venerdì 1 luglio 2011

Umide facezie

Così come l'Egitto è un dono del Nilo, la Pianura Padana è un dono del Po che un cioppo di anni fa, notare il termine scientifico "cioppo", era chiamato "Padus".
Oggi la Pianura Padana è una piana più o meno ordinata, punteggiata di piccoli paesi agricoli e città importanti, ma tendenzialmente, è una grossa fetta di terra agricola solcata da canali di irrigazioni e piccoli fiumi e torrenti tributari del Po; il grande fiume.
Prima delle opere di bonifiche, la pianura padana era una sorta di acquitrino a cielo aperto, con l'acqua che affiorava in superficie.
Il prodotto principale della Pianura Padana è l'umidità; tutta questa abbondanza d'acqua e le passate esondanzioni, ma anche le attuali che accadono periodicamente, rendono il piano padano fertile e grasso.
L'aspetto più bello dell'umidità padana è che essa ristagna e satura ogni cosa; d'altronde la pianura è chiusa su tre lati e l'unico punto dove giunge un po' di brezza marina è in Romagna.
Da me, per dire, di brezza marina non se ne vede manco dipinta e se l'aria sa di iodio è solo perché le acque termali ne sono ricche; non certo perché l'aria scavalla gli Apennini e ci viene a trovare dal mar Ligure.
A volte mi chiedo come mai non ci siamo ancora adattati a metabolizzare elementi nutritivi dall'umidità ambientale.
D'inverno l'umido si condensa in nebbia; adesso è raro che vi siano nebbie tali da doverle tagliare con il coltello, ma una volta era possibile persino appoggiarci le biciclette dal tanto fitte erano le nebbie.
D'estate l'umidità si trasforma agevolmente in zuppa; ci sono giorni nei quali sembra di camminare dentro a un brodo e si fa una fatica del diavolo a camminare per la strada... roba da accasciarsi sotto la prima pianta compiacente a disposizione.
Il peggio, ovviamente, è in città; poche nebbie d'inverno, ma d'estate il caldo umido tipico della pianura padana, si somma con il calore degli edifici e delle strade e per trovare del refrigerio l'unica è nascondersi in cantina.
Con tutto questo caldo, onde evitare di dormire abbracciato al condizionatore, anche se installare una branda in cantina mi pare una buona idea, tengo sempre, alla sere, le finestre aperte.
Il mio paesello è in una valle, la mia casa è su una collina, e per una ragione a me ignota, sento tutte le manifestazioni estive del paese; quando va bene i cantanti sono anche bravi, ma il più delle volte la lontananza distorce le prestazioni e quello che arriva non è proprio gradevole.
Tutto questo per dire che preferisco le discutibili doti canore di qualche cantante al caldo umido...
Un inutile post per concludere la settimana :asd:

4 commenti:

Regina dei Tucani ha detto...

Ah, la macerazione delle carni in estate e le nebbie nei capelli d'autunno! ;))

Polideuce ha detto...

Attenditi un umido abbraccio materno dalla Pianura appena atterri. Anche quest'anno il raccolto d'umido e' ottimo e abbondante asd

Moky ha detto...

E la sensazione di essere soggetti al waterboarding, quando invece stai passeggiando a bordo navigli a Milano?? Mai provata? Altro che Guantanamo!!

Polideuce ha detto...

@Moky: per fortuna schivo Milano come la peste. Il centro è bello, la periferia discutibile, ma ogni volta che mi avvicino a Milano mi viene il mal di testa; posso immaginare la sensazione però.
Esistono sicuramente paesi e zone più umide, ma visto che vivo in Emilia mi lamento di quello che ho sottomano e mi rifugio sull'Appenino così magari beffo l'evoluzione e non svilupperò un paio di branchie per respirare in estate :asd: