giovedì 12 maggio 2011

Rado

Mi sono reso conto che in maggio ho scritto sinora ben sei post, sette con questo, e non mantengo più la frequenza giornaliera... dovete avere pazienza, miei manzoniani lettori, ma è iniziato il caldo ed io inizio a funzionare scarsamente.
Ci sono stati alcuni giorni molto caldi, ben 28°-29°, ed io ho già iniziato ad immaginare foschi scenari d'estate avanzata, mentre mi trascino da una pozza all'altra di ombra nel tentativo di arrivare al lavoro senza sciogliermi.
Già ora il chilometro e mezzo che mi separa dal lavoro inizia a dilatarsi, perché per inseguire l'ombra devo necessariamente allungare la strada.
Oggi mi è anche venuto mal di testa e solo ora, alla sera quando cala la temperatura, inizia a passarmi.
Presto inizierò a lagnarmi seriamente del caldo.
Stamane sono andato a fare un rilievo e alla domanda:"c'è qualcosa che ti dà fastidio?", riferita a tutti quegli utensili che ingombrano un cantiere, ho risposto "il sole",al che mi è stato detto che se amavo il sole... insomma; non so se non ho capito io l'ironia del messaggio, o se non è stato capito il fatto che il mio colorino da cencio lavato in candeggina non è dovuto all'esposizione al sole.
Non posso farci nulla col caldo i neuroni annaspano e sono più irritabile...
Adesso smetto, altrimenti finisco le lagnanze ora e non potrò ammorbarvi poi.

martedì 10 maggio 2011

Vigoleno








Mi sono anche reso conto di non aver messo foto di Scipione Castello, anche se ne ho parlato diffusamente, perciò prossimamente metterò alcune foto anche di questo posto vicinissimo a casa.

Ma si può?

Mi stavo sperticando in lodi riguardo a un posto qui vicino, del quale avrò parlato miliardi di volte; ci sono andato moltissime volte, l'ho fotografato con ogni tempo e sono inciampato su quasi ogni singolo ciottolo e mi sono accorto di non aver mai messo manco una foto piccina di Vigoleno sul blog...
Dista una decina di chilometri da casa, si erge su un picco che guarda lo Stirone ed è dirimpetto a un ofiolite, in località Pietranera, ma non quella di Pellegrino della quale ho parlato qualche post fa.
Sino a qualche anno fa ci andavo anche in bicicletta, adesso potrei arrivarci a piedi solo se ci fa fresco, e ogni tanto ci ritorno volentieri, ma non gli ho mai dedicato un post da "gita fuori porta".
Stasera rimedierò scegliendo alcune foto tra le centinaia fatte nel corso degli anni.

Ah! Ieri sono dovuto andare in uno studio professionale: dal Dott. Cecaumeno Lascaris Esquilio, nome inventato ovvio, che recentemente si è trasferito. Mi sono recato al nuovo indirizzo, ma non vedendo targhe professionali o che ho guardato i campanelli e sul campanello vedo scritto "Cecaumeno L.", così chiamo in studio per avere lumi sul civico al quale dovrebbe trovarsi il dottore in questione; volevo evitare di suonare al campanello della Signora Cecaumeno Lucrezia intenta a fare il bucato.
Ebbene il campanello "cecaumeno L." era il suo; non dico di scrivere tutto il nome per esteso, magari anche l'esposizione della targa professionale potrebbe essere eccessiva, ma almeno scriverci un "dott." davanti non sarebbe stata una cattiva idea... o no?

lunedì 9 maggio 2011

Doppio e triplo

Chissà quante volte ne avrò parlato...
Ieri è passato il giro d'Italia dal mio paese, le strade erano addobbate in rosa e c'era moltissima gente in giro; io avrei voluto raggiungere Parola, ma non è stato possibile scendere, così ho desistito e sono andato a fare due passi per il paese.
C'era anche caldo e ho avuto un assaggio, del tutto indesiderato, d'estate.
Ovviamente mi sono fermato in libreria, ho preso un libro economicissimo e non ne ho preso un altro perché m'é sovvenuto di averlo già; non era vero, ma ne avevo uno di argomento similare.
A casa ho iniziato a disporre, dove possibile, una terza fila nelle librerie e ho scoperto di avere preso due volte un libro.
Quando misi questo volume su anobii mi venne segnalato come doppio, ma dopo aver speso inutilmente un pomeriggio nella ricerca del volume, mi ero convinto che si fosse trattato di un errore... e invece no! :asd:
Al momento ho scoperto tre volumi doppi, ma credo che il numero possa anche salire a cinque, infatti ne ho dovuto ricomprare un paio che sono scomparsi; essendo che i nuovi volumi sono già arrivati e sono già stati posizionati, mi attendo che quelli vecchi rispuntino fuori da un giorno all'altro.
Se non altro ho smesso di prendere tre volte lo stesso volume :asd:

giovedì 5 maggio 2011

Primo Maggio a Reggio Emilia






Con la luce del tramonto la Madonna pareva splendere di luce propria...

qui abbiamo mangiato una pizza buonissima! Davvero eccezionale

perché il tricolore è reggiano di natali :)

mercoledì 4 maggio 2011

Finito

Ieri sera ho finito la serie di racconti, si tratta di vent'anni di storie scritte e pubblicati tra il 1946 e 1966, inerenti il "mondo piccolo" di Guareschi.
Non credo che la saga abbia bisogno di presentazioni; tutti conoscono le vicende di Don Camillo e Peppone, se non altro perché i film vengono trasmessi spesso.
A casa mia ogni volta che in televisione viene replicato uno di questi film lo riguardiamo volentieri, anche se li conosciamo tutti a memoria, battuta per battuta, ne abbiamo i dvd e li abbiamo visti moltissime volte.
Guareschi era compaesano di mia madre, per lo meno il comune di nascita è lo stesso; lei è cresciuta negli stessi posti citati dai libri e, anche se un po' camuffati, sono perfettamente riconoscibili per chi vive in zona.
Mio padre abitava in campagna, più discosto da Po' e nel piacentino, ma le situazioni erano abbastanza simili.
Oltre quindi ai miei ricordi di infanzia, ovvero le sere passate con i miei a vedere i film, i libri si portano a dietro tutta una serie di ricordi familiari che riguardano quegli anni.
E' un'ottima lettura che fa bene all'anima.
Adesso ho iniziato a leggere un libro sulla mitologia classica; si vede che ho bisogno di stanziare ancora un po' nella dimensione del mito.

lunedì 2 maggio 2011

Cibo

In realtà volevo mettere le foto che ho fatto ieri in quel di Reggio Emilia, ma non avendole con me ripiego su un altro argomento; ovviamente quando arriverò a casa metterò anche le foto, ma per il momento scrivo due scemenze in merito al cibo... anche se magari ne ho già parlato, ma tanto non me lo ricordo :asd:
Dopo aver letto quanto scritto da Status-Viatoris mi sono venute in mente una serie di cose che possono andare bene per un post d'inizio settimana.
Non credo che il mio rapporto col cibo sia strano, però le premesse la dicono lunga.
Non sono mai stato un mangione, ho sempre mangiato poco impiegandoci tempi lunghissimi, se poi quel che mangiavo non mi piaceva potevo stare a tavola ore per venti grammi di roba. Sin da piccolo però, e questa è una cosa che i miei ci tenevano a ricordarmi, sottintendo il fatto ch'io fossi oltraggiosamente schizzinoso, ho manifestato la mia predilezione per i dolci; il mio svezzamento credo sia avvenuto a base di biscotti.
Mentre tutto il resto dei bimbi della famiglia addentava carne a volontà, io utilizzavo i denti solo in caso di biscotti.
Crescendo ho iniziato a mangiare anche la pasta, sviluppando una predilezione per il formaggio che tutt'ora mi accompagna; mentre ho scoperto la verdura solo quando ho potuto addentarla priva di condimenti... detesto l'aceto e la pozza d'olio che si forma nell'insalatiera non mi è mai piaciuta.
Ricordo che la carne la mangiavo solo se accompagnata da una dose, più o meno massiccia, a seconda della mia reticenza, di scapaccioni sfoderati per l'occasione.
Poi ci si stupisce se la carne non mi piace, anche perché mia madre, per non so qualche forma di tortura, ogni tanto ci propinava il cervello bollito condito con limone... una delle cose più disgustose ch'io abbia mai mangiato.
Mangiavo volentieri, impiegandoci quindi un tempo leggermente inferiore all'ora, il fegato ai ferri semicrudo, il cuore anch'esso semicrudo e il macinato di cavallo crudo; per me cotto il macinato di cavallo è sempre stato immangiabile, ragion per cui ho sempre evitato il ragù e ho sempre prediletto le lasagne prive di questo condimento.
Non che la besciamella sia magra, il mio vicino siciliano la definiva "pomata", ma non ha carne e a me piace.
Rarissimamente mi vedrete mangiare con le mani; detesto ungermi le dita con olio, grasso e altro, perciò utilizzo sempre coltello e forchetta e uso le mani solo con la verdura perché rigorosamente priva di condimenti... e anche per l'esterno, la crosta, della pizza perché in genere è la parte priva di olio.
Questo aspetto dello sporcarsi le mani vale anche per la frutta, per cui mangio solo alcuni tipi di frutta che non mi lasciano le mani impiastricciate; stranamente, invece, adoro il pompelmo che mangio di gusto con le mani... mah... una cosa è sicura, in "natura" morirei di fame :asd:
Sono comunque grato ai miei genitori che mi obbligavano a mangiare cibi vari, perché altrimenti a quest'ora non passerei dalle porte e avrei bisogno di una ottomana e non di una sedia.
Quando ho smesso di mangiare carne abbiamo fatto un periodo ad andare a pranzo dai parenti, capitava di rado, ma a volte accadeva.
Sin quando si è al ristorante ce la si cava sempre in qualche modo, ma quando si è casa dell'arzilla rezdora, casalinga, emiliana che è tua parente attraverso una ridda di legami ingarbugliati, la faccenda diventa complessa.
In genere la poveretta passa il giorno prima immersa, sino ai gomiti, tra i fornelli a cucinare per un battaglione di almeno una centinaio di persone; gli invitati in genere ammontano a 10 o 15 persone, ma per la rezdora siamo tutti sull'orlo della morte per fame.
Ne va del suo orgoglio di cuoca.
Gli antipasti in genere sono il trionfo del maiale; coppa, culatello, spalla, prosciutto, rigorosamente crudo, salame e via discorrendo... quando spieghi che non mangi carne ti viene fatto un lungo interrogatorio e poi ti viene servito del formaggio.
Anche i primi, che possono variare dai cappelletti e altri tipi di pasta in brodo, a tagliatelle e lasagne, in genere contengono carne di maiale in una qualche forma e se non è maiale è un altro tipo di carne, per cui chiedi cosa contiene questo e quello e quando noti la faccia intristita della rezdora, pigli la prima cosa che pare avere meno carne per non essere villano.
I secondi, ovviamente, sono solo carne e a questo punto hai tre opzioni:
1) ti viene offerto del pollo...
2) ti viene offerto del brodo, rigorosamente di carne... ovvio;
3) una seconda razione, più o meno monumentale perché sorretta dall'affermazione "hai mangiato così poco", di un primo; sempre che di primo ne sia rimasto. E' vero che la rezdora ha cucinato per un esercito, ma in genere gli ospiti sono sciami di cavallette.
A volte però, specie perché ti vedono che sei educato e non vuoi dispiacere a chi ha lavorato tanto, ti guardano con aria dubbiosa chiedendoti: "non è buono?"
Ecco; non si può dire a una rezdora che ha passato una giornata in cucina "guardi, signora, io non lo mangio", perché potrebbe reagire male e quindi inizi con: "è sicuramente buonissimo, ma sa..." e inizi ad arrampicarti sugli specchi sino a trovare una soluzione di compromesso che faccia felice la cuoca.
La cucina emiliana non è fatta solo di carne, intendiamoci, ma i piatti tipici erano piatti riservati ai giorni di festa e quando si faceva festa si mangiava della carne che in genere, durante il corso normale dell'anno, non c'era; così è per i pranzi coi parenti, è un'occasione festosa e quindi si ammazza, e non solo metaforicamente, il maiale.
Mio padre mi parla spesso di quello che si doveva inventare mia nonna per far saltare fuori i pasti; spessissimo si mangiava polenta in molteplici forme, tra le quali la "polenta agli odori", cioè un pezzo di polenta strofinato, per consumarlo molto lentamente, su un pezzo di baccalà.
In aggiunta a tutto ciò devo dire che a me è sempre piaciuta l'acqua; sino a qualche tempo fa l'acqua, a pasto, era usata giusto per allungare il vino. I pasti si annaffiavano con Lambrusco o Fortana, che finivano volentieri anche nel brodo o fungevano, addizionati con altro zucchero, come dolce.
Mio nonno, per dire, ci teneva che i nipoti, anche se piccoli, venissero bene avviati e ci dava da bere un po' di vino da aggiungere al bicchierone d'acqua; d'altronde ci teneva alla nostra salute e si sa che l'acqua fa arruginire.
Il fatto ch'io mangi poco e sia anche schizzinoso, non vuol dire che non mi piaccia mangiare, o che non mi piaccia parlare del cibo... è pericolosissimo parlare di cibo con un italiano; possiamo andare avanti per ore ininterrottamente citando piatti e posti con fare enciclopedico e potrei farlo anche io, ma credo di aver frantumato gli zebedei a sufficienza per oggi :asd: