...che come si sa, non finiscono mai.
Oggi devono essere finite le scuole e vicino a dove lavoro c'è una scuola elementare; in mezzo alle mandrie di alunni felici per la fine delle lezioni, c'era una parte di bambini in lacrime e tristi.
A quanto pare alcuni alunni di quinta hanno preso malissimo la fine della scuola elementare.
Personalmente non ricordo di aver provato dispiacere per la fine delle elementari, ma del resto elementari e medie inferiori non sono state uno spasso; tutt'altro.
Le cose tendono a essere difficili per chi bazzica in prossimità della periferia di una gaussiana.
Ricordo l'esame di quinta in modo abbastanza vivido, il che è curioso dato che ho volutamente dimenticato buona parte dei miei primi anni di vita, i ricordi torneranno più avanti; avevo presentato le guerre dei comuni italiani contro l'Impero... com'ero ingenuo.
Alle medie ricordo che l'esame di terza l'avevo incentrato sulla Cina, a partire dalla Rivoluzione Cinese in storia e legando le altre materia ad essa; in scienze avevo portato una ricerca sulle formiche... non so se voglio sapere se ritenevo Cina e formiche collegate, o se ho scelto le formiche perché mi piacevano.
Contrariamente a molte persone non ho ricordi traumatici dell'esame di maturità; la scuola che ho fatto prevedeva un esame, quello si massacrante, alla fine del triennio e in confronto l'esame di maturità mi sembrò molto più semplice.
L'esame del triennio consisteva nel portare tutte le materie, con pomeriggi e giornate dedicate alle materie professionali; quello fu consistente.
L'unica cosa che mi è rimasta delle superiori sono alcuni sogni nei quali vengo interrogato in matematica e non ricordo un ciuffolo di niente.
Gli ultimi anni ero anche bravo in matematica, mi ero studiato a memoria poche cose e quelle applicavo; evidentemente oggi ho dimenticato quel poco che avevo memorizzato... per fortuna è rimasto il metodo.
venerdì 10 giugno 2011
giovedì 9 giugno 2011
Esclamazioni
In genere, quando capita qualcosa di inatteso che ci turba, o che ci causa problemi, ognuno di noi ricorre a un qualche tipo di esclamazione.
Diffuso è il costume di ricorrere all'artiglieria antiaerea e abbattere tutti Santi e le Madonne del Paradiso, lasciando quest'ultimo spoglio e disadorno.
Non mi piace sacramentare, credo di averlo fatto un paio di volte e, da qualche anno a questa parte, ho iniziato a ricorrere ad esclamazioni, il cui intento è richiedere un qualche aiuto divino o per esprimere disappunto.
Di seguito elenco le mie preferite:
Beata Miseria: ch'io sappia non esiste una beata chiamata Miseria, perciò questa esclamazione la uso, insieme a Miseria Ladra, magari colorita con qualche epiteto moderatamente volgare, per esprimere disappunto.
Santa Pazienza: che ancora non è santa, ma ce ne vuole talmente tanta che se mai sarà Santa è sicuro che sarà anche Martire.
Santa Apollonia: lo esclamo proprio per chiedere un sostegno di fronte a situazioni che mi lasciano basito
Beato Giove Pluvio: in questi giorni lo uso spesso e spero che Giove trattenga la mano quando rientro a casa e sono senza ombrello.
Esiste poi una serie di epiteti, in genere inventati sul momento, coi quali apostrofo le persone ma che non mi pare il caso di riportare qui.
Diffuso è il costume di ricorrere all'artiglieria antiaerea e abbattere tutti Santi e le Madonne del Paradiso, lasciando quest'ultimo spoglio e disadorno.
Non mi piace sacramentare, credo di averlo fatto un paio di volte e, da qualche anno a questa parte, ho iniziato a ricorrere ad esclamazioni, il cui intento è richiedere un qualche aiuto divino o per esprimere disappunto.
Di seguito elenco le mie preferite:
Beata Miseria: ch'io sappia non esiste una beata chiamata Miseria, perciò questa esclamazione la uso, insieme a Miseria Ladra, magari colorita con qualche epiteto moderatamente volgare, per esprimere disappunto.
Santa Pazienza: che ancora non è santa, ma ce ne vuole talmente tanta che se mai sarà Santa è sicuro che sarà anche Martire.
Santa Apollonia: lo esclamo proprio per chiedere un sostegno di fronte a situazioni che mi lasciano basito
Beato Giove Pluvio: in questi giorni lo uso spesso e spero che Giove trattenga la mano quando rientro a casa e sono senza ombrello.
Esiste poi una serie di epiteti, in genere inventati sul momento, coi quali apostrofo le persone ma che non mi pare il caso di riportare qui.
martedì 7 giugno 2011
Anglico idioma
La mia conoscenza dell'inglese è limitata. Non ostante il corso fatto, rimango con alcune conoscenze di base e poco altro; per migliorare dovrei mettermi chino sui libri a studiare e, onestamente, non ne ho molta voglia.
Innanzi tutto per il lavoro che faccio non è necessario ch'io conosca l'anglico, mi capita di parlarlo, se tutto va bene, una volta l'anno e quindi non sono spronato a migliorare la mia padronanza della lingua; per ora va bene così.
Con il mio anglico riesco a leggere i giornali senza problemi, romanzi vari, anche ottocenteschi e a capire la maggior parte di quel che dicono inglesi e americani; se l'accento non è troppo pesante non ho problemi di comprensione.
Shatner sfugge proprio alle mie capacità di comprensione; non c'è verso... non lo capisco. Il più delle volte mi pare biascichi suoni vagamente anglofoni, per poi triturarli mentre li sputa fuori dalle labbra. Il fatto poi che mi faccia anche un po' schifo come persona, mi rendo conto, non aiuta.
Fatto sta che al momento la mia conoscenza dell'inglese è sufficiente ai mie scopi; anche perché gli anglofoni sono molto comprensivi e se a volte mi scappa un "pecore" invece di un "navi" capiscono dal contesto e non ci danno troppo peso
Non ostante i miei sforzi a volte i suoni non mi escono proprio esattamente come volevo produrli; ragion per cui evito di parlare di "coperte" e di "galli".
Di recente però mi è capitato di commentare un paio di volte su alcuni blog in inglese che seguo.
Chi tiene questi blog legge e capisce l'italiano ma, ovviamente, non tutti i lettori di questi blog capiscono l'italiano, così mi sono sentito molto scortese ad aver fatto dei commenti in una lingua poco comprensibile ai più.
L'unico modo per porvi rimedio è tradurre quanto da me scritto; così mi sono avvalso del traduttore di google.
Essendo un software fa quel che può, ma in linea generale richiede poche correzioni, se le frasi sono semplici, per cui lo ritengo un valido aiuto nel formulare i miei commenti in anglico; così non devo strapazzare più del necessario l'inglese.
Come si sarà notato tendo un po' alla subordinata, a volte mi scappa qualche parola desueta e la formulazione delle mie frasi spesso non è proprio lineare, tendo all'arzigolo e all'inutile; pur non essendo il mio italiano complesso, non sarei in grado di tradurmi, perciò devo sempre ricordarmi di dare in pasto al traduttore frasi semplici e lineari... così so, per lo meno, come correggerlo.
Se dovessi prendere l'abitudine di commentare su blog in anglico potrei essere motivato a migliorare la mia padronanza dell'inglese; chi vivrà vedrà.
Innanzi tutto per il lavoro che faccio non è necessario ch'io conosca l'anglico, mi capita di parlarlo, se tutto va bene, una volta l'anno e quindi non sono spronato a migliorare la mia padronanza della lingua; per ora va bene così.
Con il mio anglico riesco a leggere i giornali senza problemi, romanzi vari, anche ottocenteschi e a capire la maggior parte di quel che dicono inglesi e americani; se l'accento non è troppo pesante non ho problemi di comprensione.
Shatner sfugge proprio alle mie capacità di comprensione; non c'è verso... non lo capisco. Il più delle volte mi pare biascichi suoni vagamente anglofoni, per poi triturarli mentre li sputa fuori dalle labbra. Il fatto poi che mi faccia anche un po' schifo come persona, mi rendo conto, non aiuta.
Fatto sta che al momento la mia conoscenza dell'inglese è sufficiente ai mie scopi; anche perché gli anglofoni sono molto comprensivi e se a volte mi scappa un "pecore" invece di un "navi" capiscono dal contesto e non ci danno troppo peso
Non ostante i miei sforzi a volte i suoni non mi escono proprio esattamente come volevo produrli; ragion per cui evito di parlare di "coperte" e di "galli".
Di recente però mi è capitato di commentare un paio di volte su alcuni blog in inglese che seguo.
Chi tiene questi blog legge e capisce l'italiano ma, ovviamente, non tutti i lettori di questi blog capiscono l'italiano, così mi sono sentito molto scortese ad aver fatto dei commenti in una lingua poco comprensibile ai più.
L'unico modo per porvi rimedio è tradurre quanto da me scritto; così mi sono avvalso del traduttore di google.
Essendo un software fa quel che può, ma in linea generale richiede poche correzioni, se le frasi sono semplici, per cui lo ritengo un valido aiuto nel formulare i miei commenti in anglico; così non devo strapazzare più del necessario l'inglese.
Come si sarà notato tendo un po' alla subordinata, a volte mi scappa qualche parola desueta e la formulazione delle mie frasi spesso non è proprio lineare, tendo all'arzigolo e all'inutile; pur non essendo il mio italiano complesso, non sarei in grado di tradurmi, perciò devo sempre ricordarmi di dare in pasto al traduttore frasi semplici e lineari... così so, per lo meno, come correggerlo.
Se dovessi prendere l'abitudine di commentare su blog in anglico potrei essere motivato a migliorare la mia padronanza dell'inglese; chi vivrà vedrà.
lunedì 6 giugno 2011
Letture
Non so esattamente per qual motivo, ma quando inizio un libro devo, assolutamente, averne per le mani almeno un altro paio.
Difficilmente riesco a leggere un solo libro alla volta; devono essere almeno tre.
Una volta, cioè almeno una decina di anni fa, cercavo di contrastare questa inclinazione concentrandomi su un solo volume, adesso, pur provandoci, non riesco più.
La lettura continua a coinvolgermi come sempre, ma dato che è influenzata dal mio umore, a volte non ho voglia di andare avanti a leggere quanto ho iniziato e quindi inizio un altro volume; la voglia di leggere un libro non è mai influenzata dalla bontà del libro, ma dipende sempre dall'umore nel quale mi trovo o dalla mia disposizione di spirito.
Spesso, a complicare, alterno le letture dei saggi con la lettura, in contemporanea, di volumi meno impegnati oppure, a volta, con la lettura di un altro saggio.
La domanda: "cosa stai leggendo ultimamente?" in genere è seguita da una lista di volumi.
Alcuni di questi libri, poi, me li trascino a dietro per un po': a volte perché sono un po' pesanti da digerire, altre volte perché si tratta di racconti o di antologie.
Ultimamente mi trovo in quella disposizione di spirito tale per cui avrei voglia di leggere la Austen o Forster, o un autore similare, se ne esistono,ma ho deciso di optare, come terza lettura, per un giallo d'ambientazione ottocentesca.
Ecco; devo dire che solo con alcuni autori mi capita di dedicarmi completamente ai loro libri. Questo non rende gli altri libri che leggo meno belli.
Sono decisamente una creatura umorale...
Difficilmente riesco a leggere un solo libro alla volta; devono essere almeno tre.
Una volta, cioè almeno una decina di anni fa, cercavo di contrastare questa inclinazione concentrandomi su un solo volume, adesso, pur provandoci, non riesco più.
La lettura continua a coinvolgermi come sempre, ma dato che è influenzata dal mio umore, a volte non ho voglia di andare avanti a leggere quanto ho iniziato e quindi inizio un altro volume; la voglia di leggere un libro non è mai influenzata dalla bontà del libro, ma dipende sempre dall'umore nel quale mi trovo o dalla mia disposizione di spirito.
Spesso, a complicare, alterno le letture dei saggi con la lettura, in contemporanea, di volumi meno impegnati oppure, a volta, con la lettura di un altro saggio.
La domanda: "cosa stai leggendo ultimamente?" in genere è seguita da una lista di volumi.
Alcuni di questi libri, poi, me li trascino a dietro per un po': a volte perché sono un po' pesanti da digerire, altre volte perché si tratta di racconti o di antologie.
Ultimamente mi trovo in quella disposizione di spirito tale per cui avrei voglia di leggere la Austen o Forster, o un autore similare, se ne esistono,ma ho deciso di optare, come terza lettura, per un giallo d'ambientazione ottocentesca.
Ecco; devo dire che solo con alcuni autori mi capita di dedicarmi completamente ai loro libri. Questo non rende gli altri libri che leggo meno belli.
Sono decisamente una creatura umorale...
venerdì 3 giugno 2011
giovedì 2 giugno 2011
L'uomo propone...
...e Giove Pluvio dispone.
Oggi volevo portare mio nipote in vetta alla Pietra Nera di Pellegrino parmense, ma, giunto il momento della partenza, le nuvole nere si assembrate e, per evitare di essere colti da un fortunale sul crinale della Pietra, ho deciso di andare verso il castello di Gropparello.
La nube dell'impiegato, non ostante le previsioni dicessero solo "nuvolo", mi ha pedinato sino a Gropparello scaricando al suolo un tale quantitativo di acqua che sarebbero affogate anche le rane.
Alla fine della fola, che un po' quella dell'oca e' bella perché l' e' poca, abbiamo terminato la giornata in visita al borgo fortificato di Vigoleno, che mio nipote non ha mai visto... Tenteremo più avanti di salire in vetta alla Pietra; e domani si va al lavoro.
Oggi volevo portare mio nipote in vetta alla Pietra Nera di Pellegrino parmense, ma, giunto il momento della partenza, le nuvole nere si assembrate e, per evitare di essere colti da un fortunale sul crinale della Pietra, ho deciso di andare verso il castello di Gropparello.
La nube dell'impiegato, non ostante le previsioni dicessero solo "nuvolo", mi ha pedinato sino a Gropparello scaricando al suolo un tale quantitativo di acqua che sarebbero affogate anche le rane.
Alla fine della fola, che un po' quella dell'oca e' bella perché l' e' poca, abbiamo terminato la giornata in visita al borgo fortificato di Vigoleno, che mio nipote non ha mai visto... Tenteremo più avanti di salire in vetta alla Pietra; e domani si va al lavoro.
mercoledì 1 giugno 2011
Meteo ed eventi
Ieri sera le previsioni meteo dicevano che oggi sarebbe stata la giornata più brutta della settimana, con pioggia tutto il giorno; in effetti stamane piove, è piovuto stanotte e molto probabilmente continuerà nel pomeriggio, ma essendo che mi piace la pioggia, per me oggi è una giornata meravigliosa! Le temperature sono un poco più basse e non c'è il sole che picchia; oggi non corro il rischio di essiccarmi sulla strada mentre vado a piedi a lavorare.
Domani pomeriggio programmo di andare sulla Pietra Nera con mio nipote, ma dipende dal tempo che farà domani mattina, se non dovesse esserci il sole e quindi c'è la possibilità che i sassi siano bagnati, andremo a Gropparello. Oggi controllerò il meteo.
ah!... va da sé che anche quest'anno niente ponte...
Per quanto concerne gli eventi... oggi compio gli anni.
Non intendo darmi ai festeggiamenti sfrenati, o fare chissà cosa, non ho mai fatto "feste" di compleanno; mi limiterò a prendere una torta.
Ho anche smesso di fare bilanci; credo di averne fatto uno solo nella mia vita.
Che senso ha arrivare a una certa età, guardarsi indietro e mettere un segno di spunta sugli obbiettivi raggiunti?
Le scelte fatte sono già compiute e sono state valutate sul momento, tornare indietro a rivalutare e a pensare a cosa sarebbe successo, o a come sarebbe stato, se le scelte fossero state diverse non ha senso; dagli errori si impara quando le conseguenze si manifestano e non a distanza di tempo quando il ricordo ne deforma la percezione.
Non ho rimpianti e voglio continuare a non averne.
Non voglio che la vita diventi quella cosa che accade mentre sei impegnato a fare altro, tanto per parafrasare Allen, ma che sia il resto ad accadere mentre sono impegnato a vivere. Sono grato di avere il minimo indispensabile e un po' di superfluo per vivere e che la mia esistenza non sia assorbita dalla necessità di accumulare zavorra; né materiale o di altra sorta... del resto non ho mai ambito a diventare ricco.
Certo l'accumulo dei libri è quasi una mania e me ne rendo conto, ma visto che la mia pensione ammonterà a un turacciolo al mese, devo accumulare libri da leggere per la mia vecchiaia.
Tanti auguri a me; ch'io possa trovare tutto quel che cerco, tranne una cosa affinché possa avere qualcosa per cui lottare... e a chi coglie la citazione, anche se non propriamente letterale, un'affettuosa pacca sulla spalla.
Domani pomeriggio programmo di andare sulla Pietra Nera con mio nipote, ma dipende dal tempo che farà domani mattina, se non dovesse esserci il sole e quindi c'è la possibilità che i sassi siano bagnati, andremo a Gropparello. Oggi controllerò il meteo.
ah!... va da sé che anche quest'anno niente ponte...
Per quanto concerne gli eventi... oggi compio gli anni.
Non intendo darmi ai festeggiamenti sfrenati, o fare chissà cosa, non ho mai fatto "feste" di compleanno; mi limiterò a prendere una torta.
Ho anche smesso di fare bilanci; credo di averne fatto uno solo nella mia vita.
Che senso ha arrivare a una certa età, guardarsi indietro e mettere un segno di spunta sugli obbiettivi raggiunti?
Le scelte fatte sono già compiute e sono state valutate sul momento, tornare indietro a rivalutare e a pensare a cosa sarebbe successo, o a come sarebbe stato, se le scelte fossero state diverse non ha senso; dagli errori si impara quando le conseguenze si manifestano e non a distanza di tempo quando il ricordo ne deforma la percezione.
Non ho rimpianti e voglio continuare a non averne.
Non voglio che la vita diventi quella cosa che accade mentre sei impegnato a fare altro, tanto per parafrasare Allen, ma che sia il resto ad accadere mentre sono impegnato a vivere. Sono grato di avere il minimo indispensabile e un po' di superfluo per vivere e che la mia esistenza non sia assorbita dalla necessità di accumulare zavorra; né materiale o di altra sorta... del resto non ho mai ambito a diventare ricco.
Certo l'accumulo dei libri è quasi una mania e me ne rendo conto, ma visto che la mia pensione ammonterà a un turacciolo al mese, devo accumulare libri da leggere per la mia vecchiaia.
Tanti auguri a me; ch'io possa trovare tutto quel che cerco, tranne una cosa affinché possa avere qualcosa per cui lottare... e a chi coglie la citazione, anche se non propriamente letterale, un'affettuosa pacca sulla spalla.
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