Basta aggiungere una "h" e suona come una onomatopea, ma la cosa interessante è che, tutto sommato, il suono, anche senza l"h". rende bene di cosa si tratta.
Un PUA è un "piano urbanistico attuativo", anche se a volte in alcune regioni utilizzano acronimi diversi perché ai PUA piace cambiare, e sono l'insieme di regole che normano un intervento edilizio composto da più di un fabbricato.
In genere un'area classificata ha una scheda norma, come quella de la Schede del Male per intenderci, che stabilisce quanta SLU (superficie lorda utile) posso realizzare in quell'area, e quanta superficie devo cedere tra verde pubblico e parcheggio pubblico.
Una volta soddisfatte le norme della scheda, bisogna soddisfare le norme presenti nel regolamento e si redige un PUA, che sarà poi modificato, o subirà delle prescrizioni, dall'Ufficio Tecnico Comunale, che normerà l'intervento in modo dettagliato.
La redazione del PUA può variare da alcuni mesi a svariati anni, la Scheda del Male è in ballo dal 2006... tra un po' la mandiamo a scuola, a seconda della complessità della scheda, dei vincoli e delle servitù che possono insistere sull'area e di quante modifiche, e quanto tempo ci impiegano per trovarle onde soddisfare tutte le norme varie, imposte dall'UTC.
Fine della premessa; adesso passo al post propriamente detto.
Tra gli aspetti normati dal PUA figurano anche le tipologie di recinzione delle proprietà. Generalmente a noi italiani piace chiuderci in casa; sarà un retaggio da cinta muraria turrita, sarà un certo attaccamento al mattone, ma ci piace poter chiudere il cancello di casa, specie se abitiamo in una casa per conto nostro, anche se all'interno di un quartiere, ci fa sentire a "casa" avere una recinzione che delimita la nostra proprietà ed evita di farci trovare nel nostro giardino i vicini che fanno picnic.
Ultimamente la tendenza tra gli uffici tecnici è quella di abolire le divisioni murarie tra le varie proprietà; basta coi muretti di confini e con le divisioni metalliche acuminati in cima. La tendenza è quella di non mettere alcuna recinzione verso le aree pubbliche, se non uno steccato ligneo basso, un metro massimo, e delle siepi, altezza massima un metro, verso i vicini.
Dati i proverbiali ottimi rapporti che si stabiliscono tra i vicini, mi domando se questa non sia una strategia per sfoltire il genere umano.
Le siepi, in genere, non le vendono già alte un metro e pur essendo auto-aggroviglianti, prima che diventino impenetrabili ci vuole un po' di tempo, cinque anni almeno, e nel frattempo che si fa? Ci si organizza un campeggio per chi passa in giardino? Ci si tiene il cane del vicino che scorrazza allegramente sulle begonie?... consentiamo anche il passaggio di una romana pattuglia all'inseguimento di un gruppo di galli che portano una botte a un bretone villaggio.
In genere, infatti, succede quanto segue: la prescrizione viene seguita per pochi mesi, poi, al primo accampamento o transito di persone poco raccomandabili, spuntano altissime recinzioni con siepi di rovo all'interno e punte acuminate in alto; sinora non ho ancora visto difese antiaereo, torri di osservazioni e fossati con ponti levatoi, ma sono sicuro che qualcuno ha pensato anche all'uso del filo spinato elettrificato.
Mi domando cosa si sono fumati coloro che hanno pensato di abbattere la separazione fisica dei confini di proprietà...
giovedì 31 marzo 2011
mercoledì 30 marzo 2011
Ricostituente e altro
Da ieri ho iniziato a prendere un po' di ricostituente. Come ho scritto ieri, in primavera mi dimenticherei volentieri a letto, ma non potendomelo permettere devo optare per una soluzione che mi permetta di funzionare. Avendo appena iniziato ieri non sto sentendo alcun benefico effetto, ci vorrà qualche giorno, ma dato che tendo anche a dimenticarmi di prenderlo, devo iniziare a fare divenire l'assunzione del ricostituente una abitudine.
Ieri alle 22:30 crollavo già dal sonno ma, come per magia, appena mi sono messo a letto e ho preso a leggere il sonno è passato e ho potuto leggere per un'ora circa...
Questa domenica vorrei fare una breve "gita fuori porta" ma devo ancora decidere dove andare; il problema è che devo rifare la distribuzione della macchina e non vorrei ritrovarmi appiedato nel bel mezzo di una carraia dimenticata e sperduta, ma nota solo a Cinzia.
Il quattro porterò la scatoletta dal meccanico che la metterà di nuovo in forma, ma sino ad allora non voglio fare troppi chilometri.
Vedrò...
Da uno a dieci, in una scala di inutilità, questo post si piazza a un buon nove :asd:
Ieri alle 22:30 crollavo già dal sonno ma, come per magia, appena mi sono messo a letto e ho preso a leggere il sonno è passato e ho potuto leggere per un'ora circa...
Questa domenica vorrei fare una breve "gita fuori porta" ma devo ancora decidere dove andare; il problema è che devo rifare la distribuzione della macchina e non vorrei ritrovarmi appiedato nel bel mezzo di una carraia dimenticata e sperduta, ma nota solo a Cinzia.
Il quattro porterò la scatoletta dal meccanico che la metterà di nuovo in forma, ma sino ad allora non voglio fare troppi chilometri.
Vedrò...
Da uno a dieci, in una scala di inutilità, questo post si piazza a un buon nove :asd:
martedì 29 marzo 2011
Piomba
Non so dalle vostre parti, ma dalle mie "avere la piomba" significa avere sonno e, spesso, è possibile anche udire "vado a legare l'asino" per dire "vado a dormire".
Di cosa parlerò in questo post?
E' primavera, si avvicina Aprile e mi sono messo avanti coi lavori, perciò ho un gran sonno; d'altronde lo dice anche il proverbio "Aprile dolce dormire" che insieme a "Aprile ogni giorno un barile", descrive perfettamente il quarto mese dell'anno.
So che tecnicamente siamo ancora in Marzo, ma in primavera, come tutti gli anni, mi dimenticherei spesso e volentieri a letto.
Il problema è che tutte le sere mi propongo di andare a letto presto e, di norma, disattendo questo proposito spegnendo la luce verso l'una o la mezzanotte e mezza.
Sette ore di sonno non mi bastano, anche se poi me le faccio bastare.
La cosa buffa è che alla domenica riesco a dormire solo quattro ore, infatti pur andando a dormire alle tre o quattro del mattino, in genere sono in piedi, sovente, alle sette o alle otto... mah.
Comunque sia stamane è stata una vera impresa riuscire a rotolare fuori dalle coperte. Sino a quando sono andato a scuola potevo accampare come scusa l'orario al quale dovevo alzarmi, le cinque e mezza, e quello al quale facevo ritorno, in genere le tre o le sette circa quando facevo il pomeriggio, adesso questa scusa non regge più.
Dovrò fare un salto in erboristeria a prendere un ricostituente per riuscire ad affrontare la primavera prima che, dalla stanchezza, mi crolli la testa sulla tastiera.
Mi piace la primavera; l'unico suo difetto è che in genere viene travolta dall'estate in corsa e, in un amen, ci si ritrova a boccheggiare per il caldo e l'umido...mi sono già preparato il ventaglio in borsa; una buona abitudine acquisita in Giappone e che non intendo perdere.
Di cosa parlerò in questo post?
E' primavera, si avvicina Aprile e mi sono messo avanti coi lavori, perciò ho un gran sonno; d'altronde lo dice anche il proverbio "Aprile dolce dormire" che insieme a "Aprile ogni giorno un barile", descrive perfettamente il quarto mese dell'anno.
So che tecnicamente siamo ancora in Marzo, ma in primavera, come tutti gli anni, mi dimenticherei spesso e volentieri a letto.
Il problema è che tutte le sere mi propongo di andare a letto presto e, di norma, disattendo questo proposito spegnendo la luce verso l'una o la mezzanotte e mezza.
Sette ore di sonno non mi bastano, anche se poi me le faccio bastare.
La cosa buffa è che alla domenica riesco a dormire solo quattro ore, infatti pur andando a dormire alle tre o quattro del mattino, in genere sono in piedi, sovente, alle sette o alle otto... mah.
Comunque sia stamane è stata una vera impresa riuscire a rotolare fuori dalle coperte. Sino a quando sono andato a scuola potevo accampare come scusa l'orario al quale dovevo alzarmi, le cinque e mezza, e quello al quale facevo ritorno, in genere le tre o le sette circa quando facevo il pomeriggio, adesso questa scusa non regge più.
Dovrò fare un salto in erboristeria a prendere un ricostituente per riuscire ad affrontare la primavera prima che, dalla stanchezza, mi crolli la testa sulla tastiera.
Mi piace la primavera; l'unico suo difetto è che in genere viene travolta dall'estate in corsa e, in un amen, ci si ritrova a boccheggiare per il caldo e l'umido...mi sono già preparato il ventaglio in borsa; una buona abitudine acquisita in Giappone e che non intendo perdere.
lunedì 28 marzo 2011
"Aristotele contro Averroè"
E' il titolo del libro che ho ultimato di leggere ieri. Ha fatto molto discutere perché l'autore sostiene che il contributo dell'islam alla riscoperta in occidente della filosofia greca sia stato nullo.
La critica che rivolgo a questo libro tocca diversi fronti, uno dei quali non compete l'autore ma la casa editrice italiana.
Casa editrice:
Questo è il sottotitolo dato all'opera "Come cristianesimo e Islam salvarono il pensiero greco". Innanzi tutto non capisco come mai "islam" ha l'iniziale maiuscola mentre "cristianesimo" no; non voglio fare il sofista, ma essendo due religioni, non stiamo parlando di nazioni o di città, devono essere trattati in egual misura né più né meno... si scelga; maiuscolo o minuscolo per tutti.
In secondo luogo il sottotitolo è assolutamente fuorviante perché non è quello che l'autore sosterrà durante il corso del libro.
Libro:
Personalmente non condivido quanto scritto dall'autore, dalle mie conoscenze risulta che l'apporto dell'islam sia stato significativo ma modesto, ovvero un punto di partenza per andare poi alla ricerca degli originali. Inoltre il medioevo non presenta una circolazione particolarmente libera del sapere, tutto era sottoposto al vaglio della censura della Chiesa, perciò tutte le opere venivano copiate e preservate ma, appunto, preservate e con una circolazione limitata, sostenere, come fa l'autore, che non vi siano state cesure tra Medioevo e antichità classica mi pare azzardato e molto fantasioso. Ho trovato interessante invece il risalto posto sulla natura del "Corano", che in quanto libro dettato pone dei limiti più significativi rispetto alla "Bibbia".
L'autore si pone come limite temporale il XII° secolo, se non ricordo male, ma attribuisce una importanza enorme all'abbazia di Mont Saint-Michel alla circolazione e traduzione dei testi dal greco, inoltre pone un'attenzione eccessiva alla rinascita carolingia ponendola come fondamento della riscoperta della filosofia greca; sarà stato vero per la Francia, ma il libro vuole parlare di "presunto" debito della cultura europea nei confronti dell'islam e, sino a prova contraria, la Francia non è l'Europa e il Rinascimento, avvenuto proprio grazie al recupero del legame con la cultura classica, non ha avuto luogo in Francia.
Al di là della tesi esposta il gallicanesimo del libro è fastidioso, prima di divenire inaffrontabile il libro termina e quindi si riesce a leggere.
E' molto interessante l'appendice "uno".
La bontà della lettura sta nell'esposizione chiara della tesi di partenza e nel fornire direzioni di approfondimento riguardo all'argomento.
La critica che rivolgo a questo libro tocca diversi fronti, uno dei quali non compete l'autore ma la casa editrice italiana.
Casa editrice:
Questo è il sottotitolo dato all'opera "Come cristianesimo e Islam salvarono il pensiero greco". Innanzi tutto non capisco come mai "islam" ha l'iniziale maiuscola mentre "cristianesimo" no; non voglio fare il sofista, ma essendo due religioni, non stiamo parlando di nazioni o di città, devono essere trattati in egual misura né più né meno... si scelga; maiuscolo o minuscolo per tutti.
In secondo luogo il sottotitolo è assolutamente fuorviante perché non è quello che l'autore sosterrà durante il corso del libro.
Libro:
Personalmente non condivido quanto scritto dall'autore, dalle mie conoscenze risulta che l'apporto dell'islam sia stato significativo ma modesto, ovvero un punto di partenza per andare poi alla ricerca degli originali. Inoltre il medioevo non presenta una circolazione particolarmente libera del sapere, tutto era sottoposto al vaglio della censura della Chiesa, perciò tutte le opere venivano copiate e preservate ma, appunto, preservate e con una circolazione limitata, sostenere, come fa l'autore, che non vi siano state cesure tra Medioevo e antichità classica mi pare azzardato e molto fantasioso. Ho trovato interessante invece il risalto posto sulla natura del "Corano", che in quanto libro dettato pone dei limiti più significativi rispetto alla "Bibbia".
L'autore si pone come limite temporale il XII° secolo, se non ricordo male, ma attribuisce una importanza enorme all'abbazia di Mont Saint-Michel alla circolazione e traduzione dei testi dal greco, inoltre pone un'attenzione eccessiva alla rinascita carolingia ponendola come fondamento della riscoperta della filosofia greca; sarà stato vero per la Francia, ma il libro vuole parlare di "presunto" debito della cultura europea nei confronti dell'islam e, sino a prova contraria, la Francia non è l'Europa e il Rinascimento, avvenuto proprio grazie al recupero del legame con la cultura classica, non ha avuto luogo in Francia.
Al di là della tesi esposta il gallicanesimo del libro è fastidioso, prima di divenire inaffrontabile il libro termina e quindi si riesce a leggere.
E' molto interessante l'appendice "uno".
La bontà della lettura sta nell'esposizione chiara della tesi di partenza e nel fornire direzioni di approfondimento riguardo all'argomento.
domenica 27 marzo 2011
Viva Verdi!!!... e altro
Roncole Verdi
La casa natale di Giuseppe Verdi; si tratta, oggi, di un museo aperto al pubblico
Affreschi della cupola di una delle campate di una navata laterale della chiesa di San Michele Arcangelo
Affresco nella parte conclusiva di una navata laterale della chiesa di San Michele Arcangelo
Interno della chiesa di San Michele Arcangelo
Roncole Verdi è un paesino, di circa 600 anime, che si trova nel territorio comunale di Busseto. E' celebre per aver dato i natali a Giuseppe Verdi e visto che siamo in tema di festeggiamenti per il 150° anniversario della nascita dell'Italia come nazione, ho pensato di recarmi in visita a un paio di paesi, nel bussetano, che devono principalmente a Verdi la loro fama.
Roncole ha da offrire il museo allestito nella casa del Maestro, una mostra, permanente, antologica sulle opere di Giovanni Guareschi e una bellissima chiesa secentesca.
L'esterno della Chiesa di San Michele Arcangelo è molto semplice, quasi austero nella sua completa mancanza di elementi decorativi, ma l'interno cela bellissimi affreschi del cinque/seicento, una bella tela raffigurante una Madonna e un dipinto su tela, chiamato "Calvario" posto dietro l'altare. Solo la chiesa merita la visita. Da Roncole si dipanano diversi sentieri ciclabili, o percorribili a piedi, che la collegano, attraverso le strade strette della Bassa con le loro improvvise svolte a gomito, ai centri di Soragna e Busseto.
Santuario della Madonna dei Prati
il santuario visto dalla strada che collega il piccolo centro a Roncole Verdi
l'immagine della Madonna dei Prati
Lo strumento dove Verdi apprese i rudimenti della musica
Il santuario dista pochissimi chilometri da Roncole Verdi. Sin dal 1600 si venerava in questi luoghi l'effigie della Madonna dei Prati di Busseto e, intorno al 1690, venne costruito un bel santuario. L'interno, malgrado le imponenti cornici barocche dei quadri, risulta molto semplice. Per visitarlo bisogna suonare al custode, un signore molto gentile, che apre il santuario per renderlo accessibile alla visita. In santuario sono custodite, oltre all'effigie della Madonna dei Prati, due belle tele incorniciati da importanti cornici barocche realizzate in legno dorato. All'esterno il santuario risulta spoglio, realizzato in mattone faccia a vista, e in alcuni punti pare mancante di volute barocche che un tempo, forse, esistevano.
Il santuario è stato colpito nel XIX° da un fulmine che causò sei morti e la distruzione di vari oggetti; il santuario ha un suo sito che vi invito ad andare a vedere.
Il posto merita una sosta.
Erba cipollina
Ieri sera sono andato a casa di amici; inauguravano, bhè... se non altro per noi, la casa ove sono andati da poco a vivere. La cena era molto buona e come antipasto ci è stato servito del salmone adagiato su alcune fette di pane, con interposto uno strato di burro ed erba cipollina; molto buoni devo dire, ma l'erba cipollina ha continuato a farmi compagnia sino a mattinata inoltrata.
Ecco quindi, per la gioia di grandi e piccini, il resoconto delle mie oniriche avventure inspirate da una digestione lunga... molto lunga.
Il sogno si apre in una versione onirica di Sissa; nel sogno c'erano molti archi che si insinuavano sotto gli argini, casipole strette le une alle altre. Non ricordo esattamente la compagnia, ma ricordo che sono entrato in una locanda che era, un tempo, una chiesa rupestre; poi è iniziato un dialogo, una diatriba che non ricordo cosa avesse per soggetto e con questo termina una parte del sogno.
Ovviamente a Sissa non esistono chiese rupestri e non ci si sogna neppure di forare gli argini con inutili archi di passaggio; è un piccolo paese della bassa parmense con spazi ampi.
A questo punto la digestione è entrata nella fase più complessa perché il sogno è diventato... interessante.
Ho segnato il cadavere di una donna molto anziana che veniva animato da alcuni personaggi che soffiavano in tubi che terminavano nel cervelletto della morta. Questi personaggi parevano usciti da un dipinto di Bosch; il volto era interamente coperto da una sorta di turbante, il ventre aperto, con la pelle rivoltata verso l'esterno, lasciava vedere gli organi interni. Erano in numero di tre e si erano aperti il ventre per recepire meglio la "polvere" (...e qua abbisogna cogliere la citazione dai romanzi de "la bussola d'oro").
A un certo punto il cadavere si è animato e ha parlato e vi riporto le esatte parole: "vengo dall'aldilà per dirvi questo: al giovedì potete venire perché c'è posto e abbiamo mandato Totti per spedire a casa la signora".
La scena poi è cambiata, si è allargata e si scopre che questo faceva parte di una sorta di fiera; finito questo numero il manager degli uomini dal ventre aperto ha interrogato il pubblico se qualcun altro volesse partecipare, ricevuto dei dinieghi, ha messo in mano alla signora, tornata arzilla e vivissima, un bambino di gesso che poi è stato posto, mutato in una sorta di cilindro bianco, vicino ad altri, moti altri, suoi simili.
Questo è quanto.
Vedo di prenotare una visita all'aldilà per giovedì questo, visto che c'è posto e non dovrei temere di non trovare parcheggio o un posto dove alloggiare, evidentemente hanno problemi di spazio ed è per questo che l'ufficio del turismo dirama certe circolari; come torno vi racconto se è un posto troppo affollato da visitare :asd:
Chi sia la "signora" e perché abbiano per forza mandato "Totti" non lo so; del resto con le metafore calcistiche sono un disastro...
Sentitevi liberi, se riuscite a cavarne qualcosa, di giocarci i numeri al lotto; è un peccato che l'ufficio turistico aldilà non mi abbia dato, oltre al giorno di visita consentito, anche gli orari di apertura.
Se vincete qualcosa fatemi sapere.
Devo dire che ho apprezzato di più questo sogno di quello con protagoniste le patate assassine venute dallo spazio combattute da vampiri pirla e con la colonna sonora dei Cugini di Campagna vestiti in pitonato arenati su una spiaggia :asd:
Ecco quindi, per la gioia di grandi e piccini, il resoconto delle mie oniriche avventure inspirate da una digestione lunga... molto lunga.
Il sogno si apre in una versione onirica di Sissa; nel sogno c'erano molti archi che si insinuavano sotto gli argini, casipole strette le une alle altre. Non ricordo esattamente la compagnia, ma ricordo che sono entrato in una locanda che era, un tempo, una chiesa rupestre; poi è iniziato un dialogo, una diatriba che non ricordo cosa avesse per soggetto e con questo termina una parte del sogno.
Ovviamente a Sissa non esistono chiese rupestri e non ci si sogna neppure di forare gli argini con inutili archi di passaggio; è un piccolo paese della bassa parmense con spazi ampi.
A questo punto la digestione è entrata nella fase più complessa perché il sogno è diventato... interessante.
Ho segnato il cadavere di una donna molto anziana che veniva animato da alcuni personaggi che soffiavano in tubi che terminavano nel cervelletto della morta. Questi personaggi parevano usciti da un dipinto di Bosch; il volto era interamente coperto da una sorta di turbante, il ventre aperto, con la pelle rivoltata verso l'esterno, lasciava vedere gli organi interni. Erano in numero di tre e si erano aperti il ventre per recepire meglio la "polvere" (...e qua abbisogna cogliere la citazione dai romanzi de "la bussola d'oro").
A un certo punto il cadavere si è animato e ha parlato e vi riporto le esatte parole: "vengo dall'aldilà per dirvi questo: al giovedì potete venire perché c'è posto e abbiamo mandato Totti per spedire a casa la signora".
La scena poi è cambiata, si è allargata e si scopre che questo faceva parte di una sorta di fiera; finito questo numero il manager degli uomini dal ventre aperto ha interrogato il pubblico se qualcun altro volesse partecipare, ricevuto dei dinieghi, ha messo in mano alla signora, tornata arzilla e vivissima, un bambino di gesso che poi è stato posto, mutato in una sorta di cilindro bianco, vicino ad altri, moti altri, suoi simili.
Questo è quanto.
Vedo di prenotare una visita all'aldilà per giovedì questo, visto che c'è posto e non dovrei temere di non trovare parcheggio o un posto dove alloggiare, evidentemente hanno problemi di spazio ed è per questo che l'ufficio del turismo dirama certe circolari; come torno vi racconto se è un posto troppo affollato da visitare :asd:
Chi sia la "signora" e perché abbiano per forza mandato "Totti" non lo so; del resto con le metafore calcistiche sono un disastro...
Sentitevi liberi, se riuscite a cavarne qualcosa, di giocarci i numeri al lotto; è un peccato che l'ufficio turistico aldilà non mi abbia dato, oltre al giorno di visita consentito, anche gli orari di apertura.
Se vincete qualcosa fatemi sapere.
Devo dire che ho apprezzato di più questo sogno di quello con protagoniste le patate assassine venute dallo spazio combattute da vampiri pirla e con la colonna sonora dei Cugini di Campagna vestiti in pitonato arenati su una spiaggia :asd:
venerdì 25 marzo 2011
Venerdì di festa
La missione Banca mi ha impiegato solo mezz'ora e così ho inforcato la bicicletta, complice anche la bellissima giornata da primavera incipiente, e me ne sono andato a Fidenza. Nell'aria c'era odore di erba tagliata, i fossi era pieni di fiori vari e i campi verdissimi; per lo meno quelli seminati.
Ho fatto un giro per Fidenza, salutato un'amica e poi, un po' alla volta, sono tornato a casa.
Come ho detto ho lasciato la macchina dal meccanico per un controllo e mi hanno appena telefonato con il responso:
- i freni sono da cambiare
- gli ammortizzatori anteriori hanno dato anche l'anima ed ora perdono olio e perciò vanno cambiati
- le cinghie di distribuzioni sono ormai giunte alla frutta e vanno sostituite
morale: circa 600euro che mi abbandonano.
D'altronde l'auto ha un po' di chilometri e quindi era tempo di sostituire qualcosa; considerato che da quando ce l'ho ha avuto un solo problema allo sterzo, direi che non posso lamentarmene.
Faremo i lavori in due tempi, un paio subito e le cinghie appena arriva San Paghino Martire.
Vorrà dire che opterò per un paio di mesi di romitaggio e per consolarmi oggi farò il dolce col mascarpone.
Ho fatto un giro per Fidenza, salutato un'amica e poi, un po' alla volta, sono tornato a casa.
Come ho detto ho lasciato la macchina dal meccanico per un controllo e mi hanno appena telefonato con il responso:
- i freni sono da cambiare
- gli ammortizzatori anteriori hanno dato anche l'anima ed ora perdono olio e perciò vanno cambiati
- le cinghie di distribuzioni sono ormai giunte alla frutta e vanno sostituite
morale: circa 600euro che mi abbandonano.
D'altronde l'auto ha un po' di chilometri e quindi era tempo di sostituire qualcosa; considerato che da quando ce l'ho ha avuto un solo problema allo sterzo, direi che non posso lamentarmene.
Faremo i lavori in due tempi, un paio subito e le cinghie appena arriva San Paghino Martire.
Vorrà dire che opterò per un paio di mesi di romitaggio e per consolarmi oggi farò il dolce col mascarpone.
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