Si ricomincia.
Non che abbia mai del tutto smesso, voglio dire: avrei dovuto iniziare lunedì 27, ma ho ripreso a produrre già il 21; ho tentato di portare a termine almeno qualcosa e invece ho lasciato in sospeso delle scemenze; avrei voluto leggere più libri durante le ferie e invece ho persino letto meno.
Tra le altre cose, tanto per aggiungere un po' di paradosso, avrei anche voluto iniziare lagnandomi meno, ma non c'è verso, non ce la faccio, devo per forza lamentarmi:
una volta è perché non riesco a fare le cose; un'altra è perché abbiamo esempi di umanità che ci sfilano sotto gli occhi, che possono solo essere catalogati come casi clinici...e io borbotto, borbotto.
Purtroppo non posso vivere di rendita, mi lamento dei cretini sapendo, benissimo, di essere sicuramente il cretino di qualcuno.
E' un po' come lamentarsi dei politici: si, è vero, sono quello che sono, ma del resto, nel nostro piccolo, la maggior parte di noi si comporta allo stesso modo, ma a noi piace lamentarci...e quindi lasciatemi lamentare e borbottare, nel male, quando il grado di lagnanza va fuori scala, ci penso da solo a buttarla nel ridicolo e a immaginarmi aggrappato a un tendaggio.
Da settembre riprendo a viaggiare coi mezzi pubblici, ma non dal primo ché ho un rilievo, e chissà che gli scossoni delle buche in strada non mi aiutino a creare; per queste ferie, sfranto dal caldo atomico, non s'è creato nulla.
Poveri neuroni; affogati nel sudore sono riusciti solo a darmi una parvenza di funzionalità sindacale; l'obiettivo, adesso, è di non farli affogare nel muco.
Un post davvero utile, ma sentivo il bisogno di affidare ai bit della rete un po' di pensieri sconclusionati.
mercoledì 29 agosto 2012
mercoledì 22 agosto 2012
Brani
Un bel post riempitivo e potenzialmente del tutto inutile, superfluo e gratuito, con pezzi di brani presi qui e là a seconda del ricordo e dell'ispirazione; un coacervo di cose senza un filo conduttore.
Metto un pezzo del testo e il brano dal quale è tratto così, se vi va, potete andare a sentirvi tutto il pezzo cercandolo in rete.
"And if I only could
I'd make a deal with God
And I'd gave him to swap our places..."
(Kate Bush "Running up that hill")
"La casa sua il Signore di Baux
l'ha costruita sui sassi
e ancora lei rimane là
e guarda passare gli anni"
(Angelo Branduardi "Il Signore di Baux")
"You can't legislate reverence
Our cultures are our own"
"Agní Parthéne Déspina, Ahrante Theotoké
Hére Nímfi Anímfefte
Parthéne Mítir Ánassa, Panéndrosé te póke.
Hére Nímfi Anímfefte
Ipsilotéra Uranón, aktinon lamprotéra"
(S.Nectario di Egina "Agní Parthéne")
"I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavements grey,
I hear it in the deep heart's core"
(William B. Yeats "Lake Isle of Innisfree" conosciuta nella versione cantata da Branduardi)
"Athair ar Neamh, Dia linn
Athair ar Neamh, Dia liom
m'anam, mo croi, mo ghlóir
maladah dui, a Dhia"
(Enya "Athair ar Neamh")
"Make it easy
Make this easy
It's not as heavy as it seems"
(Tori Amos "Bouncing off clouds")
...e via discorrendo, ma mi fermo qui altrimenti sarei obbligato ad andare avanti sino alla nausea; devo pormi un freno.
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Metto un pezzo del testo e il brano dal quale è tratto così, se vi va, potete andare a sentirvi tutto il pezzo cercandolo in rete.
"And if I only could
I'd make a deal with God
And I'd gave him to swap our places..."
(Kate Bush "Running up that hill")
"La casa sua il Signore di Baux
l'ha costruita sui sassi
e ancora lei rimane là
e guarda passare gli anni"
(Angelo Branduardi "Il Signore di Baux")
"You can't legislate reverence
Our cultures are our own"
(Unwoman "freedom from religion")
"Race through the galaxy, sensor jammer on
They cannot escape you, so why do they run
A reputetion is what you have become
Are you the saviour, crowned in mandalorian?"
(Illumina "No disintegrations")
"These walls are built to last
Memories were always born here
Decades of youth and centuries of silence"
(Diary of Dreams "Cannibals")
"L'acqua ch'io prendo già mai non si corse;
Minerva spira e conducemi Apollo,
e nove Muse dimostran l'Orse"
(Dante Alighieri, II° Canto del Paradiso; "concerto in E minore" Budenmayer/Preisner)
"Dietro questa maschera lo sai ci sono io
Sono io, soltanto io
Quel che cerco, quel che voglio lo sa solo Dio"
(Renato Zero "la favola mia")
Hére Nímfi Anímfefte
Parthéne Mítir Ánassa, Panéndrosé te póke.
Hére Nímfi Anímfefte
Ipsilotéra Uranón, aktinon lamprotéra"
(S.Nectario di Egina "Agní Parthéne")
"I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavements grey,
I hear it in the deep heart's core"
(William B. Yeats "Lake Isle of Innisfree" conosciuta nella versione cantata da Branduardi)
"Athair ar Neamh, Dia linn
Athair ar Neamh, Dia liom
m'anam, mo croi, mo ghlóir
maladah dui, a Dhia"
(Enya "Athair ar Neamh")
"Make it easy
Make this easy
It's not as heavy as it seems"
(Tori Amos "Bouncing off clouds")
...e via discorrendo, ma mi fermo qui altrimenti sarei obbligato ad andare avanti sino alla nausea; devo pormi un freno.
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lunedì 20 agosto 2012
Scipione Castello (archivio)
Mi sono accorto di aver parlato spesso di Scipione Castello, ma di non averne mai messo delle foto.
A causa del caldo inverecondo di questi giorni, ho scelto solo immagini invernali; unica eccezione è l'ultima foto perché questo glicine è meraviglioso.
Come molti castelli qui intorno è appartenuto ai Pallavicino che controllavano, in epoca medioevale, l'estrazione del sale. Durante il ventennio venne anche usato per raccogliere prigionieri destinato ai campi di sterminio e di prigionia nazisti.
Secondo la leggenda il nome "Scipione" deriva dalla presenza di una villa, sulla quale, presumibilmente ma si tratta di leggenda, venne edificato il castello, appartenuta a Scipione l'Africano.
Esiste, poi, un episodio che lo vede, insieme con il castello di Tabiano protagonista.
Vado a memoria perché non ho nulla sottomano per controllare la vicenda.
Giacomo Pallavicino aveva due nipoti Niccolò e Francesco, signori di Tabiano e di Scipione, i quali puntavano alle ricchezze dello zio e al controllo del castello di Bargone. Durante un banchetto in quel di Bargone uccisero lo zio e portarono il suo capo delle guardie a Gallinella, altro castello che esisteva in zona ed era controllato dalla famiglia, affinché consegnasse loro le ricchezze del defunto zio. L'inquieto fantasma di Giacomo, così vuole la leggenda, apparve a entrambi i nipoti facendoli morire di paura; uno venne trovato privo di vita a Bargone e l'altro a Scipione (stando almeno alle mie fonti).
Il castello è visitabile, fa parte del circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza; all'interno non si possono fare foto. All'interno vi è una stanza picta molto bella e un bellissimo loggiato che incornicia un ampio cortile.
Se passate da quelle parti la visita è consigliatissima, volendo si può anche dormire in Castello, visto che vi sono presenti due suites atte alla bisogna; così come consigliata è la cena, sempre nel borgo di Scipione Castello, alla "Osteria del Castello" ove si mangia benissimo e, d'estate, si può godere, dalla terrazza all'aperto, di un panorama magnifico.
Il posto è magnifico e dopo i recenti restauri anche ben tenuto.
venerdì 17 agosto 2012
Musei di Palazzo Farnese - Piacenza
Non so per qual motivo ma a Parma, nella quale ho studiato e vivo nella provincia di questa città, ho sempre preferito Piacenza; forse perché è sempre stata un po' più negletta e meno appariscente della vicina Parma.
Oggi vi sono tornato in visita ai musei concentrati nel Palazzo Farnese, incompiuto, che è innestato sui resti della rocca viscontea.
Il palazzo raccoglie buona parte dei musei cittadini, presumo ne rimangano fuori giusto un paio, e al suo interno vanta la presenza del celeberrimo fegato etrusco e di un tondo realizzato dal Botticelli.
A parte questi due pezzi, prestigiosi, vi sono una serie di affreschi raffiguranti il martirio di Santa Caterina, una pinacoteca con varie tele, dei paracamini bellissimi e via discorrendo; ma quello che è insolito è il museo delle carrozze che accoglie, all'interno del piano seminterrato del palazzo, varie carrozze, carrozzine, piccole carrozze affinché i pargoli imparassero a portarle e taluni carri funebri.
Di recente si sono aggiunti alcune carrozze e alcune opere su tavola, dono di una collezione privata.
Vale sempre la pena di tornarvi in visita.
Oggi vi sono tornato in visita ai musei concentrati nel Palazzo Farnese, incompiuto, che è innestato sui resti della rocca viscontea.
Il palazzo raccoglie buona parte dei musei cittadini, presumo ne rimangano fuori giusto un paio, e al suo interno vanta la presenza del celeberrimo fegato etrusco e di un tondo realizzato dal Botticelli.
A parte questi due pezzi, prestigiosi, vi sono una serie di affreschi raffiguranti il martirio di Santa Caterina, una pinacoteca con varie tele, dei paracamini bellissimi e via discorrendo; ma quello che è insolito è il museo delle carrozze che accoglie, all'interno del piano seminterrato del palazzo, varie carrozze, carrozzine, piccole carrozze affinché i pargoli imparassero a portarle e taluni carri funebri.
Di recente si sono aggiunti alcune carrozze e alcune opere su tavola, dono di una collezione privata.
Vale sempre la pena di tornarvi in visita.
giovedì 16 agosto 2012
Facezie
Guarda un po'; sono passati ben sette giorni, seven days, tormentone un po' datato ma sempre apprezzato, dall'ultimo post.
Del resto se latitano gli scritti, anche i lettori sono parimenti diradati; le vacanze ci sono per tutti e poi avevo avvisato che la cadenza sarebbe stata grosso modo settimanale.
In questa settimana ho terminato un paio di libri, iniziato un altro libro, sono a metà di un volume in corso di lettura, mentre tengo il libro sulle chiese di Costantinopoli per la corriera; devo centellinare i libri a tema bizantino, non sono pubblicati con molta frequenza e vanno letti con parsimonia.
Ieri sono andato all'inaugurazione, parziale, di un locale in quel di Casina al Castello di Sarzano.
Al castello c'ero già stato tempo fa, in autunno, e, malgrado non abbia potuto vederne gli interni, avevo avuto modo di apprezzare il paesaggio del posto.
L'inaugurazione prevedeva un buffet e svariate bevute, tra cui questa birra "Matildica" che trovo molto buona.
E' stata una cena parca; non so se perché il cibo fosse effettivamente poco, o perché gli avventori fossero particolarmente affamati, ma ho potuto mangiare poco.
La colpa è mia che sono un avventore timido che tende a dare la precedenza e ad attendere, pazientemente, il proprio turno...sono sempre vittima delle mie buone maniere.
Devo dire che le mie scorte di amidi, grassi e affini, sono sempre abbondanti e mi evitano di deperire.
Il posto è proprio carino, le camere sono belle, una mia amica ha alloggiato lì e quindi ho potuto sbirciare le stanze, e adesso attendo che inaugurino anche la parte relativa al ristorante; mi è un po' fuori mano, ci sono circa due ore, da casa mia, e questo è l'unico neo.
L'inquinamento luminoso lassù è veramente scarso e si vedono moltissime stelle; un cielo meraviglioso.
Stamane mi sono svegliato relativamente presto e sono andato a fare due ore e mezza di camminata qui nei dintorni; ho rifatto, per intero, la petrolifera della quale ho parlato tempo fa e domani, prima controllo in rete, andrò in visita in qualche museo... devo solo decidere quale.
Devo dire che queste ferie, senza tappe da raggiungere in tempi forzati, senza corse da fare di qui e di là, sono molto rilassanti, talmente rilassanti che mi spiace persino che finiscano; dovrei tornare a produrre il 27.
Non ho creato nulla di nuovo e sono giunto alla conclusione che la corriera stimoli la mia creatività; sicuramente è merito delle buche che dando degli scossoni ai neuroni, mi attivano la parte creativa del cervello.
Ho una creatività che funziona ad energia cinetica; bisogna scuotere la scatola cranica per ottenere qualcosa.
Del resto se latitano gli scritti, anche i lettori sono parimenti diradati; le vacanze ci sono per tutti e poi avevo avvisato che la cadenza sarebbe stata grosso modo settimanale.
In questa settimana ho terminato un paio di libri, iniziato un altro libro, sono a metà di un volume in corso di lettura, mentre tengo il libro sulle chiese di Costantinopoli per la corriera; devo centellinare i libri a tema bizantino, non sono pubblicati con molta frequenza e vanno letti con parsimonia.
Ieri sono andato all'inaugurazione, parziale, di un locale in quel di Casina al Castello di Sarzano.
Al castello c'ero già stato tempo fa, in autunno, e, malgrado non abbia potuto vederne gli interni, avevo avuto modo di apprezzare il paesaggio del posto.
L'inaugurazione prevedeva un buffet e svariate bevute, tra cui questa birra "Matildica" che trovo molto buona.
E' stata una cena parca; non so se perché il cibo fosse effettivamente poco, o perché gli avventori fossero particolarmente affamati, ma ho potuto mangiare poco.
La colpa è mia che sono un avventore timido che tende a dare la precedenza e ad attendere, pazientemente, il proprio turno...sono sempre vittima delle mie buone maniere.
Devo dire che le mie scorte di amidi, grassi e affini, sono sempre abbondanti e mi evitano di deperire.
Il posto è proprio carino, le camere sono belle, una mia amica ha alloggiato lì e quindi ho potuto sbirciare le stanze, e adesso attendo che inaugurino anche la parte relativa al ristorante; mi è un po' fuori mano, ci sono circa due ore, da casa mia, e questo è l'unico neo.
L'inquinamento luminoso lassù è veramente scarso e si vedono moltissime stelle; un cielo meraviglioso.
Stamane mi sono svegliato relativamente presto e sono andato a fare due ore e mezza di camminata qui nei dintorni; ho rifatto, per intero, la petrolifera della quale ho parlato tempo fa e domani, prima controllo in rete, andrò in visita in qualche museo... devo solo decidere quale.
Devo dire che queste ferie, senza tappe da raggiungere in tempi forzati, senza corse da fare di qui e di là, sono molto rilassanti, talmente rilassanti che mi spiace persino che finiscano; dovrei tornare a produrre il 27.
Non ho creato nulla di nuovo e sono giunto alla conclusione che la corriera stimoli la mia creatività; sicuramente è merito delle buche che dando degli scossoni ai neuroni, mi attivano la parte creativa del cervello.
Ho una creatività che funziona ad energia cinetica; bisogna scuotere la scatola cranica per ottenere qualcosa.
giovedì 9 agosto 2012
Gropparello... di repertorio
Oggi avrei voluto portare mio nipote in visita al castello di Gropparello. Avevamo tentato di andarvi tempo fa, ma venimmo sorpresi da un nubifragio appena prima della salita che conduce al maniero e, a causa dei fiumi d'acqua che rotolavano dal cielo, tornammo indietro.
Io vidi il maniero tempo fa e, a parte le prime tre foto, le immagini risalgono a quella data.
Oggi il castello era chiuso; ieri mi sono documentato sui vari siti e mi pareva dovesse essere aperto, ma niente.
Inizio a credere che, così come esiste, per me, un incantesimo Confundus che mi impedisce di trovare la via in quel di Montecchio se vi arrivo da via Emilia, deve esistere un sortilegio che tenta di impedirmi la visione di Gropparello se sono accompagnato da mio nipote.
Per consolarci abbiamo preso la via di Rustigazzo e siamo andati in visita, tanto lui non vi era mai stato, agli scavi di Veleia; il museo, chiamato "Antiquarium", è sempre un bel vedere e il posto, per quanto minuto, merita sempre una visita.
Tenterò nuovamente di andare a Gropparello con mio nipote, ma prima proverò a fare qualche sacrificio propiziatorio ai Numi; non si sa mai che possa servire.
mercoledì 8 agosto 2012
Castel Firmiano (Bolzano)
Nei locali del castello è stato allestito il Museo della Montagna; tecniche per scalarla ma, soprattutto, quanto di spirituale è connesso alle vette e le statue esposte provengono dalle regioni che condividono l'Himalaya.
Gli aspetti castellani del maniero, sistemi difensivi, struttura architettonica, passano decisamente in secondo piano.
Per installare il museo è stato fatto un bellissimo intervento di recupero delle rovine del castello che, grazie a questa destinazione, ha trovato una nuova vita dedicata alla conoscenza.
Singolare che all'autonomia del Sud-Tirolo sia stata dedicata il maschio del maniero, ultima difesa, per antonomasia, delle strutture castellane; la torre, comunque, non batte la grancassa del facile nazionalismo, o etnocentrismo, ma proclama la difesa di una identità che è stata spesso dimenticata e che si è tentato di soffocare.
I locali rimanenti sono dedicati alla montagna in sé; a cosa rappresenta, cosa suscita e cosa si prova nello scalarla o nello svilupparsi all'ombra di essa.
Se soffrite di vertigini non guardate di sotto mentre vi inerpicate per le scalinate. Le scale sono molto belle e si inseriscono meravigliosamente bene nel contesto, ma i gradini sono costituiti di lamelle parallele che privano la struttura di materia e l'effetto di trasparenza può dare un po' le vertigini.
La visita impiega circa un paio d'ore; entrando in tutte le sale e leggendo tutte le didascalie il tempo si dilata e potrebbero volerci anche due ore e mezza.
Il castello è dotato di un ampio parcheggio custodito da un signore molto simpatico e premuroso; ci ha tenuto a informarci che il parcheggio chiude alle 18:15 e mi ha chiesto, al ritorno, se era andato tutto bene e se la visita mi fosse piaciuta.
Il museo è dotato di ristorante, ma noi siamo andati poco più a valle in un locale chiamato "Sparerhof", a Frangart. Il locale è ampio, il cibo è buono e le porzioni adeguate; il servizio è veloce e il costo contenuto. Se pieni di gente, come quando siamo andati noi, potrebbero essere un po' sbrigativi; ma il personale, letteralmente, sgomma per il locale, sono davvero rapidi, e si fanno perdonare presto.
La cameriera è rimasta stupefatta dalla richiesta di portare tre litri d'acqua per quattro persone; si vede che i loro clienti abituali bevono meno di me (un litro era solo mio... mi devo tenere idratato).
Una bella esperienza; se siete da quelle parti fate un giro a Castel Firmiano, ne vale la pena.
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