lunedì 19 dicembre 2011

Ed eccoci qui

Sono arrivato, senza neppure rendermene conto, all'ultima settima lavorativa prima della, brevissima e intensissima, pausa natalizia.
Uno passa anni a fare il recluso sperando, e un po' temendo, qualche contatto umano in più e poi incontra altri "emarginati" sociali e la sua vita diventa complessa da gestire; troppe cose da fare, troppa gente da vedere, appuntamenti ai quali far fronte... la vita è davvero un'opera buffa.
Essendo che mi aspetta una settimana lavorativa all'insegna della schiavitù, come da tradizione pre-festiva, non so neppure se potrò aggiornare il blog e quindi, dato che volevo scrivere di un aneddoto a tema, scrivo quello che posso oggi; seguirà, ma non so quando, anche se di sicuro prima del 23, il consueto biglietto di auguri.

Stagno è una piccola frazione nel comune di Roccabianca, probabilmente così chiamato per la presenza di uno stagno alimentato, forse, dal Po, come quello di Ragazzola il cui livello cambia col mutare dell'acqua che scorre nel grande fiume, e dista pochissimo dal fiume.
Molte tempo fa, quando i merli erano ancora bianchi probabilmente, accadde una terribile inondazione che sommerse il paese di Stagno; l'acqua era talmente alta che persino l'angelo sul campanile della chiesa si rifugiò in cielo.
Il tempo passava e le acque non volevano saperne di ritirarsi e data la vicinanza al Natale, la gente temeva di passare delle festività terribili perché anche la Chiesa, insieme alle loro case, giaceva ancora in Po.
L'angelo del campanile allora, mosso a pietà, andò a parlare con il Signore affinché questi facesse qualcosa; gli abitanti, seppure sommersa, poterono udire, per le campagne, il suono della campana della loro chiesa e si rincuorarono... fu un miracolo.
La campana di Stagno oggi fa bella mostra di sé nella chiesa di Roccabianca.
Il senso della storia? Anche quando si è perso tutto, basta veramente poco per ritrovare la speranza.

Buon Natale!

2 commenti:

Moky ha detto...

Una storia alla Guareschi. Bella, Poli!! Mi viene voglia di rileggere uno dei (2) libri di Guareschi che in qualche modo sono venuti con me "di qua". Ma prima meglio finire "Nikki Heat"... :)

Polideuce ha detto...

Trovo che i libri di Guareschi facciano bene all'anima :)
Immagino che questo attaccamento sia dovuto anche al fatto di esserci venuto su con le sue storie.

Ti sta piacendo il libro di "Castle"?