Domani, se il tempo e la voglia me lo permettono pensavo di fare un sentiero che, dalle premesse, pare molto impegnativo.
Ieri sono andato all'agenzia del turismo del mio Comune e mi sono fatto dare la mappa dei sentieri che sono percorribili nel territorio comunale.
In particolare ce n'è uno che vorrei fare domani; parte da Pietranera e si inoltra sino a Vigoleno e torna indietro passando sopra Grotta, ricongiungendosi con il punto di origine. Al momento, dato che a piedi farlo tutto impiegherebbe almeno sei ore, pensavo di fare il tratto che congiunge Pietranera con Torre degli Aioni. Sulla carta le rovine di questa torre sono indicate come "Gallinella", ma si tratta di un errore in quanto la Gallinella, castello dirimpettaio del castello di Contignaco, sorgeva sulla collina dietro la località Predosa. Fatto sta che le rovine di Torre degli Aioni sono molto suggestive, in verità una porzione di una torre rettangolare, e visto che c'è un sentiero che ci passa sotto mi pare brutto non andare.
Il sentiero è indicato come "EE", ovvero "escursionisti esperti", e la cosa mi mette un po' di apprensione, ma del resto mi sono inerpicato per andare al castello di Varano Marchesi, la prima volta, senza sapere assolutamente nulla di cosa mi sarei trovato innanzi.
Andrò armato di bastone e acqua e nel male torno indietro.
Metterò delle foto.
sabato 31 marzo 2012
giovedì 29 marzo 2012
In cammino
Anche quest'anno ho in programma di andare a camminare in alcuni posti.
Innanzi tutto devo esplorare ancora un paio di sentieri che si inerpicano su per la Pietranera a Pellegrino Parmense. C'è un sentiero, segnalato come "impegnativo", che si inerpica dal lato esposto a Nord e che non ho mai percorso; ho visto che è segnato un altro punto di accesso, ma mi è parso che il percorso avvenga, interamente, nei sassi della Pietra.
Questa domenica, se non diluvia e se sono troppo assonnato per andare più lontano, potrei tornare a Pietranera e finire di esplorarla; avevo anche pensato di andare là in bicicletta e poi esplorare la pietra, ma già a Pontegrosso, a circa tre chilometri, in salita, dalla Pietra, ho il fiato corto. Non sono un fuscello, ma mi avvicino di più all'otre, e non sono neppure più un ragazzino e dato che la vita non mi puzza, sfrutterò il metano dell'auto per arrivare alle pendici della Pietra.
Non posso mancare con l'annuale pellegrinaggio a Bismantova, sempre che non sia franato qualcosa, o qualcuno non decida, nel frattempo, di lanciarsi di sotto dalla vetta e il sentiero venga chiuso. Ricordo che c'è un altro sentiero per salire in vetta che si snoda lungo il bosco, ma non l'ho mai fatto perché non avevo un bastone con me.
Sicuramente tornerò a inerpicarmi su per le rupi di San Biagio per raggiungere il castello di Varano Marchesi; come Pietranera e Bismantova, sta diventando una meta fissa di annuale pellegrinaggio.
Il posto merita, sia la salita, che la comodissima discesa su strada provinciale; o dopo una salita così impegnativa scendere da una provinciale è corroborante.
Andrò a fare un percorso, molto presto dato che è prevalentemente al sole, che circonda il castello di Bianello e che, costeggiando i monti, tocca tutte e quattro le cime che compongono il patrimonio castrense di Quattrocastella. Credo che i monti con delle rovine siano Monte Zane e Monte Lucio, mentre su Monte Vetro, non deve essere rimasto nulla; me ne sincererò, comunque, sul posto armato della cartina comprata in occasione della visita al Bianello di qualche tempo fa.
Ultima tappa saranno i salti del Diavolo a Ravarano. Cito direttamente dal sito: "I "Salti del Diavolo" si possono vedere poco dopo l'abitato di Ravarano, comune di Calestano, sulla fascia appenninica della provincia di Parma, lungo la strada provinciale n.15 per Berceto, località Chiastre di Ravarano." (http://www.ravarano.it/Salti%20del%20diavolo.htm). Non essendo proprio vicino e un posto ove sono stato una volta sola, devo pianificare l'escursione.
Vorrei poi provare a percorrere il sentiero che da Pietranera si inerpica su per il Monte Kanate, anche se ricordo che la scritta, messa un albero, che indicava il sentiero recitava qualcosa del genere: "via principale; a sinistra frana; a destra frana"... nel male torno indietro.
Un altro sentiero interessante, ma che devo sempre capire da dove inizia, si inerpica da Varano Marchesi verso Monte Inverno; ho scaricato la mappa con i vari sentieri e sono pronto a inerpicarmici, devo solo capire di quante ore ci possano volere per arrivare a Monte Inverno e tornare indietro.
Di sicuro in queste gite appiedate mi porterò a dietro acqua, magari dello zucchero, il fido bastone e dovrò dotarmi di un paio decente di scarpe.
Ovviamente metterò foto sia dei posti dove sono già stato, ma che raggiungerò attraverso percorsi alternativi, sia dei posti ove non sono mai stato.
Innanzi tutto devo esplorare ancora un paio di sentieri che si inerpicano su per la Pietranera a Pellegrino Parmense. C'è un sentiero, segnalato come "impegnativo", che si inerpica dal lato esposto a Nord e che non ho mai percorso; ho visto che è segnato un altro punto di accesso, ma mi è parso che il percorso avvenga, interamente, nei sassi della Pietra.
Questa domenica, se non diluvia e se sono troppo assonnato per andare più lontano, potrei tornare a Pietranera e finire di esplorarla; avevo anche pensato di andare là in bicicletta e poi esplorare la pietra, ma già a Pontegrosso, a circa tre chilometri, in salita, dalla Pietra, ho il fiato corto. Non sono un fuscello, ma mi avvicino di più all'otre, e non sono neppure più un ragazzino e dato che la vita non mi puzza, sfrutterò il metano dell'auto per arrivare alle pendici della Pietra.
Non posso mancare con l'annuale pellegrinaggio a Bismantova, sempre che non sia franato qualcosa, o qualcuno non decida, nel frattempo, di lanciarsi di sotto dalla vetta e il sentiero venga chiuso. Ricordo che c'è un altro sentiero per salire in vetta che si snoda lungo il bosco, ma non l'ho mai fatto perché non avevo un bastone con me.
Sicuramente tornerò a inerpicarmi su per le rupi di San Biagio per raggiungere il castello di Varano Marchesi; come Pietranera e Bismantova, sta diventando una meta fissa di annuale pellegrinaggio.
Il posto merita, sia la salita, che la comodissima discesa su strada provinciale; o dopo una salita così impegnativa scendere da una provinciale è corroborante.
Andrò a fare un percorso, molto presto dato che è prevalentemente al sole, che circonda il castello di Bianello e che, costeggiando i monti, tocca tutte e quattro le cime che compongono il patrimonio castrense di Quattrocastella. Credo che i monti con delle rovine siano Monte Zane e Monte Lucio, mentre su Monte Vetro, non deve essere rimasto nulla; me ne sincererò, comunque, sul posto armato della cartina comprata in occasione della visita al Bianello di qualche tempo fa.
Ultima tappa saranno i salti del Diavolo a Ravarano. Cito direttamente dal sito: "I "Salti del Diavolo" si possono vedere poco dopo l'abitato di Ravarano, comune di Calestano, sulla fascia appenninica della provincia di Parma, lungo la strada provinciale n.15 per Berceto, località Chiastre di Ravarano." (http://www.ravarano.it/Salti%20del%20diavolo.htm). Non essendo proprio vicino e un posto ove sono stato una volta sola, devo pianificare l'escursione.
Vorrei poi provare a percorrere il sentiero che da Pietranera si inerpica su per il Monte Kanate, anche se ricordo che la scritta, messa un albero, che indicava il sentiero recitava qualcosa del genere: "via principale; a sinistra frana; a destra frana"... nel male torno indietro.
Un altro sentiero interessante, ma che devo sempre capire da dove inizia, si inerpica da Varano Marchesi verso Monte Inverno; ho scaricato la mappa con i vari sentieri e sono pronto a inerpicarmici, devo solo capire di quante ore ci possano volere per arrivare a Monte Inverno e tornare indietro.
Di sicuro in queste gite appiedate mi porterò a dietro acqua, magari dello zucchero, il fido bastone e dovrò dotarmi di un paio decente di scarpe.
Ovviamente metterò foto sia dei posti dove sono già stato, ma che raggiungerò attraverso percorsi alternativi, sia dei posti ove non sono mai stato.
mercoledì 28 marzo 2012
Personaggi
Nel leggere libri mi sono imbattuto nel tempo in vari personaggi storici, o santi, ma i santi sono pochini, che mi hanno incuriosito e mi hanno spinto a raccogliere più informazioni sul loro conto; alcuni di questi personaggi hanno la mia devozione imperitura e altri mi hanno incuriosito a cagione del nome che portano.
A seguire un elenco, non ragionato e forzatamente incompleto, a causa della mia memoria risibile, dei personaggi che più mi hanno colpito.
Non metterò personaggi della mitologia o delle saghe omeriche, per quello dedicherò, magari... forse... chissà, un post a parte.
Amenofi IV
Hatshepsut
Zenobia
Boadicea
Pitagora
Eraclito l'oscuro (in assoluto il mio filosofo preferito)
Ageltrude
Sant'Irene di Bisanzio
Teofano
Kassia
Matilde di Canossa contessa di Tuscia per grazia di Dio se ella è qualche cosa
Eleonora di Acquitania
Eleonora di Arborea
Elisabetta I
Maria di Scozia
Isabella d'Este
Sofonisba Anguissola
Veronica Gambara
Donella Rossi
Caterina de Medici
Maria de Medici
Artemisia Gentileschi
Cristina di Belgioioso
Santa Sunniva
San Francesco
Virginia Oldoini
Angelica Balabanoff
Marie Curie
Rosa Luxemburg
...e l'elenco si ferma per ora qui perché la mia memoria si è esaurita, magari col tempo ne aggiungerò altri, ma dubito fortemente di potermene ricordare :)
A seguire un elenco, non ragionato e forzatamente incompleto, a causa della mia memoria risibile, dei personaggi che più mi hanno colpito.
Non metterò personaggi della mitologia o delle saghe omeriche, per quello dedicherò, magari... forse... chissà, un post a parte.
Amenofi IV
Hatshepsut
Zenobia
Boadicea
Pitagora
Eraclito l'oscuro (in assoluto il mio filosofo preferito)
Ageltrude
Sant'Irene di Bisanzio
Teofano
Kassia
Matilde di Canossa contessa di Tuscia per grazia di Dio se ella è qualche cosa
Eleonora di Acquitania
Eleonora di Arborea
Elisabetta I
Maria di Scozia
Isabella d'Este
Sofonisba Anguissola
Veronica Gambara
Donella Rossi
Caterina de Medici
Maria de Medici
Artemisia Gentileschi
Cristina di Belgioioso
Santa Sunniva
San Francesco
Virginia Oldoini
Angelica Balabanoff
Marie Curie
Rosa Luxemburg
...e l'elenco si ferma per ora qui perché la mia memoria si è esaurita, magari col tempo ne aggiungerò altri, ma dubito fortemente di potermene ricordare :)
martedì 27 marzo 2012
Diciamocelo...
...di recente mi lamento più spesso del gioviname, me ne rendo conto, ma a mia discolpa posso dire che:
1) ho un'età, insomma non sono più giovanissimo e l'apparizione del "primo pelo" si perde nella notte dei tempi, per cui faccio in po' fatica, come è naturale durante la vita, a capire le nuove generazioni. Non temete, cari giovani, tra qualche anno anche voi sgranerete tanto di occhi di fronte alle nuove generazioni; fatevene una ragione.
Tra qualche anno anche voi direte che "noi eravamo diversi" perché in minima parte sarà vero (tempi diversi, sensibilità diverse...), ma per la maggior parte avrete semplicemente nostalgia dei tempi più semplici della gioventù, di quando tutto sembrava possibile e raggiungibile e il problema più grosso era costituito dalle relazioni interpersonali.
Il trucco sta nel ricordarsi di com'era essere giovani e adolescenti.
2) mi lamento di abitudini, o mode, che trovo assolutamente disgutose. Non mi sentirete mai esprimere giudizi sulle acconciature, anche perché a talune creste manca solo l'imbiancatura a calce per rimandare a fogge ben più antiche, e a parte alcune considerazioni cromatiche e di abbinamento (i colori fluorescenti sono da sempre una pessima scelta per qualunque capo o accessorio; a meno che non si decida di percorrere una qualche strada provinciale della bassa padana in novembre), non mi metto a criticare l'abbigliamento; anche se, me lo si lasci dire, i pantaloni con il cavallo alle ginocchia, i cappelli da baseball lanciati in testa a caso, e gli occhiali grandi quanto padelle, sono oggettivamente ridicoli, risibili e pure brutti.
Del resto mi ricordo benissimo alcune mise anni '80 che circolavano nella mia scuola e che erano inguardabili; posso assicurare che però nessuno di noi sputava come un cammello per strada ritenendola una cosa acconcia da farsi.
3) l'uso di un italiano almeno comprensibile sarebbe di aiuto, ma del resto ricordo interrogazioni di alcuni miei compagni di scuola infiorettate da una sequela infinita di "cioè" e "no", non come negazione ovviamente, da rendere la comprensione ardua. L'aggiunta del "tipo" non ha migliorato l'esposizione. A volte non ce la faccio e sento l'irrefrenabile impulso alla correzione; lo faccio anche con i miei coetanei e pure con chi è più grande di me; è evidente che sono pignolo, ma mi fa soffrire sentire l'italiano maltrattato in quel modo.
4) viaggiare in corriera con gli studenti mi espone a un campionario che, per molti anni, non ho potuto osservare da vicino.
Le mie lamentazioni sono figlie di un concorso di colpa; non è interamente colpa vostra, me ne rendo conto, ma la giovinezza, l'inesperienza e gli ormoni fuori controllo, per altro i dialoghi in primavera tendono a essere un po' monotematici, vi fanno fare cose assurde... cose che, comunque, ai nostri tempi abbiamo fatto anche noi.
Non sputare per terra in pubblico; quella era cosa guardata malissimo perché lo facevano i vecchi.
Tra le abitudini osservate ne ho trovata una che mi ha colpito.
C'è un giovane che sale a Fidenza il quale, in più di una occasione, ha ceduto il suo posto a signore un po' attempate o a sue coetanee salite a una qualche fermata successiva.
La cavalleria, da qualche anno a questa parte, già quando ero giovane io eravamo in pochi, agonizza ma vedo che continua a perdurare e la cosa mi fa piacere.
Alla fine della fola, salvo gli sputazzi per terra, le cose non sono molto cambiate dai miei tempi.
Devo dire che il gioviname possiede risorse economiche, o ingegni, di rilievo, che ai miei tempi erano appannaggio di pochi. La mia paghetta settimanale, ai tempi della scuola perché prima di iniziare le scuole a Parma non avevo paghetta, ammontava a ventimila lire, che avrei dovuto utilizzare per mangiare nei due giorni nei quali restavo a scuola sino a tardo pomeriggio; mangiando con quattromila lire a settimana e bevendo dalle fontane pubbliche, riuscivo anche a prendermi dei libri.
Ventimila lire di trent'anni fa equivalgono, più o meno, a venti euro oggi.
A giudicare dal consumo di sigarette, il resto (cellulari costosi, abbigliamento e via discorrendo) immagino sia finanziato, almeno in parte, dai genitori, venti euro a settimana non bastano di certo; a dire il vero ventimila lire non bastavano manco ai miei tempi, ma facevo qualche sacrificio per risparmiare e poter comprare dei libri.
Abbiate pazienza; a volte sono una lagna... se non altro tendo ad accorgermene per tempo.
Con questa considerazione chiudo questo post sconclusionato che non vuole andare a parare da nessuna parte, ma avevo un po' di pensieri in testa e buttarli qui aiuta a liberare spazio tra i neuroni.
1) ho un'età, insomma non sono più giovanissimo e l'apparizione del "primo pelo" si perde nella notte dei tempi, per cui faccio in po' fatica, come è naturale durante la vita, a capire le nuove generazioni. Non temete, cari giovani, tra qualche anno anche voi sgranerete tanto di occhi di fronte alle nuove generazioni; fatevene una ragione.
Tra qualche anno anche voi direte che "noi eravamo diversi" perché in minima parte sarà vero (tempi diversi, sensibilità diverse...), ma per la maggior parte avrete semplicemente nostalgia dei tempi più semplici della gioventù, di quando tutto sembrava possibile e raggiungibile e il problema più grosso era costituito dalle relazioni interpersonali.
Il trucco sta nel ricordarsi di com'era essere giovani e adolescenti.
2) mi lamento di abitudini, o mode, che trovo assolutamente disgutose. Non mi sentirete mai esprimere giudizi sulle acconciature, anche perché a talune creste manca solo l'imbiancatura a calce per rimandare a fogge ben più antiche, e a parte alcune considerazioni cromatiche e di abbinamento (i colori fluorescenti sono da sempre una pessima scelta per qualunque capo o accessorio; a meno che non si decida di percorrere una qualche strada provinciale della bassa padana in novembre), non mi metto a criticare l'abbigliamento; anche se, me lo si lasci dire, i pantaloni con il cavallo alle ginocchia, i cappelli da baseball lanciati in testa a caso, e gli occhiali grandi quanto padelle, sono oggettivamente ridicoli, risibili e pure brutti.
Del resto mi ricordo benissimo alcune mise anni '80 che circolavano nella mia scuola e che erano inguardabili; posso assicurare che però nessuno di noi sputava come un cammello per strada ritenendola una cosa acconcia da farsi.
3) l'uso di un italiano almeno comprensibile sarebbe di aiuto, ma del resto ricordo interrogazioni di alcuni miei compagni di scuola infiorettate da una sequela infinita di "cioè" e "no", non come negazione ovviamente, da rendere la comprensione ardua. L'aggiunta del "tipo" non ha migliorato l'esposizione. A volte non ce la faccio e sento l'irrefrenabile impulso alla correzione; lo faccio anche con i miei coetanei e pure con chi è più grande di me; è evidente che sono pignolo, ma mi fa soffrire sentire l'italiano maltrattato in quel modo.
4) viaggiare in corriera con gli studenti mi espone a un campionario che, per molti anni, non ho potuto osservare da vicino.
Le mie lamentazioni sono figlie di un concorso di colpa; non è interamente colpa vostra, me ne rendo conto, ma la giovinezza, l'inesperienza e gli ormoni fuori controllo, per altro i dialoghi in primavera tendono a essere un po' monotematici, vi fanno fare cose assurde... cose che, comunque, ai nostri tempi abbiamo fatto anche noi.
Non sputare per terra in pubblico; quella era cosa guardata malissimo perché lo facevano i vecchi.
Tra le abitudini osservate ne ho trovata una che mi ha colpito.
C'è un giovane che sale a Fidenza il quale, in più di una occasione, ha ceduto il suo posto a signore un po' attempate o a sue coetanee salite a una qualche fermata successiva.
La cavalleria, da qualche anno a questa parte, già quando ero giovane io eravamo in pochi, agonizza ma vedo che continua a perdurare e la cosa mi fa piacere.
Alla fine della fola, salvo gli sputazzi per terra, le cose non sono molto cambiate dai miei tempi.
Devo dire che il gioviname possiede risorse economiche, o ingegni, di rilievo, che ai miei tempi erano appannaggio di pochi. La mia paghetta settimanale, ai tempi della scuola perché prima di iniziare le scuole a Parma non avevo paghetta, ammontava a ventimila lire, che avrei dovuto utilizzare per mangiare nei due giorni nei quali restavo a scuola sino a tardo pomeriggio; mangiando con quattromila lire a settimana e bevendo dalle fontane pubbliche, riuscivo anche a prendermi dei libri.
Ventimila lire di trent'anni fa equivalgono, più o meno, a venti euro oggi.
A giudicare dal consumo di sigarette, il resto (cellulari costosi, abbigliamento e via discorrendo) immagino sia finanziato, almeno in parte, dai genitori, venti euro a settimana non bastano di certo; a dire il vero ventimila lire non bastavano manco ai miei tempi, ma facevo qualche sacrificio per risparmiare e poter comprare dei libri.
Abbiate pazienza; a volte sono una lagna... se non altro tendo ad accorgermene per tempo.
Con questa considerazione chiudo questo post sconclusionato che non vuole andare a parare da nessuna parte, ma avevo un po' di pensieri in testa e buttarli qui aiuta a liberare spazio tra i neuroni.
lunedì 26 marzo 2012
Pietranera
Sinora conoscevo un'unica via per salire in vetta a Pietranera (Pellegrino parmense), ma oggi ho percorso, al ritorno, una strada diversa. Si tratta di una carraia che cinge, per un bel pezzo, la base della pietra e che corre quasi in pianura, sino alle pendici dell'altura e solo a questo punto inizia a salire in modo deciso verso la vetta.
Il sentiero è decisamente semplice, lo si trova a sinistra, venendo da Grotta, dopo una casa diroccata e dopo un paio di edicole con delle statue della Madonna. Il sentiero è talmente semplice da risultare anche noioso, per fortuna che compensa il panorama, sempre bellissimo, e la fioritura primaverile.
Da questa carraia ho visto che c'è anche un sentiero che si inerpica su verso la vetta del Monte Kanate; sarà la mia prossima escursione e mi munirò anche di bastone perché non so cosa potrei trovarci.
domenica 25 marzo 2012
Abbazia di Valserena
Altrimenti conosciuta come Abbazia di Paradigna o Certosa di Parma, in modo del tutto improprio e solo per suggestione letteraria, perché monaci cistercensi qui non ce ne sono mai stati e che Stendhal si sia ispirato a questo luogo per il suo libro, ch'io sappia, non è certo. L'abbazia è del mille e trecento, nata da una colonia di monaci, spediti qui per risanare questo pezzo di terra una volta paludoso, dato che i monaci avevano le conoscenze per fare una cosa del genere, dall'abbazia madre di Chiaravalle della Colomba, ad Alseno nel piacentino, bellissima abbazia visitabile sempre; la comunità cresce e diventa un centro importante che ospita sino a cinquecento monaci. Come tutti i luoghi abitati con continuità dagli uomini è stata sottoposta ad ampliamenti, rifacimenti, la facciata è del 1700 così come i fabbricati contigui l'abbazia, e nel tempo il chiostro del trecento è stato distrutto e sostituito da locali nuovi; tutto questo sino a quando Napoleone decide di abolire gli ordini religiosi e l'abbazia viene abbandonata a sé stessa e diviene, tra l'altro, deposito di materiale agricolo.
Viene comprata dall'Università di Parma che la restaura. Solitamente non è visitabile, ma oggi, grazie alle giornate di primavera del FAI, si poteva vedere questo bel monumento che si trova lungo la strada che collega Parma con Colorno.
Con questa visita amplio la sezione "gite fuori porta" che spero di arricchire, prossimamente, con sempre nuovi post sulle mie peregrinazioni domenicali.
sabato 24 marzo 2012
Conversione
Non sono divenuto ateo e non mi sono fatto scientista e neppure mi sono convertito al culto della grande mietitrebbia, ma da oggi ha inizio il mio viaggio nell'era Mac.
Oggi ho dato il mio portatile, con un glorioso Xp, che mi ha accompagnato per tanti anni e al quale auguro mille mila anni di lunga vita e prospera, Banzai!!!, ad una cara amica che aveva bisogno di un portatile.
Mi sono dotato di un Mac book, programmi per lavorare compatibili con Mac e del tutto gratuiti, alcuni open source, altri no; da oggi, quindi, inizio a usare il Mac non solo per divertimento e per ritoccare le creature, ma anche a usarlo per produrre.
Dovrò abituarmi a molte cose nuove, anche perché il CAD gratuito che userò ha alcune cose lievemente diverse, ma cambiare è sano e fa bene.
Adesso però fuggo ché ho una creatura da disegnare e da studiare nel pomeriggio.
Oggi ho dato il mio portatile, con un glorioso Xp, che mi ha accompagnato per tanti anni e al quale auguro mille mila anni di lunga vita e prospera, Banzai!!!, ad una cara amica che aveva bisogno di un portatile.
Mi sono dotato di un Mac book, programmi per lavorare compatibili con Mac e del tutto gratuiti, alcuni open source, altri no; da oggi, quindi, inizio a usare il Mac non solo per divertimento e per ritoccare le creature, ma anche a usarlo per produrre.
Dovrò abituarmi a molte cose nuove, anche perché il CAD gratuito che userò ha alcune cose lievemente diverse, ma cambiare è sano e fa bene.
Adesso però fuggo ché ho una creatura da disegnare e da studiare nel pomeriggio.
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