mercoledì 26 ottobre 2011

Quel che non so

Le cose che ignoro sono innumerevoli e, in quanto tali, non posso certo farne un elenco. Come molti altri, sono in buona compagnia, non posso fare tutto da solo perché alcune cose richiedono conoscenze che non ho. Un po' di umiltà e' assolutamente necessaria per riconoscere i propri limiti: alcune cose possono essere fatte da soli, per altre ci vuole una mano affinché sia possibile conseguire un certo risultato e altre cose sono oltre le nostre capacita' e abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica come fare.
Un campo del quale ho solo conoscenze marginali e' la fotografia, quindi se volessi fare qualcosa di più che premere un bottone, dovrei sentire qualcuno che possa consigliarmi in merito: sentirò quindi la mia amica Filomena (nome assolutamente inventato).
Filomena mi consigliera' come fare parlandomi di obbiettivi, di fuoco, di esposizione e altre cose che ignoro. Pur avendo una formazione artistica se voglio migliorare le mie capacita' nel ramo fotografico, dovrò seguire pedissequamente i consigli di Filomena in modo da poter apprendere le basi e poi su queste trovare una mia via; in questo modo imparerò qualcosa di nuovo. Del resto quando non si sa fare una cosa non c'e' nulla di meglio che farsi spiegare da chi ne sa di più, che non necessariamente deve avere più anni. Alcuni pero' cercano aiuto con un secondo fine perché commettono un errore di valutazione. Si ritengono già in grado di saper fare, anche se si tratta della prima volta che compiono una data azione, e chiedono aiuto solo perché ambiscono a sentirsi dire quanto sono bravi, o a sentirsi dire che e' proprio come hanno fatto loro che si fa. In questo modo si ottiene un risultato prevedibile : verremo aiutati per un po' ma poi non troveremo più nessuno disposto ad ascoltarci. Chi vorrebbe del resto avere a che fare con qualcuno convinto di aver sempre ragione? Questo ragionamento funziona anche sul piano psicologico; alcune cose possiamo cambiarle da soli, per altre abbiamo bisogno di un appoggio e per alcune, quelle delle quali non riusciamo proprio venirne a capo, ci serve qualcuno che ci indichi la via. Anche in questo campo ci vuole l'umiltà di saper ammettere i propri limiti, di capire che non si può sempre aver ragione; del resto c'e' sempre qualcuno più bravo, sveglio o intelligente di noi... Perché quindi non approfittare delle conoscenze di chi e' già arrivato dove vogliamo essere anche noi?

2 commenti:

Moky ha detto...

Pensa che a me non piace chiedere aiuto, generalmente parlando. Dopo aver ricevuto diverse mazzolate, ho imparato che e' sempre meglio farlo. Pero' scelgo sempre bene a chi chiedere aiuto, perche' ci sono "esperti" che si gloriano dell'inesperienza altrui e la usano per esaltarsi...

Polideuce ha detto...

si... bisogna scegliere con oculatezza la gamba sulla quale appoggiarsi :)