mercoledì 30 gennaio 2019

why do you exist here?

Secondo Epitteto dovremmo, ogni volta che incontriamo una persona o che ci salutiamo con essa, ricordarci che è mortale e, di conseguenza, che anche noi siamo mortali; che potremmo doverci separare perché uno dei due morirà e chi resta dovrebbe dire dell'altro "l'ho restituito".
Transitiamo brevemente e abbiamo la fortuna di dividere l'esistenza, per un tempo indefinito, breve, brevissimo o lungo, con qualcuno che diventerà importante ma che, inevitabilmente, ci verrà sottratto... o noi saremo sottratti a questo essere.
Secondo Epicuro non dovremmo temere la morte perché, dice, che quando c'è lei non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c'è lei.
Per quanto la filosofia greca si sia interrogata sulla felicità umana, resta la difficoltà di applicare certe idee, per quanto sagge e giuste siano.
Fa male; l'abitudine non allevia e, anzi, talvolta acuisce il dolore e scegliamo, davvero, di vivere in un punto preciso del tempo... quando abbiamo patito di più, quando abbiamo subito un trauma tale da ottunderci.
Abbiamo il presente e i ricordi, poco importa se ci sarà o meno qualcosa dopo la morte, al momento, se c'è, non ne abbiamo coscienza; per chi resta non è facile.
Si va avanti anche per chi è andato via; perché avrebbe voluto restare, ma non può e perché avrebbe voluto per noi una vita felice.
Non è facile e non siamo lineari; a volte possiamo anche vivere il presente esistendo in un punto definito del passato.

mercoledì 26 dicembre 2018

In tema di bilancio

Dico sempre che a fine anno non faccio bilanci, perché tanto non ho memoria e non ricordo cosa è accaduto durante l'anno... ed è vero.
Quest'anno si è dato da fare; di quel che mi è concesso dire, l'essere rimasto da solo alla scrivania è stata conseguenza di eventi dei quali si sarebbe fatto a meno... sinora il 2018, che un po' si è ripreso, è stato degno compare del 2017.
Siamo appena al 26 e il 2018 fa ancora in tempo a combinare dell'altro; anzi, mi aspetto qualcosa di significativo domani perché talune cose, molto importanti, non sono state affrontate ed io non ho alcuna intenzione di starmene buono e zitto; alla mia venerabile età ho finito il tempo nel quale elemosinare qualcosa, specie se, come ora, non rischio assolutamente nulla.
Rispetto agli esordi dell'anno in corso, quanto sopra è giusto un fastidio, ma appare come la volontà di voler essere, sino in fondo, un anno che desidera lasciarci dei segni; per i traumi s'è già dato e sarebbe carino evitare di infierire.
L'obbiettivo resta quello di accumulare punti karma a sufficienza da investire, nella prossima vita, nella scheda PG: "gatto domestico con umani di servizio"... o passare direttamente di livello e raggiungere il Nirvana, ma forse tornerei indietro solo per provare com'è ad essere coccolati, vezzeggiati, da personale di servizio con pollice opponibile e dormire per i due terzi della mia esistenza.
Sono moderatamente soddisfatto di me, risultato imprevedibile dati i miei esordi, e sono, soprattutto, conscio di essere uno sfrantamaroni e di riuscire, almeno a casa, a contenere questo aspetto; al lavoro mi si deve prendere così come sono, con le molle e con prudenza, ma il più delle volte non mordo e un po' di sarcasmo non ha mai ucciso nessuno.
Auguro a tutti noi momenti, prolungati nel tempo, di indicibile chiarezza sulla nostra persona ed esistenza; un'esperienza alla "Canto di Natale" in dosi massicce, con la speranza di diventare persone migliori.
Caro Cosmo portaci, anche a partire da oggi, vagonate, catene montuose e sterminate praterie di empatia e simpatia (nella sua accezione di "patire insieme", "provare emozioni insieme").

martedì 27 novembre 2018

Iliade

Ci sono taluni libri che funzionano come la luce per le falene e l'Iliade, per me, è uno di questi.
Per me l'epopea inizia con Dardano e termina con il ritorno di Odisseo a Itaca; questo vuol dire che ho parecchie cose da leggere e vi sono molti racconti, all'epopea collegati, che hanno su di me un gran fascino.
Ogni volta che esce in libreria un libercolo che ha a che fare con Ilio questo, inevitabilmente, approda a casa; non so come mai, perché l'Iliade e l'Odissea le ho conosciute avanti con gli anni, ma hanno, evidentemente, una valenza per me significativa... pur ignorando quale essa sia.
Polideuce, del resto, salvò la sorella Elena di Sparta dalle mire di Piritoo.
Se è un problema, si tratta di un bel problema.

domenica 21 ottobre 2018

Sceneggiatura

Ho sempre pensato che tutto sommato potremmo anche essere lo show televisivo di qualcuno; dopo svariati film al riguardo l'idea non è per nulla originale, ma mi venne in mente tanti anni fa, forse, in un ascensore di un condominio a Corcagnano o su un balcone specifico.
Probabilmente manco allora era un'idea nuova, ma non conoscendo dei riferimenti l'ho ritenuta valida e tutt'ora mantiene una sua certa efficacia.
Varia la regia della mia esistenza; talvolta il regista è un ammiratore di Almodovar, altre volte mi pare di avere Bergman al timone della mia esistenza oppure Kieslowski.
In generale, resto convinto, che l'esistenza sia una tragicommedia.
Non ostante il consueto spleen domenicale non vi tedierò troppo a lungo e il fine di questo post è un'altro.
Similmente anche noi siamo chiamati a interpretare un ruolo al meglio delle nostre possibilità, il che è coerente con il racconto di Er e la scelta del PG; scheda, puntini px da distribuire, d20, la scelta dei parenti, conoscenti, amici... una scheda PG dettagliatissima, fatto sta che alcuni di noi sono, per quanto la cosa non ci possa piacere, scritti male; hanno investito pochi px nella sceneggiatura e il risultato è che affrontano l'esistenza come delle macchiette, alla meglio dei caratteristi, alla peggio si riducono a delle silhouettes bidimensionali.
E' veramente raro trovare individui così scritti male, perché avanziamo sempre dei px da buttare nell'interpretazione, per darci uno spessore anche minimo; ebbene... uno l'ho trovato.

mercoledì 17 ottobre 2018

Utonto

Sfatiamo subito un mito; non esiste l'utonto medio.
Ogni utonto è tonto a modo suo.
Quello che muove a compassione è quello che le cose proprio non le sa e dopo un numero, più o meno elevato, di scemenze capisce che vi sono alcune procedure che non è in grado di fare e quindi chiede.
Alcuni di questi utonti col tempo impareranno alcune cose , altri sono impermeabili a qualunque cosa e continueranno a stupirsi di fronte alla magia del copia+incolla e questo loro atteggiamento fa tenerezza.
L'utonto peggiore è colui che pur non sapendo è convinto di saperne tantissimo e non c'è santo in paradiso che possa fargli cambiare idea.
La tecnologia è uno strumento meraviglioso, ma taluni sono indegni di farne uso; non mi riferisco solo a pc o ad altro marchingegno evoluto, per costoro pure scheggiare della selce è cosa troppo avanzata.

venerdì 7 settembre 2018

Sonno

Appartengo a quell'ampia fascia di persone che, con l'approssimarsi dell'autunno, si addormeterebbero ovunque.
Certo; è un po' presto, ma anche quest'anno, forse anche a causa dell'orario antelucano al quale mi alzo, mi sono messo avanti coi lavori e ho già iniziato ad avere un sonno epico.
Come tutti gli anni, anche se un po' prima rispetto al solito, ho iniziato a prendere il mio solito integratore e, prossimamente, ovvero appena riuscirò a trovare la voglia di andare, tornerò a far visita al mio medico.
Non ci vediamo praticamente mai dato che, generalmente, godo di buona salute.
Ovviamente la situazione, per non farmi mancare proprio nulla, si ripete anche in primavera.
Ricordo mattinate a scuola, quando apprendevo da giovane a scrivere in cuneiforme sulle tavolozze di argilla, a combattere, senza successo, al sonno prodigioso da mezza stagione.
In genere il sonno mi aiuta anche quando sono un po' giù di morale; dormo e il giorno dopo sto persino meglio.
Io e Hypnos stiamo benissimo insieme :asd:

lunedì 20 agosto 2018

Errori

E' incredibile come le intuizioni migliori mi siano venute in bagno.
Il più delle volte avviene sotto la doccia, ma è l'ambiente in sé a conciliare folgoranti intuizioni.
A essere onesti sono del tutto all'oscuro del processo che conduce a questi lampi di consapevolezza.
In genere passo un pessimo periodo, complici anche fattori esterni indipendenti dalla mia volontà, e poi, dopo aver rimuginato parecchio su varie cose, mi si prospetta chiara e improvvisa una via da tentare per arginare o superare il malessere.
L'ultima illuminazione è relativa alla dipendenza emotiva da una persona mutevole come il "mare colore del vino", per citare a spanne Omero, che si è dimostrata, più e più volte negli anni, inaffidabile, ma dalla quale natura impone una certa dipendenza.
Ciò che muta in continuazione, che non è mai uguale a sé stesso e che non prende la parola data come impegno, non deve essere preso come riferimento; a un certo punto bisogna staccarsene emotivamente, in modo che, indipendentemente da quel che dice, non possa farci star male.
Arrivarci alla mia veranda età non depone troppo a mio favore, ma è anche vero che solo grazie allo stoicismo potrò, effettivamente, staccare questa fastidiosa dipendenza che, non ostante gli anni, è ancora in essere.
L'illuminazione c'è stata, adesso inizia il lavoro serio e complesso ma, spero, breve; del resto ho sempre fatto affidamento sull'operato, assolutamente non sotto il mio controllo cosciente e quasi da me indipendente, dei miei neuroni... grazie a loro e alla Provvidenza, che manzonianamente continua ad essere lo sponsor della mia esistenza, sono arrivato sin qua e con loro continuerò ad andare avanti.