martedì 27 novembre 2018

Iliade

Ci sono taluni libri che funzionano come la luce per le falene e l'Iliade, per me, è uno di questi.
Per me l'epopea inizia con Dardano e termina con il ritorno di Odisseo a Itaca; questo vuol dire che ho parecchie cose da leggere e vi sono molti racconti, all'epopea collegati, che hanno su di me un gran fascino.
Ogni volta che esce in libreria un libercolo che ha a che fare con Ilio questo, inevitabilmente, approda a casa; non so come mai, perché l'Iliade e l'Odissea le ho conosciute avanti con gli anni, ma hanno, evidentemente, una valenza per me significativa... pur ignorando quale essa sia.
Polideuce, del resto, salvò la sorella Elena di Sparta dalle mire di Piritoo.
Se è un problema, si tratta di un bel problema.

domenica 21 ottobre 2018

Sceneggiatura

Ho sempre pensato che tutto sommato potremmo anche essere lo show televisivo di qualcuno; dopo svariati film al riguardo l'idea non è per nulla originale, ma mi venne in mente tanti anni fa, forse, in un ascensore di un condominio a Corcagnano o su un balcone specifico.
Probabilmente manco allora era un'idea nuova, ma non conoscendo dei riferimenti l'ho ritenuta valida e tutt'ora mantiene una sua certa efficacia.
Varia la regia della mia esistenza; talvolta il regista è un ammiratore di Almodovar, altre volte mi pare di avere Bergman al timone della mia esistenza oppure Kieslowski.
In generale, resto convinto, che l'esistenza sia una tragicommedia.
Non ostante il consueto spleen domenicale non vi tedierò troppo a lungo e il fine di questo post è un'altro.
Similmente anche noi siamo chiamati a interpretare un ruolo al meglio delle nostre possibilità, il che è coerente con il racconto di Er e la scelta del PG; scheda, puntini px da distribuire, d20, la scelta dei parenti, conoscenti, amici... una scheda PG dettagliatissima, fatto sta che alcuni di noi sono, per quanto la cosa non ci possa piacere, scritti male; hanno investito pochi px nella sceneggiatura e il risultato è che affrontano l'esistenza come delle macchiette, alla meglio dei caratteristi, alla peggio si riducono a delle silhouettes bidimensionali.
E' veramente raro trovare individui così scritti male, perché avanziamo sempre dei px da buttare nell'interpretazione, per darci uno spessore anche minimo; ebbene... uno l'ho trovato.

mercoledì 17 ottobre 2018

Utonto

Sfatiamo subito un mito; non esiste l'utonto medio.
Ogni utonto è tonto a modo suo.
Quello che muove a compassione è quello che le cose proprio non le sa e dopo un numero, più o meno elevato, di scemenze capisce che vi sono alcune procedure che non è in grado di fare e quindi chiede.
Alcuni di questi utonti col tempo impareranno alcune cose , altri sono impermeabili a qualunque cosa e continueranno a stupirsi di fronte alla magia del copia+incolla e questo loro atteggiamento fa tenerezza.
L'utonto peggiore è colui che pur non sapendo è convinto di saperne tantissimo e non c'è santo in paradiso che possa fargli cambiare idea.
La tecnologia è uno strumento meraviglioso, ma taluni sono indegni di farne uso; non mi riferisco solo a pc o ad altro marchingegno evoluto, per costoro pure scheggiare della selce è cosa troppo avanzata.

venerdì 7 settembre 2018

Sonno

Appartengo a quell'ampia fascia di persone che, con l'approssimarsi dell'autunno, si addormeterebbero ovunque.
Certo; è un po' presto, ma anche quest'anno, forse anche a causa dell'orario antelucano al quale mi alzo, mi sono messo avanti coi lavori e ho già iniziato ad avere un sonno epico.
Come tutti gli anni, anche se un po' prima rispetto al solito, ho iniziato a prendere il mio solito integratore e, prossimamente, ovvero appena riuscirò a trovare la voglia di andare, tornerò a far visita al mio medico.
Non ci vediamo praticamente mai dato che, generalmente, godo di buona salute.
Ovviamente la situazione, per non farmi mancare proprio nulla, si ripete anche in primavera.
Ricordo mattinate a scuola, quando apprendevo da giovane a scrivere in cuneiforme sulle tavolozze di argilla, a combattere, senza successo, al sonno prodigioso da mezza stagione.
In genere il sonno mi aiuta anche quando sono un po' giù di morale; dormo e il giorno dopo sto persino meglio.
Io e Hypnos stiamo benissimo insieme :asd:

lunedì 20 agosto 2018

Errori

E' incredibile come le intuizioni migliori mi siano venute in bagno.
Il più delle volte avviene sotto la doccia, ma è l'ambiente in sé a conciliare folgoranti intuizioni.
A essere onesti sono del tutto all'oscuro del processo che conduce a questi lampi di consapevolezza.
In genere passo un pessimo periodo, complici anche fattori esterni indipendenti dalla mia volontà, e poi, dopo aver rimuginato parecchio su varie cose, mi si prospetta chiara e improvvisa una via da tentare per arginare o superare il malessere.
L'ultima illuminazione è relativa alla dipendenza emotiva da una persona mutevole come il "mare colore del vino", per citare a spanne Omero, che si è dimostrata, più e più volte negli anni, inaffidabile, ma dalla quale natura impone una certa dipendenza.
Ciò che muta in continuazione, che non è mai uguale a sé stesso e che non prende la parola data come impegno, non deve essere preso come riferimento; a un certo punto bisogna staccarsene emotivamente, in modo che, indipendentemente da quel che dice, non possa farci star male.
Arrivarci alla mia veranda età non depone troppo a mio favore, ma è anche vero che solo grazie allo stoicismo potrò, effettivamente, staccare questa fastidiosa dipendenza che, non ostante gli anni, è ancora in essere.
L'illuminazione c'è stata, adesso inizia il lavoro serio e complesso ma, spero, breve; del resto ho sempre fatto affidamento sull'operato, assolutamente non sotto il mio controllo cosciente e quasi da me indipendente, dei miei neuroni... grazie a loro e alla Provvidenza, che manzonianamente continua ad essere lo sponsor della mia esistenza, sono arrivato sin qua e con loro continuerò ad andare avanti.

domenica 19 agosto 2018

Ambiente

Tra le cose bizzarre del comportamento umano c'è la reiterazione di modi di fare più o meno deleteri.
Ci sei già passato, perché qualcuno in casa ha fatto le stesse cose con te, sai che non ci si sta bene per svariati motivi, sai che si crea un ambiente pesante e difficile da gestire, eppure tutto questo non ti impedisce di ripetere esattamente lo stesso comportamento, magari sperando anche in risultati diversi da quelli ottenuti da chi ti ha preceduto.
Di queste cose, onestamente, non riesco a capacitarmi di come possano avvenire.
C'è per forza qualcosa che grippa, che stona, che manda in corto le sinapsi per un periodo più o meno lungo.

giovedì 9 agosto 2018

Olimpiadi dell'ansia

Non ne hanno ancora, stranamente, fatto una disciplina olimpica, ma credo che annovererebbe miriadi di partecipanti.
Mi sento, onestamente, di poter partecipare solo in alcune discipline perché, mio malgrado e assolutamente a mia insaputa, ho smarrito le capacità necessarie per competere nelle varie sfumature d'ansia.
Cercherò di farne un elenco non esaustivo.
Lo scopo dell'ansia è il medesimo; farci diventare tutti registi di interminabili saghe cinematografiche, montate con scarsissimi indizi, nessun fatto concreto, ma montagne e montagne di supposizioni catastrofiche campate per aria.

Ansia alla risposta
Ovvero quella che ti prende appena senti che suona il telefono, oppure quando vedi una chiamata persa di qualcuno che conosci...
Il tutto si risolverebbe richiamando, ma perché farlo subito quando si può indugiare in almeno una miniserie di catastrofi e sensi di colpa?

Variante: ansia da non risposta
Ovvero quando chiami, o scrivi e non ti rispondono. Anche qui possono esserci mille ragioni, legittime, diverse... ma questo scenario regala materiale per almeno una soap opera; ovvero per...

Ansia in lungo
...quando la variante di prima diventa materia per una interminabile saga familiare.
La speculazione la fa da padrona e la maestria consiste nell'usare nulla per costruire le ipotesi più selvagge e ardite.
E' una disciplina, contrariamente a quanto si possa ritenere, molto semplice; basta un sassolino minuto, esile, anche appena accennato, meglio se inventato, per riuscire a produrre mesi, a volte anni, di sensi di colpa e tragedie inventate.

Ansia cosmica
Ovvero l'incommensurabile ansia e paura che ti prende all'idea di morire o della conversione in Nova del sole; o la fine della Via Lattea quando, alla fine, sarà fagocitata dal buco nero che tiene al suo centro.
Con questa ansia si parte da eventi che accadranno, alcuni più o meno vicini, la nostra morte, e altri remotissimi che si realizzeranno quando, più o meno, l'umanità si sarà estinta, per riuscire a rovinarci l'esistenza con timori del tutto immotivati su eventi che sfuggono, letteralmente, al nostro controllo; ma vuoi non farci su un par di migliaia di puntate di uno sceneggiato?

Non potrei più competere in "ansia alla risposta" e in "ansia in lungo", perché su quest'ultima non mi sento più così ferrato; mi piazzerei più o meno a metà in "ansia da non risposta", qualcuno dei miei neuroni credo si stia occupando, a tempo perso e in qualche modo, della cosa, mentre in "ansia cosmica" riuscirei a fare uno splendido risultato; minimo tra i primi posti.
Non è facile essere stoici...

"She bid me take life easy, as the grass grows on the weirs;
But I was young and foolish, and now am full of tears"

Riuscirò anche a fare il filo d'erba