuro che possa continuare a svilupparsi bene.
Il problema è che nella mia zucca, lì tra un gruppo di neuroni al bar e un cioppo* di sinapsi che confabulano, la creatura la vedo già bella che finita e non vedo l'ora di portare questa vista nel mondo reale.
Devo avere pazienza, dote della quale, di norma, sono provvisto, ma che quando si parla di "creatura" evapora come una pozzanghera in luglio.
Insieme alla constatazione del buona riuscita, finora, della creatura, è iniziata anche la paturnia, che ricorre ciclicamente ogni tre per due, del "ah! finita questa non produrrò più niente; lo so. Avrò una crisi decennale di idee...".
Quanto sopra per darvi l'idea di come sia partita la giornata; bisogna anche aggiungere che nel momento nel quale inizio a piangermi addosso, inizio anche a sdrammatizzare andando a prendere il lato ridicolo della vicenda, o immaginandomi aggrappato a una tenda mentre declamo i miei lai, con una mise che non sarebbe sfigurata addosso all'immaginifico.
Oggi scendo dall'autobus, faccio pochi passi e, non so assolutamente come ho fatto, sono caduto a terra. Mi deve essere ceduta una caviglia; fatto sta che invece di veder da vicinissimo gli autobloccanti del marciapiedi, nel cadere mi sono girato e invece di rifarmi la faccia, che già non è certo quella di un Adone e non ha bisogno di simili interventi, mi ritrovo col naso per aria a guardare il cielo.
Non so neppure se mi ha ceduto una caviglia, se ho avuto un attacco fulmineo e temporaneo di labirintite; non c'era manco una buca.
Sospetto che la caduta sia stato l'esito delle trame confabulate dalle sinapsi, stufe della mia lagna.

*cioppo: sta per "gruppo"

2 commenti:

Moky ha detto...

ma alla fine, come stai? No perche' a prendersi zuccate cosi' si finisce al pronto soccorso!
Eri di sicuro distratto... a me capita spesso: per il momento non sono ancora caduta (e tocco ferro o busso sul legno, come si fa qui...) ma mi trovo a fare azioni di cui non mi ricordo niente. Non so bene quale sia peggio...

Polideuce ha detto...

Sto bene, credo anche di aver capito dove sono inciampato; niente cedimenti di caviglie, labirintiti o altre ipotesi esotiche, ma una banalissima voragine nel marciapiede accompagnata dal mio camminare con la mente altrove.
Sul momento, però, è stato molto pittoresco.