giovedì 1 marzo 2012

Allo zoo

Se c'è una cosa che non riesco a capire è l'ansia per vedere un personaggio famoso.
Ieri è venuto in studio un noto imprenditore che ha avuto, qualche anno fa, un tracollo e la sua azienda è stata acquisita da altri; onestamente il nome non mi diceva nulla, poi mi hanno detto di cosa si occupava la sua ditta e mi sono ricordato che, "vox populi, vox Dei", lo conoscevo poiché aveva fama di passare l'aspirapolvere con le nari.
Il dialogo è stato il seguente, a un certo punto dell'apparizione, e per fortuna non era rivolto a me: "Vieni che ti faccio vedere Tizio".
A questo punto mi sono immaginato "Tizio", comodamente seduto su una poltrona pregiatissima, in una gabbia dorata con un letto di arachidi lanciategli dagli occasionali visitatori.
Non ho mai capito per qual motivo i soldi, o il successo, debbano essere motivo di ammirazione, adulazione o altro.
Se una persona è una pessima persona lo rimane anche se ricoperta d'oro e non esiste ragione al mondo perché io debba ritenerla migliore solo per il rivestimento che sbarlusega, o trattarla in modo diverso solo perché si soffia il naso in biglietti da 500€; io bado alla sostanza e non so mascherare il mio disprezzo o la mia ammirazione e quindi certi comportamenti proprio non li capisco.

2 commenti:

La Leggivendola ha detto...

Concordo con l'assurdità della cosa. Che poi, se gli era pure fallita l'azienda, ma di che si vanta?
Mah.

Moky ha detto...

Sono d'accordissimo. Anche se io sono andata in brodo di giuggiole quando ho visto Larry David seduto al tavolo vicino al nostro quest'estate a Santa Monica... ma qui si parla di uno comico di talento, mica di un cocainomane che ha bancarottato un'azienda...