lunedì 12 settembre 2011

Meteorologia

Stamane un altro pezzo della mia ignoranza è stato abbattuto; certo la mole è tale per cui avrò modo di stupirmi molto a lungo.
Sapevo dell'esistenza, in quel della provincia di Reggio Emilia, di una particolare zona del cielo cittadino adibita alle previsioni meteo; mi riferisco al celeberrimo "buuz 'd'la Jacma".
Tradotto in italiano sarebbe "buco della Giacoma"; azzarderò più avanti una ipotesi, pia, sul perché questo foro, porzione del cielo, sia intitolata a Giacoma... ma sentitevi liberi di formulare ipotesi anche più prosaiche e volgari.
Ero convintissimo che tale particolare porzione di cielo fosse una peculiarità tutta reggiana, ma stamane, scendendo a piedi dalla collina per dirigermi al lavoro, sento una mia compaesana, autoctona di queste parti, parlare di "...ghera...in tal bus ad'la Jacma"; credo che abbia detto "scuròn", ma non ne sono sicuro.
(""...ghera...in tal bus ad'la Jacma" traduzione: "...c'era... nel buco della Giacoma"; "scuròn" traduzione "scurone e quindi nuvoloso").
La cosa mi ha lasciato un po' perplesso, ma alcune ricerche, davvero superficiali, mi hanno condotto alla conclusione che il "buco della Giacoma" è presente in tutte le città di alcune zone dell'Italia settentrionale; si tratta di una porzione di cielo in genere delimitata da due monti, o colline, o in mancanza di esso da confini sufficientemente ampi e immaginari, che gode di capacità profetiche in ambito meteorologico.
Cercate il "buco" nelle vostre città, osservatelo e saprete che tempo farà domani, ovviamente se il tempo non si accorda con il "buco della Giacoma" la colpa è vostra che avete osservato la zona di cielo sbagliata.
L'intitolazione a Giacoma potrebbe derivare dalle capacità profetiche che dimostrò, alla morte di San Francesco, Giacoma de Settesoli; qualora l'origine sia più profana, diciamo così, allora dubito fortemente che una monaca possa averci qualcosa a che fare.

Data anche l'evidente parentela tra "siribigule*" e "sarabighe**" e l'influenza piacentina sul mio paese, inizio a credere all'esistenza di una certa parentela, più stretta di quanto ai coinvolti possa fare piacere, tra Piacenza e Reggio Emilia.
Continuerò le ricerche quando e se me ne ricorderò.

*: "siribigula" è, nel dialetto di alcune zone piacentine, ma non ne conosco l'esatta estensione, la "zanzara". Anche nel piacentino, come nel parmense, ho sentito la denominazione di "sinsoss" ("senza ossa")

**: "sarabiga" è la parola reggiana per "zanzara"

5 commenti:

Samara ha detto...

il "buco della Giacoma" esiste anche a Parma, anzi credevo fosse autoctono di queste parti, ma a quanto pare e' piuttosto diffusa ;-)

da quello che sapevo io, e' una porzione di cielo rivolta verso nord-ovest (ma non ci metterei la mano sul fuoco) e molto prosaicamente quando quella parte di cielo e' scura e minacciosa e' piu' probabile che il maltempo arrivi, perche' e' da li' che le correnti spingono verso di noi ;-)

Polideuce ha detto...

Ho letto infatti che è situato nella parte di cielo dalla quale vengono le perturbazioni, ma ne ignoravo la diffusione.
Tra l'altro è l'intitolazione a Giacoma che mi sfugge...

Samara ha detto...

il motivo del nome sfugge anche a me

Regina dei Tucani ha detto...

Confermo, da me e' un po' meno volgare, e' il CANTON D'LA JACMA. Si trova dietro a Montechiarugolo :DDDDDDD

Michele Pedrazzi ha detto...

Al bus dal Jacma esiste penso in tutta la zona dell'emilia dove passava la via francigena. Secondo le mie ricerche il nom
e deriva dal fatto che la maggior parte delle perturbazioni arrivano da Nord Ovest quindi dall'Atlantico dove c'è il Golfo di vizcaja e quindi San Giacomo di Compostela
.Mic.