sabato 20 luglio 2013

Musica

Non parlo molto spesso di musica in questo blog; principalmente perché ne capisco veramente poco e la mia ignoranza in materia è davvero abissale, ma questo non mi impedisce di ascoltarne parecchia.
Ne ho bisogno al mattino, quando prendo la corriera e mi avvio in produzione, per caricarmi; mentre lavoro per riuscire ad arrivare a sera senza troppe difficoltà e senza cercare di dire, o commettere, cose delle quali potrei pentirmene e ne ho bisogno alla sera, specie col caldo, quando la testa mi ciondola sul collo, intontita, e l'aria condizionata della corriera non basta a rimettermi in sesto.
D'inverno, al contrario, alla sera, di ritorno verso casa, preferisco leggere, ma il clima mi è più favorevole.
In ambito musicale, come in molti altri aspetti del mio esistere, ho gusti molto ampi e variegati; forse persino contraddittori tra loro, per cui, in genere, faccio prima a dire cosa non mi piace.
Tutta questa premessa per dire che, come molte persona, capita che mi attardi, sino ad orari non proprio felici, in internet impegnato nella navigazione casuale tra questo e quello e, quando questo accade, mi impegolo sempre nell'ascolto di musica.
Gli inizi sono in genere, inerenti autori, tutto sommato, noti: Branduardi, Kate Bush, Peter Gabriel, Loreena Mckennitt... a volte però inizio con della musica barocca, Tartini, Boccherini, Corelli, Paradisi e via andare, o musica dell'ottocento.
Dopo pochissimo tempo scatta qualcosa tra i miei neuroni, per cui da questo genere viro all'elettronica, Goettfried Koenig, Welle Erdball, Komor Kommando (gli ultimi due decisamente meno "colti"); indi, poiché la lingua batte sul dente che duole, è un attimo ritrovarmi ad ascoltare Stephan Micus, Stelios Petrakis, o un qualche cantante, o gruppo, caucasico alternato a cori bizantini.
A volte la serata si conclude con una qualche sigla di un cartone animato della mia infanzia, in una lingua che non conosco...
Ammetto di avere qualche problema con la musica italiana; mi piace, ma capendone le parole ne capisco anche gli strafalcioni, quelli che vengono spacciati per "licenze poetiche", e questo mi impedisce di proseguire nell'ascolto.
Essendo che ascolto molta musica e di genere disparati, va a finire che spesso la giornata è dominata da due, o più, brani musicali che mi ballano nelle sinapsi.
In genere la riproduzione di questi brani non avviene mai in modo seguente; all'uno non segue mai l'altro, ma si affastellano per cui a volte capita che ho la base ritmica di uno, la melodia dell'altro e il testo di un terzo; a volte suonano tutti in contemporanea e altre volte si concatenano in modo apparentemente casuale.
L'effetto finale è, in genere, un po' cacofonico... ma io apprezzo.
Oggi la giornata è dominata dalla mescolanza di tre brani, dei quali incollerò qui i video per la vostra gioia:

Brano di non particolare spessore, ma molto orecchiabile, con un video coloratissimo e molto allegro, di Inga e Anush Arshakyans (oh... il pezzo è anche famoso)


Straftanz Ost di Straftanz, che nell'ambiente è anche conosciuto; il testo è un po' come il "gioca jouer" di Cecchetto, solo con più grinta e mortaccino... e grazie a dio non è un ballo di gruppo


... e la sigla italiana de "Il grande Mazinga"; del resto ieri ho visto "Mazinga contro Godzilla", ovvero "pacific rim" che mi è pure piaciuto...


Delle accoppiate più interessanti ne ricordo una di particolare... ehm... effetto; ovvero il secondo concerto brandeburghese di Bach mescolato con "industrial madness"
Mi piacerebbe che a volte, non dico sempre, i neuroni prendessero brani di generi compatibili :asd:

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