domenica 6 maggio 2012

Best sellers

Un recente post di Ferruccio Gianola, mi ha fatto venire in mente la mia frequentazione con questi autori che vendono badilate di copie di ogni loro libro; se non proprio di ognuno, la maggior parte dei libri che producono. Per alcuni di loro è previsto anche un film come pubblicano un libro; la mia non è invidia, io non so scrivere e non è neppure il mezzo espressivo a me più congeniale, è solo una constatazione. Non ne ho letti molti e, data la mia venerabile età, si tratta anche di autori che, al momento, non so neppure se possono ancora dirsi "autori di best seller". Dato che ho qualche minuto, in attesa che l'iPod si carichi, in modo che domani possa assolvere alla sua porca funzione, ovvero quella di farmi carburare mentre viaggio in corriera, ho deciso di mettere un simpatico sproloquio in merito.


Wilbur Smith
In casa devo avere cinque suoi libri; i tre sull'Egitto, dei quali ricordo vagamente la trama, uno comprato in edizione economicissima, "La rotta degli squali", del quale ricordo giusto che circa a metà libro i protagonisti zompano come roditori nella stagione dei calori, e un altro libro con un tramonto africano e un paio di leopardi, ma non ci giurerei, in copertina; non sono neppure sicuro che sia suo, ma del resto non mi ricordo nulla di questo volume, il che può voler dire di tutto. Wilbr sa sicuramente scrivere, ti trascina per le pagine e tu leggi, leggi e poi, come chiudi il libro, rimani con quella sensazione di aver trascorso piacevolmente il tempo; a distanza di un paio di giorni ti sei già dimenticato delle trama, dei protagonisti e via di seguito... e questo è un bene, perché le trame ogni tanto si somigliano in modo sospetto (leggete le quarte di copertina). E' una tipica lettura di intrattenimento, non ha alcuna pretesa diversa e gli si perdona volentieri anche qualche trovata poco verosimile.

John Grisham
E' quello dei romanzi ad ambientazione legale che ogni tanto si stanca del genere e scrive qualcosa di diverso. Di suo credo di aver letto quattro libri, comprati in edizione economica, ma me ne ricordo solo uno:"Playing for pizza". Motivo? Un po' per campanilismo, dato che è ambientato a Parma, e un po' perché il libro è proprio carino e con poche pretese. La materia legale è talmente intricata anche oltre oceano, che non potrei ricordarmi una trama di un suo libro del genere neppure se ne andasse della mia vita. Anche lui è bravo a scrivere; a differenza di Smith alla fine di un suo libro si è indignati per le scorrettezze del sistema; ce ne si ricorda? No. Vuole intrattenere e ci riesce.

Ken Follet
Di suo ho letto tre libri, ma ne ho in casa quattro. Ho apprezzato "i pilastri della terra", ho persino preso in sconto, e in edizione economica, "mondo senza fine" ma non l'ho ancora letto. Ogni tanto lui qualche trama inverosimile la propina, a volte ricicla le storie, perché si è sbattuto per documentarsi su una cosa e ci vuole fare su almeno due romanzi; magari fotocopiati, ma tanto che gli frega? vendono comunque. Tutto sommato trovo che a volte i suoi libri abbiano qualche pretesa diversa dal puro intrattenimento. E', come gli altri, un autore di puro intrattenimento.

Dan Brown
Di suo ho letto solo "il codice da Vinci", preso a cinque euro perché pagarlo di più mi pareva eccessivo, e devo dire che il libro si porta via bene. Tutto quello che posso dire è che Brown piglia tutte le trame complottiste del creato e ne fa un libro, pensando pure di aver fatto qualcosa di argutissimo e geniale. Caro Dan; leggiti "il nome della Rosa" e capirai che i libri belli sono fatti in modo diverso. 'Sto qua di pretese ne ha fin troppe.

Un giorno comprai in quel di Bellaria un libro di un certo McDermott; un libro talmente inverosimile, puerile, stupido, con talmente tante di quelle fesserie da essere qualcosa di sconvolgente e speravo che non avrebbero pubblicato mai più altre "robe" sue e, invece, nel tempo ho visto altri suoi romanzi; mi chiedo cosa gli sia rimasto da scrivere, date l'immane cumulo di vaccate scritte in quel libro del quale manco ricordo il titolo. A me gli autori di "best seller" non danno fastidio e ogni tanto qualcuno ne leggo anche, ma sono affezionato ai primi tre che ho citato, questi nuovi scrittori complottisti e virtuosisti della scemenza, un po' mi fanno paura.

1 commento:

Moky ha detto...

Dei 5 autori citati, 4 sono tra i miei preferiti... Io ci aggiungerei Michael Crichton e JK Rawlings.... :)