lunedì 4 giugno 2012

Cose che uno vorrebbe sapere

Avete presente i terremoti che si stanno succedendo in Emilia-Romagna? Massì, quelli che hanno ammazzato 17 persone e vanno avanti, con ingenti danni ad abitazioni e monumenti, da una decina di giorni a questa parte. Non potete non averne sentito parlare, a meno che non siate appena stati scaricati da Nibiru in corsa.
Ne hanno parlato anche sul Telegraph e sul Times di Los Angeles, quindi presumo se ne sia parlato anche  in altre testate giornalistiche internazionali.
Oggi ho deciso di vedere ove sono tutte queste faglie che scivolano sotto la mia regione; ebbene una di queste faglie, quella che al momento sta facendo ballare il modenese, ammesso e non concesso che si fermi lì, passa a un tiro di schioppo da dove lavoro.
Ho mai scritto del comportamento del palazzo dove lavoro? Sono all'ultimo piano e tende a vibrare quando passa il due (autobus), quando passano i camion e, occasionalmente, ho sin pensato che persino il vento lo facesse vibrare.
Sicuramente l'elasticità è un pregio in una costruzione, ma la cosa non mi fa sentire proprio sicuro; vero è che anche l'albergo a Kayenta ballava col vento, ma là tirava un vento da paura e la costruzione è lignea, quindi è legittimata a vibrare.
Poco più a sud di Parma ne passa un'altra; avendo letto la cronaca di Salimbene de Adam posso dire che per gli anni coperti dalla cronaca non ci sono stati terremoti e non ricordo di aver letto di terremoti così gravi, come quelli accaduti nei giorni scorsi, in città accaduti nel tempo.
Ancora un poco più a sud, che rampa allegra e fiorona sugli Appenini, c'è un'altra faglia che taglia in due il mio paese.
La cosa bella è che di un paesello, neppure fondato dai romani, vabbè... c'era un insediamento agricolo etrusco più o meno a Siccomonte, ma le suppellettili non sono molto chiacchierone, non si tengono grandi memorie scritte, sappiamo però, perché vi sono testimoni oculari che hanno potuto vedere il documento originario, prima che qualcuno se lo portasse a casa, che nell'Alto Medioevo ci fu un evento, della cui natura non si sa molto, che chiuse, tappandoli, i pozzi del sale e che la Diocesi di Piacenza diede la propria autorizzazione, ad alcune famiglie locali, a scavare per riprendere l'estrazione di sale.
La notizia non è rassicurante, ma mica posso dare delle craniate al muro e andare nel panico; in fondo, voglio dire, tra qualche milione di anni il sole diventa una nova e buona notte al secchio e non posso certo farmi prendere da Deimos e Phobos per un evento che potrebbe anche non avverarsi mai.
In ogni caso ho deciso di fare uno zaino di emergenza con alcune poche cose da prendermi a dietro in caso di disastro; una sorta di "in caso di apocalisse rompere qui"... probabilmente non servirà, ma non si sa mai.
E' proprio vero che non si finisce mai di imparare; nel frattempo mi affido allo sponsor ufficiale della mi esistenza; la Provvidenza.

2 commenti:

Moky ha detto...

Fai bene. Dovrei farlo anche io, visto l'esperienza incendi della scorsa estate. Dopodomani, che domani faccio una festicciola per il compleanno della piccola...

Polideuce ha detto...

Quella dello zaino sempre pronto è una assicurazione saggia :) ...talmente saggia che non l'ho ancora fatto; devo rimediare