lunedì 14 novembre 2011

Un impegno concreto

Siamo giunti a metà Novembre e mi ritrovo con ben due libri in lettura. Entrambi sono stati letti ben oltre la metà. Quello che mi impegno a fare, e vi assicuro che per me non è facile, è di finire entrambi prima della fine dell'anno, senza prendere in mano altri libri da leggere nel frattempo... quest'ultima è la parte più complessa, perché avere in lettura solo due libri, e per giunta così prossimi alla fine, mi mette tristezza; ma se ne inizio un altro va a finire che quelli non riuscirò a terminarli entro l'anno.

"I dimenticati" di Tim Tzouliadis
L'autore si occupa di portare alla luce una storia della quale non si parla mai. Durante la depressione del '29 molte persone credettero alla propaganda sovietica ed emigrarono nella neonata URSS, nella convinzione di potervi trovare da lavorare, la depressione causo molti disoccupati e un impoverimento generale, e condizioni di vita migliori. Molti di questi erano persone che volevano lavorare, altri erano sindacalisti o comunisti, osteggiati nel loro paese, ma tutti erano mossi dalla necessità di trovare un lavoro che permettesse loro di vivere.
Il libro, nel raccontare la loro storia e di come finirono, in quanto stranieri, preda delle purghe staliniani, che li ha confinati, a fianco di milioni di cittadini russi, nel gulag, descrive la politica di non intervento adottata dagli USA che deciso di dimenticarsi di cittadini "scomodi". Tutto il mondo è paese e ovunque, e in qualunque epoca e nazione, esistono persone più uguali di altre.
Il libro è ben fatto e si legge bene, ma per i contenuti e le descrizioni della vita nei gulag, risulta un po' impegnativo.

"Il teatro d'opera italiano" di Lorenzo Arruga
Il libro si occupa di fare un excursus nella storia dell'Opera italiana. L'ho comprato per colmare la mia ignoranza in materia, ma il volume non è scritto pensando a dei neofiti; un po' il linguaggio, un po' gli accenni ai vari libretti e librettisti, ne fanno un libro adatto per chi in materia già qualcosa sa.
Ha l'innegabile pregio di far conoscere aspetti che vanno al di là della semplice messa in scena e comunicano un amore sentito per l'Opera come forma d'arte e questo mi spinge a prendere, quando le finanze lo permetteranno, un volume serie e ben fatto che si occupi di storia della musica.
Sono giunto al capitolo su Rossini e poi ho Verdi. Dalle mie parti, specie quando i tuoi parenti vengono dalla Bassa, si viene su con Verdi che partecipa alla colonna sonora della tua infanzia, perché, per citare Guareschi, "Verdi è un galantuomo".

Questo è il mio fioretto per la fine di questo anno; ultimare i libri in corso e iniziare il 2012 con una nuova lettura.
Ho giusto un libro sulle varie profezie che dovrebbero avverarsi nel 2012 che attende di essere letto; non credo a nessuna di esse, ovviamente, ma mi piacerebbe arrivare al 31/12/2012 con una bella lista nella quale segnare tutto quello che non si è avverato.

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