mercoledì 8 agosto 2012

Castel Firmiano (Bolzano)














Nei locali del castello è stato allestito il Museo della Montagna; tecniche per scalarla ma, soprattutto, quanto di spirituale è connesso alle vette e le statue esposte provengono dalle regioni che condividono l'Himalaya.
Gli aspetti castellani del maniero, sistemi difensivi, struttura architettonica, passano decisamente in secondo piano.
Per installare il museo è stato fatto un bellissimo intervento di recupero delle rovine del castello che, grazie a questa destinazione, ha trovato una nuova vita dedicata alla conoscenza.
Singolare che all'autonomia del Sud-Tirolo sia stata dedicata il maschio del maniero, ultima difesa, per antonomasia, delle strutture castellane; la torre, comunque, non batte la grancassa del facile nazionalismo, o etnocentrismo, ma proclama la difesa di una identità che è stata spesso dimenticata e che si è tentato di soffocare.
I locali rimanenti sono dedicati alla montagna in sé; a cosa rappresenta, cosa suscita e cosa si prova nello scalarla o nello svilupparsi all'ombra di essa.
Se soffrite di vertigini non guardate di sotto mentre vi inerpicate per le scalinate. Le scale sono molto belle e si inseriscono meravigliosamente bene nel contesto, ma i gradini sono costituiti di lamelle parallele che privano la struttura di materia e l'effetto di trasparenza può dare un po' le vertigini.
La visita impiega circa un paio d'ore; entrando in tutte le sale e leggendo tutte le didascalie il tempo si dilata e potrebbero volerci anche due ore e mezza.
Il castello è dotato di un ampio parcheggio custodito da un signore molto simpatico e premuroso; ci ha tenuto a informarci che il parcheggio chiude alle 18:15 e mi ha chiesto, al ritorno, se era andato tutto bene e se la visita mi fosse piaciuta.
Il museo è dotato di ristorante, ma noi siamo andati poco più a valle in un locale chiamato "Sparerhof", a Frangart. Il locale è ampio, il cibo è buono e le porzioni adeguate; il servizio è veloce e il costo contenuto. Se pieni di gente, come quando siamo andati noi, potrebbero essere un po' sbrigativi; ma il personale, letteralmente, sgomma per il locale, sono davvero rapidi, e si fanno perdonare presto.
La cameriera è rimasta stupefatta dalla richiesta di portare tre litri d'acqua per quattro persone; si vede che i loro clienti abituali bevono meno di me (un litro era solo mio... mi devo tenere idratato).
Una bella esperienza; se siete da quelle parti fate un giro a Castel Firmiano, ne vale la pena.

2 commenti:

Moky ha detto...

MA scusa, cosa c'entrano i vari budda e divinita' orientali? Magari ne hai parlato, ma sto leggendo come speedy gonzales e non ho visto nessun riferimento..

Polideuce ha detto...

Il museo è stato voluto da Messner che ha scalato tutti gli 8000 metri e di ritorno dai suoi viaggi si è portato a casa un po' di manufatti orientali; li ha inseriti in questo museo della montagna per sottolineare l'aspetto sacro del rapporto coi monti. All'interno ci sono anche cose più occidentali legate all'alpinismo e all'esplorazione, ma una tenda da campo base è meno scenografica :)
In effetti ne ho giusto accennato, brevemente e in modo vergognoso, appena all'inzio.