martedì 7 febbraio 2012

Di Venere e di Marte

Da ogi ho iniziato ad andare in quel di Parma. Alle ore sei e mezza, stamane,ho preso su la polideuce-mobile e mi sono recato nel capoluogo di provincia. Una volta giunto a destinazione ho cercato, con una pianta in mano, il numero civico; la pianta e' stata abbandonata nello studio del mio paesello da una ex collega e ho deciso di portarmela appresso nella nuova fase della mia vita. Ho dovuto girare intorno allo stabile per scoprire che i civici in quel palazzo hanno la lettera A, la lettera C, ma non la B che, teoricamente, era dove sarebbe dovuto essere lo studio; Dio benedica le targhe professionali.
Finalmente trovo il portone, infilo la chiave, avevo fatto le copie delle chiavi, che mi aveva dato il capo, ieri, ma la chiave non entra; mi era stata data la chiave sbaglliata da duplicare.
Andiamo bene.
Una signora mi apre il portone e così posso portare le mie cose di sopra; si perché lo studio e' all'ultimo piano.
Chiudo la macchina, una volta finite le operazioni di scarico, e vado a lavorare. L'ambiente devo dire non e' male, molto luminoso e pulito; merito dell'altra persona con la quale di dividiamo lo studio presumo.
Alla sera, verso le cinque e mezza, scendo per prendere l'auto e tornare a casa; dopo una giornata di neve e freddo, la polideuce-mobile e' ricoperta di gelo e neve.
Apro la portiera, metto le chiavi nel quadro e inizio a togliere neve e ghiaccio; chissà in che momento, urto con il fianco la portiera che si chiude. Apro la maniglia e scopro che la sicura non era scattata e quindi la portiera si era chiusa con la chiusura centralizzata inserita; e le chiavi? Nel cruscotto.
Che cretino!
Ho telefonato a mio padre che, gentilmente, e' venuto a Parma portandomi le chiavi di riserva e, dopo aver atteso quaranta minuti al freddo, sono potuto rientrare nell'abitacolo dell'auto, ma il motorino di avviamento era surgelato e l'auto non partiva.
Mentre attendevo mio padre ho dato una mano a una signora a togliere il ghiaccio dal parabrezza; almeno mi sono reso utile.
Fortunatamente abbiamo trovato un benzinaio, servito e aperto, che mi ha prestato i cavetti e, grazie a mio padre, ho fatto ripartire la polideuce-mobile.
Tanto per gradire, nel salire sulla salita di casa mia, l'auto ha scodinzolato come cagnolino e solo con molta calma riesco a portarla in quota e in garage; non sono andato nel panico perché mi era già accaduto con la multipla e la mia scatoletta è ben più piccola di una multipla.
Morale: attenderò il disgelo per tornare alla guida e da domani corriera.
Il Cosmo ha voluto insegnarmi alcune cose con questa lezione:
1) mai lasciare le chiavi dell'auto dentro l'abitacolo senza di me dentro
1b) d'altronde mi ha già insegnato a non lasciare le chiavi di casa nell'auto dentro il garage con la basculante chiusa
2) prendere la corriera per andare a Parma, perché il mezzo pubblico e' cosa buona e giusta.

2 commenti:

Moky ha detto...

Un inizio degno di Fantozzi. Sembrerebbe che hai gia' toccato il fondo della sfiga, non ti resta che risalire!
Mi viene freddo solo al pensare al freddo che c'e' da voi.

Polideuce ha detto...

L'inizio non è stato dei migliori, senza contare che anche la rete è un po' ballerina e abbiamo dei problemi a condividere i file, ma del resto 'sti pc sono umorali.
Per questo fine settimana hanno messo un peggioramento, per cui, anche questo sabato, starò in casa davanti al focherello.
Murphy, evidentemente, prova un piacere sadico nell'obliterare i fine settimana :asd: