Tizio ha costruito una casa che venderà a qualcuno e per la quale Caio ha fatto un impianto.
Caio deve fare la conformità dell'impianto e ha bisogno delle generalità dell'acquirente per rilasciare il certificato, così chiede a Tizio ma questo dirotta Caio a noi.
Ora: io so il cognome di uno degli acquirenti, sono uno? di più? e chi lo sa, perché vi ha fatto riferimento il notaio e poi, presumo, che Tizio sappia a chi vende casa... o no?
Fatto sta che ho dovuto scrivere al notaio per avere le generalità degli acquirenti da dare a Caio.
Telefono all'AUSL per una pratica edilizia, dato che dal comune mi hanno detto che non sanno a chi vanno le pratiche, e dal centralino, dopo aver specificato che si tratta di una pratica edilizia, mi passano il CUP; eppure non avevo chiesto di prenotare l'emocromo per le opere in cemento armato.
Io sono stordito, e questo è un dato di fatto, ma devo dedurre che questa sia una condizione decisamente diffusa.
mercoledì 10 aprile 2013
martedì 9 aprile 2013
Poteva essere peggio
E invece, come martedì, non ha fatto schifo.
Certo non sto concludendo nulla di che; da un punto di vista lavorativo è la solita broda, mezza giornata buttata a controllare le mail, fare telefonate di qua e di là per capire come si sono svolti fatti dei quali mi importa il giusto e il resto della giornata a compilare dei moduli oppure, raramente, a disegnare... ma non voglio lamentarmi del mio lavoro, che intanto un lavoro ce l'ho, sinché dura, e di 'sti tempi è già cosa della quale ringraziare i Numi.
Quel che poteva essere peggio è proprio il martedì che, invece, è andato bene; niente eccessiva depressione cosmica, se non in modo contenuto e limitato alla prima parte della mattina, niente robe invereconde, nervoso a livelli inaccettabile e le solite cose del martedì.
Certo; appena ritorna la musica cambierà, lo stress si amplificherà, del resto non amo molto fare da badante, ma per ora mi godo ciò che porta il giorno.
Non ho iniziato a scrivere della mia vita come avevo minacciato nel post precedente; per ora sto raccogliendo le idee... è che già gli esordi, con la nascita in seconda serata, in tempo per il film d'autore, di sabato, poi, giorno dedicato a Saturno, ovvero Crono (agricoltura, abbondanza, cicli, ma soprattutto tempo), buttano una certa pesantezza sulla mia, ancora giovane, allora, vita.
Che poi sono scettico un po' sulla qualunque ed egualmente credulone, per cui potrei benissimo trovare, nella mia riduzione a schema del mio esistere, una manciata di numeri riconducibili alla piramide di Cheope e poi il passo verso Atlantide e i templari è brevissimo; l'idea in generale mi fa abbastanza "misterius" e se viene fuori quel che temo, mi ci farò due risate che male non fanno.
Attualmente mi ispira assai il concetto di "theosis", ovviamente in chiave ortodossa e grazie alla lettura, ancora in corso, del volume sull'ortodossia; è molto interessante e ovviamente centra un fico secco con quanto detto poc'anzi, ma non temete; a breve inizierò a leggere un altro simpatico volume sulla filosofia, antica, greca e potrò aggiungere un altro pezzo al mio animo d'arlecchino... oppure rispolverarne, o riscoprirne, uno vecchio che qui si è raccattato su di ogni col tempo.
Questo è uno di quei post che si iniziano in un modo e poi raccolgono un po' la qualunque per via e perdono di identità; la confusione piace e fa compagnia.
Certo non sto concludendo nulla di che; da un punto di vista lavorativo è la solita broda, mezza giornata buttata a controllare le mail, fare telefonate di qua e di là per capire come si sono svolti fatti dei quali mi importa il giusto e il resto della giornata a compilare dei moduli oppure, raramente, a disegnare... ma non voglio lamentarmi del mio lavoro, che intanto un lavoro ce l'ho, sinché dura, e di 'sti tempi è già cosa della quale ringraziare i Numi.
Quel che poteva essere peggio è proprio il martedì che, invece, è andato bene; niente eccessiva depressione cosmica, se non in modo contenuto e limitato alla prima parte della mattina, niente robe invereconde, nervoso a livelli inaccettabile e le solite cose del martedì.
Certo; appena ritorna la musica cambierà, lo stress si amplificherà, del resto non amo molto fare da badante, ma per ora mi godo ciò che porta il giorno.
Non ho iniziato a scrivere della mia vita come avevo minacciato nel post precedente; per ora sto raccogliendo le idee... è che già gli esordi, con la nascita in seconda serata, in tempo per il film d'autore, di sabato, poi, giorno dedicato a Saturno, ovvero Crono (agricoltura, abbondanza, cicli, ma soprattutto tempo), buttano una certa pesantezza sulla mia, ancora giovane, allora, vita.
Che poi sono scettico un po' sulla qualunque ed egualmente credulone, per cui potrei benissimo trovare, nella mia riduzione a schema del mio esistere, una manciata di numeri riconducibili alla piramide di Cheope e poi il passo verso Atlantide e i templari è brevissimo; l'idea in generale mi fa abbastanza "misterius" e se viene fuori quel che temo, mi ci farò due risate che male non fanno.
Attualmente mi ispira assai il concetto di "theosis", ovviamente in chiave ortodossa e grazie alla lettura, ancora in corso, del volume sull'ortodossia; è molto interessante e ovviamente centra un fico secco con quanto detto poc'anzi, ma non temete; a breve inizierò a leggere un altro simpatico volume sulla filosofia, antica, greca e potrò aggiungere un altro pezzo al mio animo d'arlecchino... oppure rispolverarne, o riscoprirne, uno vecchio che qui si è raccattato su di ogni col tempo.
Questo è uno di quei post che si iniziano in un modo e poi raccolgono un po' la qualunque per via e perdono di identità; la confusione piace e fa compagnia.
lunedì 8 aprile 2013
Ingranaggio
E' lunedì, perciò attenti a voi; il lunedì è un pessimo giorno, per chiunque, ed io non faccio eccezione... specie se la depressione domenicale è stata rimandata al giorno seguente, ovvero oggi.
Vedrò di saltare tutto l'armamentario relativo all'esposizione della mia depressione cosmica, tanto ormai chiunque mi legge può recitarla a soggetto, per passare a una nuova dichiarazione di intenti; chissà se avrà o meno un seguito.
Premessa: allo stato attuale, ormai da un po' di tempo devo dire, ho l'impressione che la mia esistenza sia, per andare direttamente al punto, inutile... di girare come un ingranaggio senza alcuno scopo o funzione.
No; non tenterò di sostituirmi ad Atropo... ci tengo a restare qua il più a lungo possibile... grazie, ma mi piacerebbe trovare anche un senso a questa permanenza.
Al momento ho due opzioni:
1) un senso non c'è e allora, magari, uno se lo inventa;
2) esiste un senso ma gioca a nascondino e non vuole farsi trovare.
Che poi l'opzione uno non è così brutta; vuol poter dire, anche, che un senso ce lo dobbiamo dare da soli e la cosa, per quanto possa essere difficile, non è priva di interesse.
Del resto l'autogestione ha un suo fascino.
Parto dal presupposto che il Cosmo ha un gran senso dell'umorismo e che esiste un ordine superiore impartito da una Entità immanente e trascendente al contempo; affermazione fatta per esperienza personale, ma assolutamente priva di alcun tipo di riscontro oggettivo... insomma è la mia opinione.
Il fatto che mi paia di non approdare a nulla, quando in realtà è così :asd:, è dovuto al fatto che non sto facendo nulla che mi paia meritevole di essere compiuto.
Davvero; a me che frega di risolvere i problemi di gente ricca affinché diventi ancora più ricca? affinché possa speculare su chiunque e rovinare il paesaggio?
Non mi sento Superman e non ambisco a salvare il mondo, a far progredire il genere umano o a scoprire la cura contro la stupidità; mi accontento anche di qualcosa di meno, come ad esempio la scoperta di non essere solo un meccanismo complicato per trasformare l'ossigeno in anidride carbonica.
Se avessi idee diverse e magari un'intelligenza più acuta, se fossi un po' più sveglio insomma, probabilmente, avrei avuto una carriera come prete/frate/filosofo; purtroppo sono meno sveglio di quanto mi piaccia pensare di me e i neuroni fanno quello che possono; senza contare che la pagnotta bisogna pur portarla a casa, visto che non vivrò mai di rendita, e quindi la mia vita contemplativa è limitata alla sola domenica.
Alla sera non ho i neuroni abbastanza in forma per qualcosa di troppo complicato e quindi le probabilità di pervenire al senso della vita, l'universo e tutto quanto, in pantofole sono un po' rade; la domenica mi deprimo... il che è sicuramente un passo avanti, ma se mi deprimo e basta non approdo certo una risposta soddisfacente.
Non è per sport che ogni tanto sono preda dello spirito dell'eremo; la vita contemplativa, pur non essendo per nulla superiore alla vita attiva, tanto per usare vecchie categorie, aiuta a mettere le cose in prospettiva, ad ampliare lo sguardo.
Ecco quindi che ho deciso di scrivere la mia vita; paura?
Non temete non verrà MAI pubblicata.
Primo perché io non so scrivere; sono facile preda di pedanteria, pesantezza o, qualora la voglia sia nulla, di estrema sintesi; roba da elenco puntato.
Secondo perché non interesserebbe a nessuno; a dirla tutta, manco a me interessa più di tanto, ma è come studiare un qualche evento complicato.
Fare uno schema, prendere appunti, mettendo insieme i pezzi, in genere è di aiuto a comprendere meglio l'evento che si sta studiando; quindi se voglio comprendere meglio la mia esistenza potrebbe essere di aiuto fare uno schema.
Se mi va bene trovo un senso alla mia esistenza, o comunque un'indicazione generale sul percorso da seguire; nel male scoprirò un complotto ordito da me a miei danni il che, per quanto ridicolo e risibile, è pur sempre una scoperta.
Mo' vediamo dove approdo.
Vedrò di saltare tutto l'armamentario relativo all'esposizione della mia depressione cosmica, tanto ormai chiunque mi legge può recitarla a soggetto, per passare a una nuova dichiarazione di intenti; chissà se avrà o meno un seguito.
Premessa: allo stato attuale, ormai da un po' di tempo devo dire, ho l'impressione che la mia esistenza sia, per andare direttamente al punto, inutile... di girare come un ingranaggio senza alcuno scopo o funzione.
No; non tenterò di sostituirmi ad Atropo... ci tengo a restare qua il più a lungo possibile... grazie, ma mi piacerebbe trovare anche un senso a questa permanenza.
Al momento ho due opzioni:
1) un senso non c'è e allora, magari, uno se lo inventa;
2) esiste un senso ma gioca a nascondino e non vuole farsi trovare.
Che poi l'opzione uno non è così brutta; vuol poter dire, anche, che un senso ce lo dobbiamo dare da soli e la cosa, per quanto possa essere difficile, non è priva di interesse.
Del resto l'autogestione ha un suo fascino.
Parto dal presupposto che il Cosmo ha un gran senso dell'umorismo e che esiste un ordine superiore impartito da una Entità immanente e trascendente al contempo; affermazione fatta per esperienza personale, ma assolutamente priva di alcun tipo di riscontro oggettivo... insomma è la mia opinione.
Il fatto che mi paia di non approdare a nulla, quando in realtà è così :asd:, è dovuto al fatto che non sto facendo nulla che mi paia meritevole di essere compiuto.
Davvero; a me che frega di risolvere i problemi di gente ricca affinché diventi ancora più ricca? affinché possa speculare su chiunque e rovinare il paesaggio?
Non mi sento Superman e non ambisco a salvare il mondo, a far progredire il genere umano o a scoprire la cura contro la stupidità; mi accontento anche di qualcosa di meno, come ad esempio la scoperta di non essere solo un meccanismo complicato per trasformare l'ossigeno in anidride carbonica.
Se avessi idee diverse e magari un'intelligenza più acuta, se fossi un po' più sveglio insomma, probabilmente, avrei avuto una carriera come prete/frate/filosofo; purtroppo sono meno sveglio di quanto mi piaccia pensare di me e i neuroni fanno quello che possono; senza contare che la pagnotta bisogna pur portarla a casa, visto che non vivrò mai di rendita, e quindi la mia vita contemplativa è limitata alla sola domenica.
Alla sera non ho i neuroni abbastanza in forma per qualcosa di troppo complicato e quindi le probabilità di pervenire al senso della vita, l'universo e tutto quanto, in pantofole sono un po' rade; la domenica mi deprimo... il che è sicuramente un passo avanti, ma se mi deprimo e basta non approdo certo una risposta soddisfacente.
Non è per sport che ogni tanto sono preda dello spirito dell'eremo; la vita contemplativa, pur non essendo per nulla superiore alla vita attiva, tanto per usare vecchie categorie, aiuta a mettere le cose in prospettiva, ad ampliare lo sguardo.
Ecco quindi che ho deciso di scrivere la mia vita; paura?
Non temete non verrà MAI pubblicata.
Primo perché io non so scrivere; sono facile preda di pedanteria, pesantezza o, qualora la voglia sia nulla, di estrema sintesi; roba da elenco puntato.
Secondo perché non interesserebbe a nessuno; a dirla tutta, manco a me interessa più di tanto, ma è come studiare un qualche evento complicato.
Fare uno schema, prendere appunti, mettendo insieme i pezzi, in genere è di aiuto a comprendere meglio l'evento che si sta studiando; quindi se voglio comprendere meglio la mia esistenza potrebbe essere di aiuto fare uno schema.
Se mi va bene trovo un senso alla mia esistenza, o comunque un'indicazione generale sul percorso da seguire; nel male scoprirò un complotto ordito da me a miei danni il che, per quanto ridicolo e risibile, è pur sempre una scoperta.
Mo' vediamo dove approdo.
domenica 7 aprile 2013
"E' primavera...
...svegliatevi bambine, alle cascine messer Aprile fa il rubacuor..." e via a seguire il resto del brano con l'interprete che più vi aggrada.
Di Aprile girano un paio di proverbi celeberrimi: "Aprile ogni giorno un barile", per cui non è esattamente cosa nuova la pioggia in primavera e "Aprile dolce dormire".
Il secondo proverbio è quello che più mi si addice.
Mentre Persefone è intenta a lasciare le sale di Ade, per venire a trovare Demetra, io sarei in grado di dormire sino all'estate; ovvero quando il caldo mi asfalterà, senza pietà, sotto una cappa di umido padano.
All'inizio della primavera, o meglio qualche giorno prima, perché queste son cose che si sentono prima, inizio ad avere il capo ciondolante dal sonno; sarei in grado di addormentarmi ovunque e quando ero giovane mi capitava di farlo... di preferenza accadeva a scuola, con conseguenti gomitate da parte della mia compagna di banco per svegliarmi.
Il mio non era sonno causato dalla levataccia quotidiana, dovevo svegliarmi alle 5:30, ma perché Persefone stava lasciando Ade.
E' stagionale e solo legato alla primavera; l'autunno, per dire, non mi fa lo stesso effetto.
In genere, ai primi segnali, prendo un integratore; lo prendo per un paio di volte, poi me ne dimentico per almeno una settimana, indi ricomincio a prenderlo con una certa assiduità.
Del resto la memoria è una costante; pochina in qualunque situazione.
Generalmente su questo blog mi lamento di non riuscire a dormire oltre le 7:30 e la cosa è verissima, tranne che in primavera.
In primavera non ho problema alcuno a dormire sino a mezzogiorno inoltrato, a dormire anche nel pomeriggio e riuscire, comunque, a dormire come un ghiro durante la notte; in primavera mi "gattizzo", potrei dormire, senza sforzo, anche quattordici ore al giorno... è per questo che prendo un integratore, altrimenti qui non si vive.
Ieri pomeriggio, ad esempio, avrei voluto uscire, c'era anche il sole, ma ho dormito perché avevo troppo sonno; oggi pomeriggio sto pensando, non ostante il male all'alluce sinistro e al piede destro, di andare a fare due passi da qualche parte... ce la farò? o mi addormenterò da qualche parte?
Purtroppo perché l'integratore inizi a fare il suo dovere, devono passare almeno un paio di settimane di trattamento e siamo, appena, alla settimana n°1.
Bella la primavera; per quel poco che la vedo, quando ho gli occhi aperti, è veramente bella.
Di Aprile girano un paio di proverbi celeberrimi: "Aprile ogni giorno un barile", per cui non è esattamente cosa nuova la pioggia in primavera e "Aprile dolce dormire".
Il secondo proverbio è quello che più mi si addice.
Mentre Persefone è intenta a lasciare le sale di Ade, per venire a trovare Demetra, io sarei in grado di dormire sino all'estate; ovvero quando il caldo mi asfalterà, senza pietà, sotto una cappa di umido padano.
All'inizio della primavera, o meglio qualche giorno prima, perché queste son cose che si sentono prima, inizio ad avere il capo ciondolante dal sonno; sarei in grado di addormentarmi ovunque e quando ero giovane mi capitava di farlo... di preferenza accadeva a scuola, con conseguenti gomitate da parte della mia compagna di banco per svegliarmi.
Il mio non era sonno causato dalla levataccia quotidiana, dovevo svegliarmi alle 5:30, ma perché Persefone stava lasciando Ade.
E' stagionale e solo legato alla primavera; l'autunno, per dire, non mi fa lo stesso effetto.
In genere, ai primi segnali, prendo un integratore; lo prendo per un paio di volte, poi me ne dimentico per almeno una settimana, indi ricomincio a prenderlo con una certa assiduità.
Del resto la memoria è una costante; pochina in qualunque situazione.
Generalmente su questo blog mi lamento di non riuscire a dormire oltre le 7:30 e la cosa è verissima, tranne che in primavera.
In primavera non ho problema alcuno a dormire sino a mezzogiorno inoltrato, a dormire anche nel pomeriggio e riuscire, comunque, a dormire come un ghiro durante la notte; in primavera mi "gattizzo", potrei dormire, senza sforzo, anche quattordici ore al giorno... è per questo che prendo un integratore, altrimenti qui non si vive.
Ieri pomeriggio, ad esempio, avrei voluto uscire, c'era anche il sole, ma ho dormito perché avevo troppo sonno; oggi pomeriggio sto pensando, non ostante il male all'alluce sinistro e al piede destro, di andare a fare due passi da qualche parte... ce la farò? o mi addormenterò da qualche parte?
Purtroppo perché l'integratore inizi a fare il suo dovere, devono passare almeno un paio di settimane di trattamento e siamo, appena, alla settimana n°1.
Bella la primavera; per quel poco che la vedo, quando ho gli occhi aperti, è veramente bella.
giovedì 4 aprile 2013
Funerale
Oggi il Telegraph.co.uk, tra le altre notizie di maggiore interesse, come ad esempio gli squinternati coreani che non sapendo che fare minacciano guerre atomiche, riporta una classifica molto interessante; ovvero le prime dieci canzoni per funerali.
Le trovate qui: Top ten funeral songs
Non fate facce strane; del resto la musica, intesa come messa da requiem, vanta una lunga e felice tradizione.
Pensiamo ai bellissimi requiem di Mozart o di Verdi.
Perciò cari lettori, se siete in crisi di idee e non sapete che scrivere sul vostro blog, oppure state cercando la musica adatta per la vostra dipartita, potete sia stilare una lista, sia sbirciare la mia o quella del Telegraph, per avere qualche idea.
Onestamente non credo che noterò se al mio funerale ci sarà o meno della musica; ci sono buone possibilità che abbia dell'altro da fare o che proprio non possa sentire, il che è un peccato visto che si tratta di una manifestazione della quale siamo protagonisti assoluti, malanni dei parenti a parte ovvio... del resto i funerali servono un po' a fare la conta dei vivi e fungono da resoconto sullo stato di salute dei presenti e degli assenti, mentre i "dipartiti" sono tutti, indistintamente, circonfusi da un'aurea di santità data dalla condizione di "caro estinto".
Devo dire che ho dedicato una profonda, ben cinque minuti, riflessione all'argomento e quindi, molto probabilmente, cambierò idea appena scriverò i brani in questione; ovviamente trattasi di più di un brano, ché qui si fanno le cose in grande.
Ecco la lista:
Daemonia Nymphe: "Calling the twelve Gods"
Aesthesys "Sailing to Byzantium"
Vivaldi "La tempesta di mare"
Vnv Nation "Electronaut"
Le trovate qui: Top ten funeral songs
Non fate facce strane; del resto la musica, intesa come messa da requiem, vanta una lunga e felice tradizione.
Pensiamo ai bellissimi requiem di Mozart o di Verdi.
Perciò cari lettori, se siete in crisi di idee e non sapete che scrivere sul vostro blog, oppure state cercando la musica adatta per la vostra dipartita, potete sia stilare una lista, sia sbirciare la mia o quella del Telegraph, per avere qualche idea.
Onestamente non credo che noterò se al mio funerale ci sarà o meno della musica; ci sono buone possibilità che abbia dell'altro da fare o che proprio non possa sentire, il che è un peccato visto che si tratta di una manifestazione della quale siamo protagonisti assoluti, malanni dei parenti a parte ovvio... del resto i funerali servono un po' a fare la conta dei vivi e fungono da resoconto sullo stato di salute dei presenti e degli assenti, mentre i "dipartiti" sono tutti, indistintamente, circonfusi da un'aurea di santità data dalla condizione di "caro estinto".
Devo dire che ho dedicato una profonda, ben cinque minuti, riflessione all'argomento e quindi, molto probabilmente, cambierò idea appena scriverò i brani in questione; ovviamente trattasi di più di un brano, ché qui si fanno le cose in grande.
Ecco la lista:
Daemonia Nymphe: "Calling the twelve Gods"
Aesthesys "Sailing to Byzantium"
Vivaldi "La tempesta di mare"
Vnv Nation "Electronaut"
mercoledì 3 aprile 2013
Sacro Romano Impero
Non è che l'argomento sia, esattamente, in cima ai miei pensieri; ma mica posso scrivere sempre delle mie rogne, delle miei psicopippe e del mio pessimismo cosmico? Le tende hanno una portata limitata e il pavimento è decisamente duro.
Anche in ragione degli eventi accaduti di recente, da qualche anno e anche molto più recenti, inizio a credere che i tedeschi, o forse solo il loro governo... che ne so io?, abbiamo preso molto sul serio questa cosa del "Sacro Romano Impero".
Il mio pensiero è anacronistico?
Bhè;
1) La Germania, quando ancora non era tale, ha governato l'Europa, o almeno una parte importante di essa, solo con Carlomagno, perché poi l'impero s'è diviso e in Germania ci è traslata, per varie vie, la dignità imperiale che venne santificata dal Papa; oh... il Papa è il vescovo di Roma e se è importante nella Chiesa Cattolica, è perché è il vescovo di Roma.
Roma; capitale dell'Impero Romano e luogo ove è morto e sepolto San Pietro.
2) A più riprese, e sempre in contrasto con l'altra metà del Sacro Romano Impero, ovvero la Francia che ha avuto un Empereur per i cavoli suoi, che ha fatto, all'apice della sua potenza, man bassa dell'Europa, ha tentato di ripristinare il potere imperiale sull'Europa.
3) Vi ricordate il Barbarossa? Il poverino, e alcuni dei suoi eredi con lui, l'ha presa sul personale l'insubordinazione dell'italica penisola, nominalmente vassalla dell'Impero tedesco, ma di fatto con una autonomia italica elastica; ovvero in funzione della forza dell'imperatore in carica. Ci siamo sempre fatti i nostri sino a quando l'imperatore non è sceso a metterci in riga, se riusciva a farlo ovvio, e poi, una volta partito, abbiamo continuato a farci i nostri. L'abbiamo fatto un po' con tutti i potenti che si sono spartiti l'influenza politica sulla penisola.
4) il controllo tedesco dell'Europa è stato tentato di nuovo durante le due guerre mondiali e adesso in un accordo, un po' teso, con la Francia.
Ciclicamente la Germania, o almeno i suoi giornali o politici, si sente in dovere di dircene quattro; per i conti, per i nostri costumi, la lingua o una cosa a caso.
A me viene il sospetto che abbiano preso malissimo la loro incapacità di controllarci.
Rilassatevi; manco noi sappiamo controllarci da soli, figuriamoci se potete farlo voi che manco siete del posto.
Se proprio ci tenete possiamo darvi ragione e poi tornare a farci i nostri; l'abbiamo già fatto in passato e ha funzionato.
Che poi; com'è possibile che la nazione che ha prodotto Kant, Bach, Leibniz, non abbia capito nulla di come farci funzionare? Noi, per essere manipolati a modo, abbiamo bisogno di essere lusingati, adulati, e allora diventiamo cooperativi; quindi o ci pettinate per il nostro verso, oppure non prendetevela se recalcitriamo.
Anche in ragione degli eventi accaduti di recente, da qualche anno e anche molto più recenti, inizio a credere che i tedeschi, o forse solo il loro governo... che ne so io?, abbiamo preso molto sul serio questa cosa del "Sacro Romano Impero".
Il mio pensiero è anacronistico?
Bhè;
1) La Germania, quando ancora non era tale, ha governato l'Europa, o almeno una parte importante di essa, solo con Carlomagno, perché poi l'impero s'è diviso e in Germania ci è traslata, per varie vie, la dignità imperiale che venne santificata dal Papa; oh... il Papa è il vescovo di Roma e se è importante nella Chiesa Cattolica, è perché è il vescovo di Roma.
Roma; capitale dell'Impero Romano e luogo ove è morto e sepolto San Pietro.
2) A più riprese, e sempre in contrasto con l'altra metà del Sacro Romano Impero, ovvero la Francia che ha avuto un Empereur per i cavoli suoi, che ha fatto, all'apice della sua potenza, man bassa dell'Europa, ha tentato di ripristinare il potere imperiale sull'Europa.
3) Vi ricordate il Barbarossa? Il poverino, e alcuni dei suoi eredi con lui, l'ha presa sul personale l'insubordinazione dell'italica penisola, nominalmente vassalla dell'Impero tedesco, ma di fatto con una autonomia italica elastica; ovvero in funzione della forza dell'imperatore in carica. Ci siamo sempre fatti i nostri sino a quando l'imperatore non è sceso a metterci in riga, se riusciva a farlo ovvio, e poi, una volta partito, abbiamo continuato a farci i nostri. L'abbiamo fatto un po' con tutti i potenti che si sono spartiti l'influenza politica sulla penisola.
4) il controllo tedesco dell'Europa è stato tentato di nuovo durante le due guerre mondiali e adesso in un accordo, un po' teso, con la Francia.
Ciclicamente la Germania, o almeno i suoi giornali o politici, si sente in dovere di dircene quattro; per i conti, per i nostri costumi, la lingua o una cosa a caso.
A me viene il sospetto che abbiano preso malissimo la loro incapacità di controllarci.
Rilassatevi; manco noi sappiamo controllarci da soli, figuriamoci se potete farlo voi che manco siete del posto.
Se proprio ci tenete possiamo darvi ragione e poi tornare a farci i nostri; l'abbiamo già fatto in passato e ha funzionato.
Che poi; com'è possibile che la nazione che ha prodotto Kant, Bach, Leibniz, non abbia capito nulla di come farci funzionare? Noi, per essere manipolati a modo, abbiamo bisogno di essere lusingati, adulati, e allora diventiamo cooperativi; quindi o ci pettinate per il nostro verso, oppure non prendetevela se recalcitriamo.
martedì 2 aprile 2013
Creatività
Dichiarazione di intenti; questo post non sarà la solita lagna... o almeno ci provo.
Se c'è una cosa che mi lascia sempre perplesso, è la mia capacità di analizzare dall'esterno i miei comportamenti; un po' come se osservassi una fila di formiche affaccendate nelle loro mansioni.
Non troppo tempo fa sono andato in una discoteca, il "Paul" nei pressi di Baggiovara, qualora ve lo steste chiedendo si sappia che è stata la terza volta nella mia vita, e mentre ero là, a far fare alle onde sonore massaggi alla mia ciccia, m'è venuto in mente un elemento; possibile soggetto di una creatura.
Dopo un po' mi sono reso conto di quanto il motivo in questione fosse cretino, ma stasera, mentre ero sotto la doccia, me ne è apparsa una variante meritevole di esplorazione.
Riepilogando i luoghi nei quali, di preferenza, "vedo" i soggetti delle mie creature sono: la corriera, il Vampyria, che solitamente non è esattamente un posto silenzioso, e, a questo punto, devo aggiungere anche le discoteche.
Esiste la possibilità che in realtà sia il tipo di musica, elettronica, rock, ebm et simili, a indurre i neuroni a produrre qualcosa, ma non mi sento di escludere, del tutto, la componente vibrazione data dal volume improponibile dei locali che frequento e dal chiasso della corriera; del resto creo anche con musiche decisamente tradizionali, o musica classica o barocca.
Al di là della molla che spinge i miei neuroni a creare qualcosa, rimane una costante: il bagno.
Ogni mia creatura mi è apparsa in forma definitiva o molto vicina alla completezza, nella stanza da bagno; di preferenza dopo, o durante, la doccia.
E' sempre stato così; per un motivo o per l'altro, le mie più grandi conquiste esistenziali, sono avvenute in bagno, anche se non nella doccia, e le mie creature vedono il loro compimento nella stessa stanza.
Tutto ciò è molto interessante; almeno per me.
Adesso ho una creatura in via di definizione e un'altra creatura, in massima parte già definita.
La seconda creatura menzionata, quella già definita, ha un grosso problema: vorrebbe essere realizzata con la tecnica del mosaico.
Io non sono un mosaicista, non saprei neppure dove mettere le mani e un più il mosaico non è una tecnica particolarmente economica.
Pensavo di optare per una variante elettronica; dipingere i singoli materiali e poi col copia incolla, e qualcosa d'altro altrimenti viene uno schifo, fare, su un disegno preparatorio, la creatura... la sento che recalcitra però.
Ho anche pensato di utilizzare il legno, incidendo le singole tessere, e l'olio per dipingerle in modo da fingere la reazione diversa alla luce, indi dare una bella mano di vernice all'acqua per rendere il lavoro lustro; ma anche qui la creatura punta i piedi e si lamenta.
E' un momento difficile.
Se c'è una cosa che mi lascia sempre perplesso, è la mia capacità di analizzare dall'esterno i miei comportamenti; un po' come se osservassi una fila di formiche affaccendate nelle loro mansioni.
Non troppo tempo fa sono andato in una discoteca, il "Paul" nei pressi di Baggiovara, qualora ve lo steste chiedendo si sappia che è stata la terza volta nella mia vita, e mentre ero là, a far fare alle onde sonore massaggi alla mia ciccia, m'è venuto in mente un elemento; possibile soggetto di una creatura.
Dopo un po' mi sono reso conto di quanto il motivo in questione fosse cretino, ma stasera, mentre ero sotto la doccia, me ne è apparsa una variante meritevole di esplorazione.
Riepilogando i luoghi nei quali, di preferenza, "vedo" i soggetti delle mie creature sono: la corriera, il Vampyria, che solitamente non è esattamente un posto silenzioso, e, a questo punto, devo aggiungere anche le discoteche.
Esiste la possibilità che in realtà sia il tipo di musica, elettronica, rock, ebm et simili, a indurre i neuroni a produrre qualcosa, ma non mi sento di escludere, del tutto, la componente vibrazione data dal volume improponibile dei locali che frequento e dal chiasso della corriera; del resto creo anche con musiche decisamente tradizionali, o musica classica o barocca.
Al di là della molla che spinge i miei neuroni a creare qualcosa, rimane una costante: il bagno.
Ogni mia creatura mi è apparsa in forma definitiva o molto vicina alla completezza, nella stanza da bagno; di preferenza dopo, o durante, la doccia.
E' sempre stato così; per un motivo o per l'altro, le mie più grandi conquiste esistenziali, sono avvenute in bagno, anche se non nella doccia, e le mie creature vedono il loro compimento nella stessa stanza.
Tutto ciò è molto interessante; almeno per me.
Adesso ho una creatura in via di definizione e un'altra creatura, in massima parte già definita.
La seconda creatura menzionata, quella già definita, ha un grosso problema: vorrebbe essere realizzata con la tecnica del mosaico.
Io non sono un mosaicista, non saprei neppure dove mettere le mani e un più il mosaico non è una tecnica particolarmente economica.
Pensavo di optare per una variante elettronica; dipingere i singoli materiali e poi col copia incolla, e qualcosa d'altro altrimenti viene uno schifo, fare, su un disegno preparatorio, la creatura... la sento che recalcitra però.
Ho anche pensato di utilizzare il legno, incidendo le singole tessere, e l'olio per dipingerle in modo da fingere la reazione diversa alla luce, indi dare una bella mano di vernice all'acqua per rendere il lavoro lustro; ma anche qui la creatura punta i piedi e si lamenta.
E' un momento difficile.
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