...ma non è "perché ti amo"; tanto per citare liberamente i Ricchi e Poveri.
E' passata quasi una settimana dal mio ultimo post e avrei voluto scrivere qualcosa sul blog in questi giorni, e avrei forse avuto anche argomenti dei quali trattare, ma gli ultimi giorni sono stati all'insegna della più completa confusione.
Abbiamo iniziato subito con una questione catastale di sovrapposizioni che non tornavano e che ci siamo trascinati per un bel po', a questo si è aggiunto un po' di casino creato dal Capo riguardo a dei telefoni e che ora, come un domino, sta divenendo sempre più complesso e costoso.
Dato che il capo è nervoso, ho giusto avuto conferma che dovrà andarsene, anche se non so quando, oggi si inventa anche le cose dicendo che telefona su un cellulare quando quest'ultimo non ha emesso suoni... e non compare neppure la chiamata non risposta.
Spero che la settimana si chiuda senza troppi casini, perché io ne avrei anche avuti a sufficienza.
Oggi mi sono dovuto fermare in pausa pranzo e questo vuol dire che alle cinque leverò le tende.
martedì 18 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
Raganella

"Quando ero bambina c'era, ma c'è anche adesso, un canale vicino a casa che comunicava direttamente con il Po; all'epoca il Po era più pulito e ricordo che c'era pieno di rane. Alla sera si sentivano dei concerti meravigliosi; le rane gracidavano sempre.
Una volta ho anche preso in mano una raganella; era piccola, di un bel verde, del colore dell'erba. Molto socievole, per cui la tenevo sul palmo della mano e lei si è lasciata accarezzare; hanno una bella pelle morbida."
Augusta Genitrice
A Salso di raganelle non ne ho mai viste, siamo pieni di rospi smeraldini, ma raganelle non ne ho mai viste. L'unica volta che ne ho vista una è stato al cimitero di Roccabianca molto tempo fa. Vicino alle tombe dei miei nonni, i cui corpi riposano in terra perché loro avranno altro da fare, c'era un grosso cespuglio, adesso non credo ci sia più, e lì in mezzo c'era una bellissima raganella.
Tutto sommato siamo una famiglia amante degli anfibi.
Avrei potuto utilizzare, per questo post, il superpotere della "lagnanza ammorbante", tanto per citare Silvia Ziche, ma ho preferito raccontare d'altro; non ho dimenticato il blog, è che in questi giorni ho avuto molte cose da fare e poco tempo per pensare a qualcosa di diverso dal lavoro... al quale torno.
lunedì 10 ottobre 2011
Novembre
Kate Bush "Wild Man"
Per quest'anno, per quel che mi riguarda, Natale arriverà a Novembre e sarà questo mese ad essere ancora magico :)
Per quest'anno, per quel che mi riguarda, Natale arriverà a Novembre e sarà questo mese ad essere ancora magico :)
giovedì 6 ottobre 2011
"Un giorno di pioggia..."
"...Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso"
Non vi canterò tutta la sigla, un po' perché non la so a memoria e un po' perché trovavo abbastanza inutile il cartone.
Avrei potuto fregare questa bella idea a Ferruccio, ma anche questa non è male, ma le terrò entrambe per un giorno di pioggia, quando le idee latitano e non so cosa scrivere sul blog.
Non che debba essere necessariamente un reale giorno di pioggia; intendiamolo in senso figurato, come quando piove e non vuoi uscire, ma restare sotto a una coperta, un buon libro, ad ascoltare la pioggia che cade e non vuoi fare altro per tutta la giornata.
Potrebbe benissimo anche chiamarsi un giorno di caldo porco, quando c'è troppo caldo anche solo per pensare e l'unica cosa che si vuole fare è rintanarsi all'ombra e al fresco in qualche pertugio ipogeo.
Tutto questo per dire che sto proseguendo la lettura di "Gone with the wind", un libro ben fatto con una protagonista strepitosa, e questa lettura mi ha fatto fare alcune considerazioni sugli effetti collaterali dell'emancipazione femminile.
In genere questo evento enumera le conquiste della donna e di seguito viene attaccata la crisi dell'uomo; ecco, stamane, durante le consuete abluzioni mattutine, ho fatto una considerazione diversa.
Relegando la donna in cucina l'uomo si è fornito di una badante, una sorta di assistente sociale, la cui perdita, poiché finalmente la donna ha potuto superare i confini domestici, ha costretto l'uomo all'indipendenza.
Grazie all'emancipazione femminile, anche gli uomini oggi possono fare molte cose senza l'ausilio della badante, ad esempio:
- possono lavare e stirare da soli il proprio vestiario;
- possono rammendarsi il vestiario senza bisogno dell'assistente sociale;
- sono in grado di farsi da mangiare, evitando quindi la morte per fame o il dilapidare un patrimonio in cene fuori;
- cambiare i pannolini alla prole senza andare nel panico di fronte a una cosa così semplice;
- lavare le stoviglie e mettere ordine in casa senza rischiare di vivere in porcile e prendersi qualche malattia interessante... e via discorrendo.
Ancora molto c'è da fare; d'altronde la percentuale di uomini autosufficienti non è elevata ed è un po' come se fossimo appena entrati nell'adolescenza.
Ci voleva proprio l'emancipazione femminile per farci maturare.
Non vi canterò tutta la sigla, un po' perché non la so a memoria e un po' perché trovavo abbastanza inutile il cartone.
Avrei potuto fregare questa bella idea a Ferruccio, ma anche questa non è male, ma le terrò entrambe per un giorno di pioggia, quando le idee latitano e non so cosa scrivere sul blog.
Non che debba essere necessariamente un reale giorno di pioggia; intendiamolo in senso figurato, come quando piove e non vuoi uscire, ma restare sotto a una coperta, un buon libro, ad ascoltare la pioggia che cade e non vuoi fare altro per tutta la giornata.
Potrebbe benissimo anche chiamarsi un giorno di caldo porco, quando c'è troppo caldo anche solo per pensare e l'unica cosa che si vuole fare è rintanarsi all'ombra e al fresco in qualche pertugio ipogeo.
Tutto questo per dire che sto proseguendo la lettura di "Gone with the wind", un libro ben fatto con una protagonista strepitosa, e questa lettura mi ha fatto fare alcune considerazioni sugli effetti collaterali dell'emancipazione femminile.
In genere questo evento enumera le conquiste della donna e di seguito viene attaccata la crisi dell'uomo; ecco, stamane, durante le consuete abluzioni mattutine, ho fatto una considerazione diversa.
Relegando la donna in cucina l'uomo si è fornito di una badante, una sorta di assistente sociale, la cui perdita, poiché finalmente la donna ha potuto superare i confini domestici, ha costretto l'uomo all'indipendenza.
Grazie all'emancipazione femminile, anche gli uomini oggi possono fare molte cose senza l'ausilio della badante, ad esempio:
- possono lavare e stirare da soli il proprio vestiario;
- possono rammendarsi il vestiario senza bisogno dell'assistente sociale;
- sono in grado di farsi da mangiare, evitando quindi la morte per fame o il dilapidare un patrimonio in cene fuori;
- cambiare i pannolini alla prole senza andare nel panico di fronte a una cosa così semplice;
- lavare le stoviglie e mettere ordine in casa senza rischiare di vivere in porcile e prendersi qualche malattia interessante... e via discorrendo.
Ancora molto c'è da fare; d'altronde la percentuale di uomini autosufficienti non è elevata ed è un po' come se fossimo appena entrati nell'adolescenza.
Ci voleva proprio l'emancipazione femminile per farci maturare.
mercoledì 5 ottobre 2011
Geometria e altro
Ci sono tre rette; la retta "r" è parallela alla retta "p" e la retta "p" è parallela alla retta "q" per cui, per la proprietà transitiva, la retta "q" è parallela alla retta "r".
La proprietà transitiva si applica anche alla matematica, ma quando viene applicata alla filosofia diviene un sillogismo che è uno strumento elementare e fallibile di ragionamento.
Un esempio di sillogismo assurdo è il seguente: "Socrate è un animale; i cani sono animali, quindi Socrate è un cane" e probabilmente il buon Socrate, date le abitudini igieniche della Grecia classica, avrà anche avuto un afrore importante, ma di certo non era un cane.
Questo per dire che le proprietà degli oggetti geometrici non sono applicabili ai rapporti interpersonali perché le persone non sono punti, rette e superfici.
Platone con l'Iperurania sostiene che le idee sono collegate agli oggetti materiali che rappresentano, non sono però un oggetto specifico, ma l'archetipo di esso; questo perché tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
Solo gli archetipi di oggetti semplici come punti e linee coincidono con gli oggetti reali, perché in questo caso l'oggetto reale non esiste se non come costruzione matematica.
Può capitare che ci si faccia un'idea di sé del tutto sbagliata; se accade basta applicare il metodo scientifico: osservare la realtà, capire dove l'idea si discosta dal reale e desumere una nuova idea di sé partendo dalle osservazioni.
D'altronde se anche il Diavolo, che è un angelo caduto il cui nome significa "portatore di luce", fa le pentole e non i coperchi chi siamo noi per azzeccarle sempre tutte?
C'è sempre qualcuno più bravo.
La proprietà transitiva si applica anche alla matematica, ma quando viene applicata alla filosofia diviene un sillogismo che è uno strumento elementare e fallibile di ragionamento.
Un esempio di sillogismo assurdo è il seguente: "Socrate è un animale; i cani sono animali, quindi Socrate è un cane" e probabilmente il buon Socrate, date le abitudini igieniche della Grecia classica, avrà anche avuto un afrore importante, ma di certo non era un cane.
Questo per dire che le proprietà degli oggetti geometrici non sono applicabili ai rapporti interpersonali perché le persone non sono punti, rette e superfici.
Platone con l'Iperurania sostiene che le idee sono collegate agli oggetti materiali che rappresentano, non sono però un oggetto specifico, ma l'archetipo di esso; questo perché tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
Solo gli archetipi di oggetti semplici come punti e linee coincidono con gli oggetti reali, perché in questo caso l'oggetto reale non esiste se non come costruzione matematica.
Può capitare che ci si faccia un'idea di sé del tutto sbagliata; se accade basta applicare il metodo scientifico: osservare la realtà, capire dove l'idea si discosta dal reale e desumere una nuova idea di sé partendo dalle osservazioni.
D'altronde se anche il Diavolo, che è un angelo caduto il cui nome significa "portatore di luce", fa le pentole e non i coperchi chi siamo noi per azzeccarle sempre tutte?
C'è sempre qualcuno più bravo.
martedì 4 ottobre 2011
Serie Tv
Non capita spesso che mi dilunghi a parlare di quello che guardo in un dato periodo, un po' perché preferisco leggere e un po' perché, in genere, mi limito a riguardare alcune trasmissioni vecchie.
Di nuovo ci sono solo alcune serie, persino in corso di trasmissione, il resto sono tutte serie vecchie già trasmesse e prese in dvd.
Raumpatrouille
Sono quasi arrivato in fondo, mi manca giusto una puntata, di questa bella serie tedesca degli anni '60. Quel che ho apprezzato di più, che in altre serie televisivi di fantascienza manca, è la vita da dopo lavoro; l'equipaggio della Orion fa volentieri baldoria e bevono come spugne dopo il lavoro... d'altronde sono bavaresi e ridono un sacco.
Niente seriosità alla Derrick, insomma, ma una serie ben fatta con dei protagonisti quasi caciaroni.
Un vero peccato che consti di sole sette puntate.
The Big Bang Theory
La serie è davvero ben fatta, le puntate durano venti minuti, o giù di lì, e la guardo in streaming perché è ancora in corso e non avendo il satellite me la posso godere tramite internet in lingua originale.
Castle
Gli scrittori che indagano mi sono sempre piaciuti dai tempi della Fletcher e questa serie è proprio ben fatta. Le trame non sono mai scontate, il rapporto tra i protagonisti è molto bello e persino il personaggio della figlia di Castle, che sinora era la parte più debole della serie (compare comunque in modo marginale), ultimamente si è riscattata.
Gimme, Gimme, Gimme
Uno degli ultimi acquisti dal Regno Unito. Sinora ho visto solo il pilot ma devo dire che promette bene; la protagonista, che mi aveva già dato del filo da torcere per capirla in "Absolutely fabulous", dove interpreta il capo di Patsy, mi ricorda anche una persona che conoscevo una volta.
Il dvd arriva privo di sottotitoli di alcun genere e quindi mi aspetta un discreto sforzo di comprensione.
Hyperdrive
Gli interessi britannici non sono mai stati in mani migliori.
Si tratta di una serie televisiva di fantascienza, sull'onda de "the hitchhiker's guide to the galaxy" e "red dwarf", che narra le vicende di un equipaggio scalcagnato, a bordo della HMS Camden Lock, in missione per la galassia alla ricerca di possibili partners commerciali per la Gran Bretagna.
Pan Am
Ho giusto visto il pilot, perché solo quello hanno trasmesso sinora, e devo dire che mi è proprio piaciuto; in più c'è Cristina Ricci che adoro da quando faceva la figlia nuotatrice di Cher in Mermaids.
Game of Thrones
Sinora ho visto solo il pilot e devo dire che mi è proprio piaciuta, ma per una ragione o per l'altra, non sono mai riuscito ad andare avanti e dovrò rimediare prima dell'inizio della prossima stagione.
Direi che sono più che abbastanza considerato che le mie serate in genere sono consacrate alla lettura.
Di nuovo ci sono solo alcune serie, persino in corso di trasmissione, il resto sono tutte serie vecchie già trasmesse e prese in dvd.
Raumpatrouille
Sono quasi arrivato in fondo, mi manca giusto una puntata, di questa bella serie tedesca degli anni '60. Quel che ho apprezzato di più, che in altre serie televisivi di fantascienza manca, è la vita da dopo lavoro; l'equipaggio della Orion fa volentieri baldoria e bevono come spugne dopo il lavoro... d'altronde sono bavaresi e ridono un sacco.
Niente seriosità alla Derrick, insomma, ma una serie ben fatta con dei protagonisti quasi caciaroni.
Un vero peccato che consti di sole sette puntate.
The Big Bang Theory
La serie è davvero ben fatta, le puntate durano venti minuti, o giù di lì, e la guardo in streaming perché è ancora in corso e non avendo il satellite me la posso godere tramite internet in lingua originale.
Castle
Gli scrittori che indagano mi sono sempre piaciuti dai tempi della Fletcher e questa serie è proprio ben fatta. Le trame non sono mai scontate, il rapporto tra i protagonisti è molto bello e persino il personaggio della figlia di Castle, che sinora era la parte più debole della serie (compare comunque in modo marginale), ultimamente si è riscattata.
Gimme, Gimme, Gimme
Uno degli ultimi acquisti dal Regno Unito. Sinora ho visto solo il pilot ma devo dire che promette bene; la protagonista, che mi aveva già dato del filo da torcere per capirla in "Absolutely fabulous", dove interpreta il capo di Patsy, mi ricorda anche una persona che conoscevo una volta.
Il dvd arriva privo di sottotitoli di alcun genere e quindi mi aspetta un discreto sforzo di comprensione.
Hyperdrive
Gli interessi britannici non sono mai stati in mani migliori.
Si tratta di una serie televisiva di fantascienza, sull'onda de "the hitchhiker's guide to the galaxy" e "red dwarf", che narra le vicende di un equipaggio scalcagnato, a bordo della HMS Camden Lock, in missione per la galassia alla ricerca di possibili partners commerciali per la Gran Bretagna.
Pan Am
Ho giusto visto il pilot, perché solo quello hanno trasmesso sinora, e devo dire che mi è proprio piaciuto; in più c'è Cristina Ricci che adoro da quando faceva la figlia nuotatrice di Cher in Mermaids.
Game of Thrones
Sinora ho visto solo il pilot e devo dire che mi è proprio piaciuta, ma per una ragione o per l'altra, non sono mai riuscito ad andare avanti e dovrò rimediare prima dell'inizio della prossima stagione.
Direi che sono più che abbastanza considerato che le mie serate in genere sono consacrate alla lettura.
lunedì 3 ottobre 2011
Arte e artisti
Ispirato da un articolo letto sull'arte povera, mi è venuto un po' di travaso di bile, e da una serie di personaggi discutibili, diciamo così, ho deciso di scrivere due righe riguardo l'artista.
Va da sé che trattasi di opinione personalissima; lo paleso subito, anche se è del tutto superfluo dato che solo la nostra opinione possiamo esprimere correttamente, perché si sappia che queste considerazioni sono frutto di ripetuti episodi che mi hanno lasciato del tutto basito.
In principio, ma senza partire da Tiamat o da Nyx, l'artista era un artigiano specializzato; il suo lavoro richiedeva un certo talento e anni di pratica di bottega per apprendere la manualità e le conoscenze, per poter lavorare al servizio di un qualche signore locale.
L'artista lavorava duramente per la pagnotta; sfoderando inusitate doti di captatio benevolentiae e piegandosi a quasi ogni cosa per poter mangiare.
Nel Medioevo sono rarissimi i casi nei quai conosciamo il nome dell'artista creatore di determinate opere, Wiligelmo e Antelami sono un caso raro; il considerare l'artista e quindi per estensione anche l'architetto, come un artigiano è prassi antica, poiché entrambi utilizzano, per fare le cose, la manualità e apprendono una serie di tecniche indispensabile alla realizzazione dei vari progetti.
Nel corso del tempo, iniziando dal Rinascimento, la figura dell'artista diventa sempre più vicina a quella dell'intellettuale; un personaggio che lavora tramite le idee e non con le mani.
Con le avanguardie, la perfoming art e tutti i vari movimenti contemporanei, l'aspetto privilegiato, più appariscente, del lavoro dell'artista è dato dall'idea che comunica e la capacità tecnica è scivolata in secondo piano.
Se c'è una cosa che mi fa imbestialire, sono quelle persone che "sentono" l'arte, si ritengono grandissimi geni incompresi, e non sanno tenere in mano una matita, ignorano le più semplici regole del disegno, conoscono il nome "texture" giusto perché c'è su photoshop, ma non ne hanno mai realizzata una a matita.
Per quanto possa risultare faticoso, che poi bisognerebbe sentire cosa ne pensa chi lavora in miniera, disegnare a mano senza l'ausilio di strumenti di assistenza informatici, che è come disegnare con la badante, è indispensabile per formarsi una valida conoscenza della composizione e della gestione dello spazio.
Il disegno dal vero forma l'occhio e insegna a osservare come funzionano le cose, come si torcono e come i materiali si comportano rispetto alla luce, sia essa solare o elettrica.
La conoscenza dei materiali e delle tecniche è assolutamente necessaria perché quello che abbiamo pensato posso essere realizzato nella realtà.
Il disegno a mano, dal vero, saper utilizzare l'olio, l'acquerello, l'acrilico e via discorrendo, sono l'alfabeto e le regole grammaticali del fare arte.
L'arte è un linguaggio e come tale ha un alfabeto e delle regole grammaticali e le regole non si possono innovare, o rompere, se le si ignora; è come scrivere senza conoscere la grammatica.
La cosa che detesto di più di questo periodo storico è il pressapochismo e l'arroganza di potersi ritenere grandi artisti ignorando le basi, o pensando di essere troppo grandi per aver bisogno di imparare dal principio.
Conoscere l'alfabeto, avere una buona mano, è importante ma non basta per scrivere un romanzo.
Quando mancano le conoscenze tecnica si copiano le opere altrui, riempendole di significati diversi e spacciandole per originali.
La prima volta che Malevic ha creato "quadrato bianco su fondo bianco", ha avuto un'idea geniale, ma vi è pervenuto attraverso un percorso che è passato dal disegno figurativo e dalle tecniche pittoriche ad esso connesse; ma la sessantesima tela bianca prodotta da un tizio a caso, che mi dice di nuovo?
Detesto chi si dice, proclamandolo al mondo, "io sono un artista"; se non hai fatto qualche anno di cubi, fogli, bottiglie, insomma di disegno dal vero imparando almeno a gestire il bianco e nero puoi essere al massimo un tronfio intellettuale... probabilmente mediocre.
Va da sé che trattasi di opinione personalissima; lo paleso subito, anche se è del tutto superfluo dato che solo la nostra opinione possiamo esprimere correttamente, perché si sappia che queste considerazioni sono frutto di ripetuti episodi che mi hanno lasciato del tutto basito.
In principio, ma senza partire da Tiamat o da Nyx, l'artista era un artigiano specializzato; il suo lavoro richiedeva un certo talento e anni di pratica di bottega per apprendere la manualità e le conoscenze, per poter lavorare al servizio di un qualche signore locale.
L'artista lavorava duramente per la pagnotta; sfoderando inusitate doti di captatio benevolentiae e piegandosi a quasi ogni cosa per poter mangiare.
Nel Medioevo sono rarissimi i casi nei quai conosciamo il nome dell'artista creatore di determinate opere, Wiligelmo e Antelami sono un caso raro; il considerare l'artista e quindi per estensione anche l'architetto, come un artigiano è prassi antica, poiché entrambi utilizzano, per fare le cose, la manualità e apprendono una serie di tecniche indispensabile alla realizzazione dei vari progetti.
Nel corso del tempo, iniziando dal Rinascimento, la figura dell'artista diventa sempre più vicina a quella dell'intellettuale; un personaggio che lavora tramite le idee e non con le mani.
Con le avanguardie, la perfoming art e tutti i vari movimenti contemporanei, l'aspetto privilegiato, più appariscente, del lavoro dell'artista è dato dall'idea che comunica e la capacità tecnica è scivolata in secondo piano.
Se c'è una cosa che mi fa imbestialire, sono quelle persone che "sentono" l'arte, si ritengono grandissimi geni incompresi, e non sanno tenere in mano una matita, ignorano le più semplici regole del disegno, conoscono il nome "texture" giusto perché c'è su photoshop, ma non ne hanno mai realizzata una a matita.
Per quanto possa risultare faticoso, che poi bisognerebbe sentire cosa ne pensa chi lavora in miniera, disegnare a mano senza l'ausilio di strumenti di assistenza informatici, che è come disegnare con la badante, è indispensabile per formarsi una valida conoscenza della composizione e della gestione dello spazio.
Il disegno dal vero forma l'occhio e insegna a osservare come funzionano le cose, come si torcono e come i materiali si comportano rispetto alla luce, sia essa solare o elettrica.
La conoscenza dei materiali e delle tecniche è assolutamente necessaria perché quello che abbiamo pensato posso essere realizzato nella realtà.
Il disegno a mano, dal vero, saper utilizzare l'olio, l'acquerello, l'acrilico e via discorrendo, sono l'alfabeto e le regole grammaticali del fare arte.
L'arte è un linguaggio e come tale ha un alfabeto e delle regole grammaticali e le regole non si possono innovare, o rompere, se le si ignora; è come scrivere senza conoscere la grammatica.
La cosa che detesto di più di questo periodo storico è il pressapochismo e l'arroganza di potersi ritenere grandi artisti ignorando le basi, o pensando di essere troppo grandi per aver bisogno di imparare dal principio.
Conoscere l'alfabeto, avere una buona mano, è importante ma non basta per scrivere un romanzo.
Quando mancano le conoscenze tecnica si copiano le opere altrui, riempendole di significati diversi e spacciandole per originali.
La prima volta che Malevic ha creato "quadrato bianco su fondo bianco", ha avuto un'idea geniale, ma vi è pervenuto attraverso un percorso che è passato dal disegno figurativo e dalle tecniche pittoriche ad esso connesse; ma la sessantesima tela bianca prodotta da un tizio a caso, che mi dice di nuovo?
Detesto chi si dice, proclamandolo al mondo, "io sono un artista"; se non hai fatto qualche anno di cubi, fogli, bottiglie, insomma di disegno dal vero imparando almeno a gestire il bianco e nero puoi essere al massimo un tronfio intellettuale... probabilmente mediocre.
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