venerdì 21 aprile 2017

"the finest organic suspension ever devised"

Sino ad almeno un decennio fa non avevo dipendenze; di alcun tipo.
Poi ho incontrato la caffeina... ma come ho fatto a vivere senza? Onestamente; com'è possibile stare senza?
In ufficio abbiamo una macchinetta, di quelle fornite con chiavetta da caricare, non posso dire che faccia del caffè buono, non è orrido, ma definirlo buono mi pare eccessivo.
Il suo pregio è che in taluni momenti ti aiuta a ricaricare quel poco di pazienza, fornito di serie, che prestamente si logora.
Il dramma principale è avere la chiavetta sempre pronta alla bisogna o moneta convertibile in caffeina; ormai guardo alla moneta e penso a quanta caffeina può darmi.
Se non è dipendenza questa...
Allo stato attuale la mia chiavetta è in miseria e quindi sto elemosinando caffeina da due giorni a colleghi e amici che capiscono e condividono il mio dramma.
Mi è stato detto che, in fondo, si tratta di vasi comunicanti, ieri ho fatto io, oggi tu, ma a me pare di fare l'accattone; domani andrò a far metano alla scatoletta e conto di raccimolare un po' di moneta convertibile.
Il Capitano Janeway ha proprio ragione.

martedì 18 aprile 2017

Semplificazione

Ogni volta che sento parlare di "semplificazione" percepisco un fremito nella burocrazia, come se mille scaffali urlassero stravolti dal horror vacui; fortunatamente vengono immediatamente ideate nuove procedure che vanificano, all'istante, la temuta semplificazione.
Il principio teleologico che regge la maggior parte delle ultime normative è volto alla dematerializzazione delle pratiche, ovvero la possibilità di presentare una pratica in modo elettronico evitando, così, di consumare della carta che, comunque, va poi conservata in idonei e non piccoli spazi all'uopo concepiti.
Supponiamo che abbiate una simpatica pratica edile da presentare che si compone di tre parti, necessarie le une alle altre, in un ameno comune; ecco di seguito una casistica:
A) a seconda di cosa si tratta potrebbe risultare necessario consegnare per uno la carta e non inviare la pec, per l'altro mandare la pec ma non la carta e, magari, in taluni casi dovete assolvere in modo virtuale al pagamento della marca da bollo e in altri casi dovrete apporre la marca sul documento
B) inviate tutto, ma proprio tutto, tramite pec; una sola volta e tutte le comunicazioni avvengono solo tramite pec
C) in alternativa potrebbe capitarvi di;
c.1- mandare la parte 1 della pratica in triplice copia al protocollo, completa di bolli e accessori variamente assortiti;
c.2- tornare a casa con la vostra bella copia protocollata, scansionarla ed inviarla pure tramite pec, nel caso che un solo invio non sia sufficiente;
c.3- inviare la parte n°2 della pratiche insieme al protocollo, non la ricevuta della pec che è il male, in una bella pec e poi consegnare una copia cartacea;
c.4- inviare la terza parte della pratica prima tramite pec e poi consegnare tutte le copie cartacee richieste al protocollo di competenza
D) al comune in questione fanno ribrezzo le pec e quindi vi chiedono di mandare tre copie, minimo, di tutto quello che dovrete produrre
Se ricadete nel caso C) e per caso abitate a svariati chilometri di distanza, magari in un'altra regione, sono affari vostri, al comune non può fregare di meno...così il vostro cliente impara ad andare da un tecnico "foresto"; se ricadete nel caso D) può diventare un onere non minuto ricorrere alle Poste, considerando sempre il caso che la vostra sede non sia proprio a "un tiro di schioppo" dal comune in questione.
Se vi trovate, al contrario, nel comune in questione allora esiste la possibilità che la vostra amministrazione stia tramando, per il caso C), ai vostri danni per farvi cambiare mestiere al più presto.
Ovviamente sono tutte generalizzazioni, perché a volte la carta non bisogna mandarla ma il suo invio è gradito; altre volte l'invio della carta, richiesto da chi istruisce la pratica, diventa un affare di stato da trattare, a suon di missioni diplomatiche, con il protocollo affinché quest'ultimo non tenti di protocollare documenti già protocollati a mezzo pec.
Ricordate che la duplicazione dei numeri di protocollo è una catastrofe paragonabile solo alla biblica piaga delle locuste per una economia agricola.
Pec qui e pec là, ma a quale indirizzo pec inviare? Anche qui la casistica è varia; alcuni comuni hanno due indirizzi pec a seconda della natura della pratica, chiamiamoli l'indirizzo A per le pratiche di tipo 1 e l'indirizzo B per le pratiche di tipo 2; taluni hanno solo l'indirizzo A al quale inviare le pratiche 1 e le pratiche 2; altri hanno solo l'indirizzo B per entrambi i tipi di pratiche; altri hanno solo l'indirizzo A per le pratiche 1 perché per le 2 vogliono la carta; altri hanno solo l'indirizzo A ma non vogliono le pec e taluni, ormai rari, hanno solo l'indirizzo A, l'obbligo di ricevere tramite pec, ma tanto l'indirizzo in questione non viene mai controllato.
L'aspetto divertente della vicenda è che ogni comune si aspetta che tu, misero mortale, conosca perfettamente la loro specifica procedura e il loro modo di rapportarsi alla tecnologia e se la maggior parte degli enti è compassionevole, taluni se la prendono proprio a male se per caso ti sbagli.
Ogni tanto il paese dei campanili trama per farti propendere per una vita da eremita.

domenica 16 aprile 2017

Sempre più a-periodico; bis

Mi sono accorto che è passato più di un anno dall'ultima volta che ho scritto sul blog, nel frattempo non ricordo assolutamente cosa sia accaduto; quindi direi che nulla di realmente significativo sia successo nella mia vita.
Non che vi sia bisogno di eventi straordinari, già l'essere qui è straordinario, pur con si consueti alti e bassi, di per sé.
Ho notato che, ahimé, inizio a leggere un po' meno, quest'anno sarà un anno di magra pur continuando a prendere e a fare scorte, di libri; del resto devo accumulare in vista dei prossimi periodi di magra, ovvero quando con la mia pensione miserrima dovrò camparci.
E' ancora presto, per me, per la pensione ma ho iniziato a fare qualche conto ed indubbio che la pecunia non mi basterà anche per le letture; devo essere, per quanto mi è possibile, previdente.
Al momento attendo di poter collocare qualche nuova pianta in balcone; ho seminato un po' di lattuga perché i passeri la gradiscono e mi sono dotato di una abbeveratoia, perché così possono abbeverarsi con dell'acqua più pulita di quella che resta nei sottovasi.
Altra notizia di giardinaggio: ho provato, l'anno scorso, ha tenere l'elleboro ma la prima pianta è stata seccata, letteralmente, dal primo giorno di gran caldo dell'anno scorso.
A novembre ho preso un'altra pianta di elleboro, sono molto belle, e stavolta l'ho riposta sotto un vecchio ombrello; non sarà bello a vedersi, ma la pianta pare gradire.
Devo dire che mi è mancato scrivere sul blog.

martedì 19 aprile 2016

Sempre più a-periodico

Ormai la frequenza con la quale scrivo sul blog è pari solo a quella con la quale lavo l'auto.
Avevo promesso di mettere delle foto, e lo farò, ma stasera posso dire, dopo aver riletto quanto scritto a luglio dell'anno scorso, che le cose sono un po' migliorate.
Non lo dico troppo forte qualora qualche Nume di passaggio pensasse ch'io pecchi di hybris.

L'esame l'ho passato ed è andato bene; nel frattempo ho iniziato un nuovo lavoretto che ho già terminato, perché non mi trovato coi... tempi dei datori di lavoro; mentre le cose al lavoro solito... si fanno sempre più interessanti.
Anche per quest'anno sfuma l'anno noioso che mi sono augurato al volgere del 2015.

Prossimamente andrò alla STICCON, ma niente Lipsia; me ne sono proprio dimenticato ed ormai è tardi per prenotare e, per sopramercato, non ne ho molta voglia.
Onestamente vorrei tornare in quel di Lipsia, il Treffen merita e la città con esso; magari me ne ricorderò l'anno nuovo.

Ultimamente ho la tendenza a dimenticarmi le cose; sarà l'età, che inizia a non essere più verdissima.
Ho anche, molto ben visibile, un sopracciglio bianco; devo avere almeno un capello bianco, che ho lasciato dove si trova perché, in mezzo alla massa, non riuscirei a rintracciarlo, ma il sopracciglio si vede proprio bene.
Confesso che all'inizio ho anche pensato di estirparlo; è stata la debolezza di un attimo... l'ho lasciato dove si trova, con gli altri.
Un giorno, in una data imprecisata e non prevedibile, le sopracciglia diverranno tutte bianche e con esse anche i capelli; per quel che mi riguarda possono seguire il loro corso naturale poi, magari... chissà, potrei anche decidere di tingermi di un improbabile arancione.

Qui si ammucchiano gli anni.

Prossimamente sceglierò le foto da mettere per la "gita fuori porta"; non che ne abbia fatte parecchie, anzi tutt'altro, ma qualcuna c'è.
Ho bisogno, comunque, di prendermi su e andare in qualche posto isolato per ri-centrarmi; ho la vocazione dell'anacoreta.

lunedì 23 novembre 2015

Do NOT panic

Qualora non si fosse capito, la sporadicità dei post conferma l'a-periodicità del blog.
In sostanza scrivo per fare un riassunto generale, guardarlo ben bene e decidere che fare... ammesso e non concesso che vi sia qualcosa da fare.

L'augusta genitrice è sulla via della depressione e pure io non sto messo benissimo; fortunatamente l'iperico, e questo vuol dire che si tratta di cosa lieve, per fortuna, fa il suo dovere e, almeno nel mio caso, funziona.
Per quanto riguarda l'augusta genitrice le cose sono un po' più complesse; del resto è stata appena operata e ha finito da poco le cure che l'hanno abbattuta.
Lei non è mai stata molto combattiva, anzi, per cui si lascia trascinare dalla corrente; devo dire che è stata anche molto brava, così come è molto bravo l'augusto genitore, per cui le cose potrebbero pure andare peggio, quindi, prima di pensare a soluzioni alternative, non la lascerò di certo affondare, che lo voglia o meno, attenderò di vedere se, nel corso dell'anno nuovo, le cose miglioreranno.
Si tratta comunque di cose lunghe e ci vuole pazienza.

Per quanto mi riguarda credo che devo dei sentiti ringraziamenti ad Epitteto, Zenone di Cizio e, nel complesso, alla scuola stoica in generale.
Non sono mai stato l'anima della festa, per cui sono tendenzialmente soggetto a cali d'umore; fortunatamente lo stoicismo insegna a sopportare, cambiando anche modo di vedere la rappresentazione che degli eventi ci facciamo, le cose che ci accadono e a modificare ciò che è in nostro potere modificare.
Sia lode allo stoicismo.
Tra l'altro la genetica mi rema contro, ma visto che le predisposizioni genetiche non sono incise, in modo imperituro, sulla pietra, è possibile un margine di manovra per scongiurare taluni accadimenti.

In settimana avrò anche un esame, per il quale sto ripassando, anche se non ho ripassato quanto avrei dovuto, e la cosa mi mette un po' di ansia, per cui ho deciso di doparmi anche di valeriana; nel male dormirò benissimo.

Tutto questo a cosa mi porterà? Probabilmente a un bel niente, ma lo status quo, del resto, è solo una illusione e, quando si ha l'impressione di stagnare, bisogna darsi una scossa e porsi nuove sfide.
Metterci alla prova ci dà la precisa nozione di quello di cui potremmo essere capaci.

Prossimamente, almeno appena passato l'esame, metterò foto e resoconto della visita alla Rocchetta Mattei che ho fatto di recente.

giovedì 20 agosto 2015

Castel Beseno

E' posto a sud di Trento e, per raggiungerlo, bisogna tenere per Besenello; solo in questo paese iniziano a comparire, o almeno così mi è parso, i cartelli per questo castello.
La strada, tipicamente montana e quindi stretta, che conduce al castello finisce in un ampio parcheggio; un terrazzo panoramico aperto sulla vallata sottostante e le cime vicine.
C'è poi un tratto di strada, non particolarmente lungo o impegnativo, se si è un po' allenati, che conduce al maniero.
Il castello è in parte diruto, mantiene, però, un certo fascino proprio in ragione della sua condizione e del panorama circostante.
All'interno, nelle stanze con una copertura, è allestito un pregevole museo e il castello è mantenuto vivo in quanto usato sia come contenitore per eventi, sia a fini didattici.
Devo dire che mi è piaciuto assai.













Castel Thun

Il castello è ottimamente segnalato e servito, ma se dovete fare benzina dovete andare verso Denno.
Metto una minima parte delle foto che ho fatto.
Le sale mantengono degli arredi dal settecento in avanti; bellissime stufe, magnifici intarsi lignei, come nella camera del vescovo, e una bellissima cappella tardogotica con anticipazioni del rinascimento in arrivo.
Lo si gira tutto in circa un'ora e venti.
C'è un parcheggio, molto vicino al castello, a pagamento, dal quale si sale su, a piedi, al maniero che è poco distante; in alternativa vi sono altri parcheggi posizionati appena più in basso a, circa, sette minuti di cammino.
Ricordate che la mia è "gamba di collina" che misura le distanze in un modo mediano tra la "gamba di pianura" e la rampante "gamba di montagna".
La salita a piedi merita perché si snoda, lungo la strada asfaltata, tra le coltivazioni di mele.