E' inesatto parlare di gita fuori porta perché, a parte il castello, non vi ho mai fatto propriamente il turista; vi sono andato spesso perché vi abitava una mia amica.
La fondazione del paese risale al X° secolo, mentre il castello fu voluto dal Comune di Modena per vigilare i confini con il Comune di Reggio Emilia.
Vi si susseguirono un po' di feudatari, tra cui i Pio e poi passò nelle proprietà dei Calcagnini d'Este. Pesantemente bombardato durante la seconda guerra, il paese mantiene un centro storico riconoscibile con strutture medioevali o del primo rinascimento.
Il castello è stato di recente restaurato, all'interno sono visibili i resti di una chiesa e altre porzioni di muri.
Sicuramente merita, da parte mia, una visita più approfondita e turistica di quelle che sinora gli ho riservato.
Ho ancora, in archivio, nove mete da aggiungere a queste "gite fuori porta" d'archivio, dopo di che inizierò con quanto fatto quest'anno e, quindi, anche le foto del viaggio in Olanda; nel frattempo vi lascio a Formigine.
Credo di aver messo anche la foto di una torta, perché ricordo di essere stato a mangiare nel ristorante del castello, per un compleanno, e di aver mangiato benissimo.
domenica 18 agosto 2013
venerdì 16 agosto 2013
Vacanze
Ebbene; sono in ferie... da un po'.
Riprenderò a postare le gite fuori porta dall'archivio e le ultime fatte, ma per il momento voglio comunicare al mondo, che lo voglia o meno, che ho fatto del mio corpo un'opera d'arte... dadaista; forse.
In questi giorni pre partenza, alla fine mi attendono cinque giorni in Olanda, vicina ed economica, almeno da raggiungere e da rimanervi, ho fatto alcune interessanti gite fuori porta a camminare in mezzo ai boschi, o a rampare su per alcuni sentieri montani.
Ho proseguito l'esplorazione del Parco Fluviale dello Stirone, andando a più riprese perché è lungo da percorrere e al momento mi mancano, ancora, alcuni tratti; sono andato ai Salti del Diavolo, avventura che merita un posto a sé, dato che mi sono perso un paio di volte e ho persino incontrato ben due persone; sono salito in vetta al Monte Prinzera e oggi sono salito sul Monte Ventasso e ne sono sceso con un lieve mal di testa.
Subito non ne ho capito il motivo, poi sono andato a lavarmi e tutto si è chiarito; ho già detto che il mio colorito naturale è il bianco?
Sono particolarmente pallido, un rosa molto tenue tendente al pallore da candeggio insomma, ed essendo benedetto da una pelle del cavolo, ovvero basta un niente perché si irriti e io mi riempia di bolle, tendo a non espormi al sole in modo da evitare possibili insolazioni.
Ho anche già scritto, da qualche parte, che mi sono preso una insolazione andando al lavoro, a piedi, e passando sotto a tutti i punti in ombra.
Per fare tutte queste escursioni all'aria aperte ed evitare di svenire, riempirmi di bolle o, in generale, stare male, sono sempre partito con: cappello, due litri d'acqua e ombrello.
Non ostante tutte le precauzioni, mi sono comunque esposto al sole e il risultato è il seguente: le gambe sono di un colore rosa più marcato del resto, i piedi sono persino abbronzati, là ove i pertugi dei sandali hanno lasciato passare la luce, gli avambracci sono abbronzati per metà, ovvero la parte più esterna, mentre all'interno si sono mantenuti del loro pallore naturale, mentre testa e collo, dopo la camminata di oggi al Ventasso, sono divenuti di un bel colore rosso pomodoro maturo; il resto del mio corpo è del solito nitore.
In un attimo di follia, in una delle mie peregrinazioni, sono anche stato tentato di togliermi la maglia; ho desistito quando ho constatato che, scoprendo le sole braccia, la mia pelle era più riflettente del tessuto bianco della maglietta; forse sono anche catarifrangente.
Tutto questo per dire che attualmente sono maculato e con le bolle; uno splendore... ovviamente ho anche una collezione di abrasioni, escoriazioni e graffi vari.
Dall'anno prossimo, se me ne ricorderò ovvio, d'estate oltre a ventaglio e ombrello, mi doterò anche di un asciugamano per tergermi il sudore: visto che a unire le bolle non ricavo nulla di utile, magari riesco a evitarne la formazione.
Riprenderò a postare le gite fuori porta dall'archivio e le ultime fatte, ma per il momento voglio comunicare al mondo, che lo voglia o meno, che ho fatto del mio corpo un'opera d'arte... dadaista; forse.
In questi giorni pre partenza, alla fine mi attendono cinque giorni in Olanda, vicina ed economica, almeno da raggiungere e da rimanervi, ho fatto alcune interessanti gite fuori porta a camminare in mezzo ai boschi, o a rampare su per alcuni sentieri montani.
Ho proseguito l'esplorazione del Parco Fluviale dello Stirone, andando a più riprese perché è lungo da percorrere e al momento mi mancano, ancora, alcuni tratti; sono andato ai Salti del Diavolo, avventura che merita un posto a sé, dato che mi sono perso un paio di volte e ho persino incontrato ben due persone; sono salito in vetta al Monte Prinzera e oggi sono salito sul Monte Ventasso e ne sono sceso con un lieve mal di testa.
Subito non ne ho capito il motivo, poi sono andato a lavarmi e tutto si è chiarito; ho già detto che il mio colorito naturale è il bianco?
Sono particolarmente pallido, un rosa molto tenue tendente al pallore da candeggio insomma, ed essendo benedetto da una pelle del cavolo, ovvero basta un niente perché si irriti e io mi riempia di bolle, tendo a non espormi al sole in modo da evitare possibili insolazioni.
Ho anche già scritto, da qualche parte, che mi sono preso una insolazione andando al lavoro, a piedi, e passando sotto a tutti i punti in ombra.
Per fare tutte queste escursioni all'aria aperte ed evitare di svenire, riempirmi di bolle o, in generale, stare male, sono sempre partito con: cappello, due litri d'acqua e ombrello.
Non ostante tutte le precauzioni, mi sono comunque esposto al sole e il risultato è il seguente: le gambe sono di un colore rosa più marcato del resto, i piedi sono persino abbronzati, là ove i pertugi dei sandali hanno lasciato passare la luce, gli avambracci sono abbronzati per metà, ovvero la parte più esterna, mentre all'interno si sono mantenuti del loro pallore naturale, mentre testa e collo, dopo la camminata di oggi al Ventasso, sono divenuti di un bel colore rosso pomodoro maturo; il resto del mio corpo è del solito nitore.
In un attimo di follia, in una delle mie peregrinazioni, sono anche stato tentato di togliermi la maglia; ho desistito quando ho constatato che, scoprendo le sole braccia, la mia pelle era più riflettente del tessuto bianco della maglietta; forse sono anche catarifrangente.
Tutto questo per dire che attualmente sono maculato e con le bolle; uno splendore... ovviamente ho anche una collezione di abrasioni, escoriazioni e graffi vari.
Dall'anno prossimo, se me ne ricorderò ovvio, d'estate oltre a ventaglio e ombrello, mi doterò anche di un asciugamano per tergermi il sudore: visto che a unire le bolle non ricavo nulla di utile, magari riesco a evitarne la formazione.
mercoledì 7 agosto 2013
Fontanellato
Il paese è famoso per due motivi principali: Stufetta e Madonna.
La prima poiché, nelle sale del Castello, una stanza, detta appunto "Stufetta", venne affrescata dal Parmigianino, noto pittore della maniera, al secolo Girolamo Francesco Maria Mazzola.
Gli affreschi sono ottimamente conservati e il castello merita una visita anche per la curiosa camera ottica in una delle torri circolari.
A Funtanlè (Fontanellato) c'è un importante santuario mariano, risalente al '600, la statua della Madonna gode fama di essere miracolosa.
Nel mentre decido che fare della mia vita, metto un po' di foto di archivio.
La prima poiché, nelle sale del Castello, una stanza, detta appunto "Stufetta", venne affrescata dal Parmigianino, noto pittore della maniera, al secolo Girolamo Francesco Maria Mazzola.
Gli affreschi sono ottimamente conservati e il castello merita una visita anche per la curiosa camera ottica in una delle torri circolari.
A Funtanlè (Fontanellato) c'è un importante santuario mariano, risalente al '600, la statua della Madonna gode fama di essere miracolosa.
Nel mentre decido che fare della mia vita, metto un po' di foto di archivio.
martedì 6 agosto 2013
6 Agosto 2013
Stamane sono andato al protocollo, dopo aver passato solo mezz'ora in banca, in coda, in attesa del mio turno; c'è poco da fare, la mia banca può concorrere ai campionati mondiali di lentezza.
Al protocollo me la sono cavata con poco, mi sono fatto spiegare due cose dalle gentilissima signora che vi lavoro e così ho scoperto di aver inviato, nel tempo, all'indirizzo sbagliato alcune delle mie pratiche; quindi in Comune hanno sistemato i miei errori senza dirmi niente.
L'ho sempre detto che passiamo la vita a mettere delle pezze e che ognuno di noi è il cretino di qualcun altro.
Il mio Comune è molto particolare, ma non tanto per le persone che vi lavorano, con le quali, almeno quelle con le quali ho avuto a che fare, ho sempre avuto ottimi rapporti, ma perché sono convinto che vi sia un ambiente lavorativo terrificante e questo si riversa sulla logica con la quale vengono affrontanti i casi generali e particolari.
Chi vi ha avuto a che fare so di cosa parlo e gli altri dovranno tirare a indovinare.
Fuori c'è caldo, le cicale sono intente a cantare già dalle prime ore della mattina e, notando la saracinesca alzata sono andato anche in libreria ove, manco a farlo apposta, ho comprato due libri.
Le ferie mi fanno malissimo; compro troppi libri.
Ho incrociato anche una signora che necessitava di indicazioni stradali e poi mi sono accorto di un rumore preciso; ho alzato gli occhi al cielo e ho visto un quadrimotore, non saprei di che tipo, sorvolare il paese e mi è venuta l'ansia.
Il volo dell'aereo sul mio paese, in una tranquillissima e calda giornata di agosto, mi ha fatto collegare l'evento con quanto è accaduto 68 anni fa; un collegamento del tutto irrazionale, ma mi sono dovuto ripetere che non abbiamo in corso alcuna guerra e che quindi non rischiavamo di essere bombardati.
Ho ancora in mente la visita al museo di Hiroshima di qualche anno fa e la vista di quella porzione di marciapiede con un'ombra nella pietra; lì c'era una persona in attesa che un ufficio, credo un banca, aprisse... di questa persona è rimasta solo l'impronta sulla pietra.
Questo mi ha anche fatto ricordare un episodio di un'altra calda estate di alcuni anni fa; stavo rincasando, con gli occhiali scuri e il volto basso, puntando a tutte le pozze di ombre, per schivare il sole, quando mi sento chiamare in francese.
Mi volto e vedo una signora che mi fa cenno di avvicinarmi e in francese mi dice che dobbiamo nasconderci, perché gli aerei ci stano sorvolando e ci bombarderanno; la signora era abbastanza anziana per essersela fatta tutta la seconda guerra e in quel momento stava, in effetti, passando un piccolo aereo a motore e così ho passato almeno un quarto d'ora nel tentativo, coronato da successo, di calmarla, spiegandole che la guerra era finita e che nessuno ci avrebbe bombardato.
68 anni sono tanti, ma evidentemente quanto è accaduto non è sufficiente a farci capire determinate cose.
Questo mi fa anche ricordare la visita a una mostra fotografica sui campi di sterminio nazisti.
Ero alle elementari e la mostra era stata organizzata in un'altra scuola del mio paese.
Mi pare di ricordare che fosse inverno, perché venne buio presto; ricordo, vagamente, i primi due pannelli di foto, un'immagine, nella mia mente, confusa di gente scheletrica di fronte a strutture vaghe, e poi, mi è stato raccontato, sono svenuto.
Il resto della visita l'ho passato in portineria con la bidella, un bicchiere di limonata calda in mano, in attesa che mia madre passasse a prendermi; quella notte non dormii e neppure quelle seguenti, mi ci volle un po' per liberarmi dagli incubi.
Il problema è che come gruppo siamo stupidi e tendiamo a ripetere gli stessi errori nel tempo.
Al protocollo me la sono cavata con poco, mi sono fatto spiegare due cose dalle gentilissima signora che vi lavoro e così ho scoperto di aver inviato, nel tempo, all'indirizzo sbagliato alcune delle mie pratiche; quindi in Comune hanno sistemato i miei errori senza dirmi niente.
L'ho sempre detto che passiamo la vita a mettere delle pezze e che ognuno di noi è il cretino di qualcun altro.
Il mio Comune è molto particolare, ma non tanto per le persone che vi lavorano, con le quali, almeno quelle con le quali ho avuto a che fare, ho sempre avuto ottimi rapporti, ma perché sono convinto che vi sia un ambiente lavorativo terrificante e questo si riversa sulla logica con la quale vengono affrontanti i casi generali e particolari.
Chi vi ha avuto a che fare so di cosa parlo e gli altri dovranno tirare a indovinare.
Fuori c'è caldo, le cicale sono intente a cantare già dalle prime ore della mattina e, notando la saracinesca alzata sono andato anche in libreria ove, manco a farlo apposta, ho comprato due libri.
Le ferie mi fanno malissimo; compro troppi libri.
Ho incrociato anche una signora che necessitava di indicazioni stradali e poi mi sono accorto di un rumore preciso; ho alzato gli occhi al cielo e ho visto un quadrimotore, non saprei di che tipo, sorvolare il paese e mi è venuta l'ansia.
Il volo dell'aereo sul mio paese, in una tranquillissima e calda giornata di agosto, mi ha fatto collegare l'evento con quanto è accaduto 68 anni fa; un collegamento del tutto irrazionale, ma mi sono dovuto ripetere che non abbiamo in corso alcuna guerra e che quindi non rischiavamo di essere bombardati.
Ho ancora in mente la visita al museo di Hiroshima di qualche anno fa e la vista di quella porzione di marciapiede con un'ombra nella pietra; lì c'era una persona in attesa che un ufficio, credo un banca, aprisse... di questa persona è rimasta solo l'impronta sulla pietra.
Questo mi ha anche fatto ricordare un episodio di un'altra calda estate di alcuni anni fa; stavo rincasando, con gli occhiali scuri e il volto basso, puntando a tutte le pozze di ombre, per schivare il sole, quando mi sento chiamare in francese.
Mi volto e vedo una signora che mi fa cenno di avvicinarmi e in francese mi dice che dobbiamo nasconderci, perché gli aerei ci stano sorvolando e ci bombarderanno; la signora era abbastanza anziana per essersela fatta tutta la seconda guerra e in quel momento stava, in effetti, passando un piccolo aereo a motore e così ho passato almeno un quarto d'ora nel tentativo, coronato da successo, di calmarla, spiegandole che la guerra era finita e che nessuno ci avrebbe bombardato.
68 anni sono tanti, ma evidentemente quanto è accaduto non è sufficiente a farci capire determinate cose.
Questo mi fa anche ricordare la visita a una mostra fotografica sui campi di sterminio nazisti.
Ero alle elementari e la mostra era stata organizzata in un'altra scuola del mio paese.
Mi pare di ricordare che fosse inverno, perché venne buio presto; ricordo, vagamente, i primi due pannelli di foto, un'immagine, nella mia mente, confusa di gente scheletrica di fronte a strutture vaghe, e poi, mi è stato raccontato, sono svenuto.
Il resto della visita l'ho passato in portineria con la bidella, un bicchiere di limonata calda in mano, in attesa che mia madre passasse a prendermi; quella notte non dormii e neppure quelle seguenti, mi ci volle un po' per liberarmi dagli incubi.
Il problema è che come gruppo siamo stupidi e tendiamo a ripetere gli stessi errori nel tempo.
lunedì 5 agosto 2013
Ferrara
Ci sono stato moltissime volte, sempre per alcune mostre a Palazzo Diamanti e quindi ho carrettate di foto di questa meravigliosa città.
Chissà perché non le ho mai messe prima.
Domani, con grande coraggio, inizierò a fare qualche altra gita fuori porta e quindi avrò foto di posti nuovi, nel frattempo continuo ad attingere all'archivio.
Ferrara non ha bisogno di presentazioni.
Chissà perché non le ho mai messe prima.
Domani, con grande coraggio, inizierò a fare qualche altra gita fuori porta e quindi avrò foto di posti nuovi, nel frattempo continuo ad attingere all'archivio.
Ferrara non ha bisogno di presentazioni.
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