Oggi sono completamente a corto di argomenti; è raro che mi capiti una cosa del genere, perché di solito ho sempre un argomento di conversazione col quale tediare il mio prossimo.
Non è la prima volta che mi ritrovo a corto di argomenti, ma in genere mi basta poco per trovare qualcosa della quale scrivere: un episodio di storia locale, vita familiare, una "tirata" depressevole da tenda di broccato , oppure narro una delle innumerevoli figure imbarazzanti fatte nel tempo... questa volta invece non ho nulla da dire; mi pare di essere più vuoto del cranio di Vento.
Non ho smesso di fare figure imbarazzanti, continuo allegramente a farne, ma non me ne vengono in mente di carine.
Potrei commentare alcune notizie di attualità, ma vorrei mantenere il linguaggio di questo blog moderatamente pulito e il turpiloquio non è un buon modo per mantenere questa politica.
Mi spiace anche non scrivere nulla; non perché senta l'obbligo morale a scrivere qualcosa, ma perché scrivere qui mi serve come diversivo dal mio lavoro e distrarsi ogni tanto fa bene.
La mia maestra delle elementari ci diceva sempre che dovevamo pensare almeno dieci volte prima di aprire bocca e poi pensare almeno un'altra volta sull'utilità di quanto stiamo per dire; fortunatamente non ha mai parlato di "intelligenza" altrimenti potevamo starcene tutti zitti che, in fondo, credo fosse quello al quale puntava.
Complice anche la primavere la svogliatezza si estende sulla mia esistenza; ho poca voglia di fare.
Mah... comunque domenica pensavo di andare in quel di Castellarano, perciò se sono in forma metterò un resoconto di una gita fuori porta seria.
L'aspetto positivo della scampagnata in bicicletta di domenica è stato che ho avuto conferma della posizione del la Gallinella, mi è stato anche detto che si può andare a vedere i cumuli di sassi, per cui questa estate, quando sarò a casa, potrei attrezzarmi in modo adeguato e andare.
Questo inutile post va a fare compagni agli altri.
ah! 'petta che salviamo il post in zona Cesarini.
Domenica, di ritorno da quel di Pontegrosso, mi sono fermato, doverosamente, in libreria.
Ho comprato un libro, e questa non è una novità, del resto ne ho presi tre anche oggi usufruendo dei miei 27€ di sconto, e ho assistito a una scena che... lascerò a voi giudicare.
E' entrata una coppia, madre e figlio, quest'ultimo avrà avuto almeno trent'anni, il quale ha iniziato a curiosare nei libri e ho sentito la madre dirgli:
"guarda che hai detto due minuti che, ti ricordo, sono fatti da 120 secondi", dopo un poco gli dice: "hai fatto? hai finito?" e lui: "un attimo...".
Pareva che la signora avesse l'allergia ai libri di Edina Monsoon
martedì 12 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
Domenica in bici
Dopo essere andato in quel di Carpaneto stamane, avrebbe dovuto esserci un raduno di 500, che però pare esserci oggi pomeriggio, e aver incontrato un po' di parenti, compreso parenti dei quali non mi ricordavo assolutamente ma che mi ha fatto molto piacere vedere, ho deciso che nel pomeriggio avrei inforcato la bicicletta e sarei andato a Pietranera.
Per chi non è pratico di queste zone farò un riassunto brevissimo: Salso, il mio paesello, è adagiato in una conca, abbracciato dalle colline e le sue frazioni si sparpagliano sui bricchi e sulle strade di fondo valle. Pietranera è un ofiolite, di una certa importanza, che si trova là ove il comune di Salso confina con Pellegrino Parmense, Pietranera è nel comune di Pellegrino, e ci si arriva da un paese chiamato Grotta dal quale si inerpica una stradina che, lasciandosi alla destra la torre degli Aioni, un mastio diruto, arriva a Pietranera e prosegue sino a congiungersi con la statale che collega il mio paese con Bardi; questa è la strada meno in salita per arrivarci.
Per arrivare a Grotta bisogna però percorrere cinque chilometri, circa, in costante salita; anzi, ogni tanto la salita si entusiasma e aumenta la pendenza.
Così sono partito pieno di baldanza ma, più o meno all'altezza della Trattoria Predosa, dove per altro si mangia bene, ho capito che se avevo intenzione di continuare a vivere dovevo ridimensionare il mio obiettivo; mi sono accontentato di arrivare a Pontegrosso, all'incrocio con la strada che, inerpicandosi allegramente su una collina, conduce all'abitato di Grotta.

il Monte Kanate coronato di antenne. Si è sempre chiamato Kanate con la "k" sin dai tempi nei quali la "k" era una lettera esotica per nomi foresti e per materiali da fumetto

il greto del torrente Ghiara che, bello arzillo, prosegue verso Salsomaggiore dove riceverà il Citronia; qui è in località Contignaco

il baldo torrente Ghiara dal ponte di Pontegrosso, fotografato durante una indispensabile pausa ossigeno; mi sono sentito un po' carretta

il tarassaco che, nel dialetto locale, vengono affettuosamente chiamati "pitaciò"; credo che abbiano anche un altro nome colloquiale ma non è particolarmente lusinghiero e quindi lo ometterò

un bellissimo pino marittimo in località Pontegrosso; si trova davanti a quella che, una volta, era la trattoria di Pontegrosso


tra questi due colli sorgeva il castello della Gallinella. Agli inizi del XIX° secolo della fortezza resisteva solo il mastio che era attorniato da alcune abitazioni edificategli intorno. L'amministrazione comunale dell'epoca pensò bene di concedere una licenza di scavo per una cava di pietra e in pochi anni questa causò la rovina del castello e delle case attorno che rovinarono al suolo.
Oggi del castello rimangono il nome, un mucchio di sassi e rovi in loco, il nome del maniero e la fama della durezza dei suoi Signori (devo recuperare dove ho scovato questa notizia...). Secondo un mio libercolo un po' datato, la Soprintendeza, ne salvò uno sperone a memoria tangibile della presenza del maniero. Venne usato come luogo di tortura durante la congiura di Francesco e NIccolò ai danni degli zii Giacomo e Giovanni Pallavicino per convincere il capitano del marchese, un altro Pallavicino da quanto ho capito, a consegnare le carte del suo Signore ai nipoti assassini; "pelavicino" nomen omen

Uno dei viali alberati del mio paese
Per chi non è pratico di queste zone farò un riassunto brevissimo: Salso, il mio paesello, è adagiato in una conca, abbracciato dalle colline e le sue frazioni si sparpagliano sui bricchi e sulle strade di fondo valle. Pietranera è un ofiolite, di una certa importanza, che si trova là ove il comune di Salso confina con Pellegrino Parmense, Pietranera è nel comune di Pellegrino, e ci si arriva da un paese chiamato Grotta dal quale si inerpica una stradina che, lasciandosi alla destra la torre degli Aioni, un mastio diruto, arriva a Pietranera e prosegue sino a congiungersi con la statale che collega il mio paese con Bardi; questa è la strada meno in salita per arrivarci.
Per arrivare a Grotta bisogna però percorrere cinque chilometri, circa, in costante salita; anzi, ogni tanto la salita si entusiasma e aumenta la pendenza.
Così sono partito pieno di baldanza ma, più o meno all'altezza della Trattoria Predosa, dove per altro si mangia bene, ho capito che se avevo intenzione di continuare a vivere dovevo ridimensionare il mio obiettivo; mi sono accontentato di arrivare a Pontegrosso, all'incrocio con la strada che, inerpicandosi allegramente su una collina, conduce all'abitato di Grotta.
il Monte Kanate coronato di antenne. Si è sempre chiamato Kanate con la "k" sin dai tempi nei quali la "k" era una lettera esotica per nomi foresti e per materiali da fumetto
il greto del torrente Ghiara che, bello arzillo, prosegue verso Salsomaggiore dove riceverà il Citronia; qui è in località Contignaco
il baldo torrente Ghiara dal ponte di Pontegrosso, fotografato durante una indispensabile pausa ossigeno; mi sono sentito un po' carretta
il tarassaco che, nel dialetto locale, vengono affettuosamente chiamati "pitaciò"; credo che abbiano anche un altro nome colloquiale ma non è particolarmente lusinghiero e quindi lo ometterò
un bellissimo pino marittimo in località Pontegrosso; si trova davanti a quella che, una volta, era la trattoria di Pontegrosso
tra questi due colli sorgeva il castello della Gallinella. Agli inizi del XIX° secolo della fortezza resisteva solo il mastio che era attorniato da alcune abitazioni edificategli intorno. L'amministrazione comunale dell'epoca pensò bene di concedere una licenza di scavo per una cava di pietra e in pochi anni questa causò la rovina del castello e delle case attorno che rovinarono al suolo.
Oggi del castello rimangono il nome, un mucchio di sassi e rovi in loco, il nome del maniero e la fama della durezza dei suoi Signori (devo recuperare dove ho scovato questa notizia...). Secondo un mio libercolo un po' datato, la Soprintendeza, ne salvò uno sperone a memoria tangibile della presenza del maniero. Venne usato come luogo di tortura durante la congiura di Francesco e NIccolò ai danni degli zii Giacomo e Giovanni Pallavicino per convincere il capitano del marchese, un altro Pallavicino da quanto ho capito, a consegnare le carte del suo Signore ai nipoti assassini; "pelavicino" nomen omen
Uno dei viali alberati del mio paese
venerdì 8 aprile 2011
Previsioni
Oggi è il giorno otto aprile 2011 e fuori ci sono 32°; onestamente non so se arrivo vivo, quest'anno, alla fine dell'estate.
Come minimo mi squaglio prima da qualche parte.
Al momento sento i neuroni che fanno le valigie, si chiamano a raccolta, controllano il passaporto e sono pronti per partire, da soli ovviamente, verso qualche fredda meta vacanziera; credo che quest'anno se ne vadano in Groelandia e, come al solito, non manderanno neppure una cartolina.
Quest'anno, per altro, me ne resto qui nel borgo, col neurone che ha pescato la pagliuzza corta o al quale "tocca", non ho capito se il malcapitato viene estratto a sorte oppure se hanno organizzato dei turni, a prendere il sano caldo, umido e afoso, padano... e se inizia già al principio di aprile...
Lo so; tempo addietro ho anche detto che mi sarebbe piaciuto un po' di caldo, ma mi aspettavo un inizio tranquillo... quest'anno la Primavera non ha fatto neppure in tempo a mettere il naso fuori di casa che è stata travolta dall'Estate.
E' vero, il caldo in Giappone è peggiore, ma la vacanza nipponica è stata un corso di sopravvivenza e non è servita a temprarmi, anche perché ho questa abitudine a respirare e il caldo mi fa boccheggiare come un carasside sulla battigia; inoltre in Giappone tendevo a sdraiarmi sul condizionatore appena se ne presentava l'opportunità.
Ci tornerò nel sol levante; ma di certo non in agosto.
Tutto ciò per dire che potrei evaporare per le vie del paese e lasciare una macchia di resti secchi sul selciato.
Come minimo mi squaglio prima da qualche parte.
Al momento sento i neuroni che fanno le valigie, si chiamano a raccolta, controllano il passaporto e sono pronti per partire, da soli ovviamente, verso qualche fredda meta vacanziera; credo che quest'anno se ne vadano in Groelandia e, come al solito, non manderanno neppure una cartolina.
Quest'anno, per altro, me ne resto qui nel borgo, col neurone che ha pescato la pagliuzza corta o al quale "tocca", non ho capito se il malcapitato viene estratto a sorte oppure se hanno organizzato dei turni, a prendere il sano caldo, umido e afoso, padano... e se inizia già al principio di aprile...
Lo so; tempo addietro ho anche detto che mi sarebbe piaciuto un po' di caldo, ma mi aspettavo un inizio tranquillo... quest'anno la Primavera non ha fatto neppure in tempo a mettere il naso fuori di casa che è stata travolta dall'Estate.
E' vero, il caldo in Giappone è peggiore, ma la vacanza nipponica è stata un corso di sopravvivenza e non è servita a temprarmi, anche perché ho questa abitudine a respirare e il caldo mi fa boccheggiare come un carasside sulla battigia; inoltre in Giappone tendevo a sdraiarmi sul condizionatore appena se ne presentava l'opportunità.
Ci tornerò nel sol levante; ma di certo non in agosto.
Tutto ciò per dire che potrei evaporare per le vie del paese e lasciare una macchia di resti secchi sul selciato.
giovedì 7 aprile 2011
Mitiche origini
Non partirò da Nyx e dalle sue uova e neppure dalla Grande Starnazzante, ma diciamo che la prendo un po' alla larga, senza dilungarmi troppo, per arrivare al punto che voglio enunciare come conclusione del post.
Leda e Tindaro hanno avuto un po' di figli, complice anche Zeus che si intrometteva sovente tra i due coniugi e a lui sono ascrivibili almeno due figli della coppia, e hanno avuto: Castore, Polluce, o Polideuce, Elena, Clitennestra e Filonoe.
Quest'ultimo non se lo fila nessuno e perciò me ne dimentico anche io. Castore e Polluce sono gemelli, Elena e Clitennestra sono gemelle.
Di queste coppie gemellari uno dei due gemelli è figlio di Zeus, Polideuce e Elena, l'altro è figlio di Tindaro, Clitennestra e Castore.
Chiariamo, ché altrimenti non si capisce, che Polideuce e Castore sono i fratelli maggiori; poi finiranno a fare la costellazione dei Gemelli quando Castore tirerà il calzino e Polluce non riuscirà ad andare avanti senza di lui...
Clitennestra diventerà, a ragione, vagamente vendicativa, era meglio se Agamennone la lasciava stare Ifigenia invece di sacrificarla per un refolo di vento, mentre Elena, che era sin da bimba bellissima, avrà la tendenza sin da piccola a farsi rapire dai passanti.
Il primo rapimento avviene per mano di Teseo, quello che ha mollato Arianna come un piccione su un'isoletta sperduta come ringraziamento per averlo aiutato a venire a capo del Labirinto di Dedalo, e del suo compagno di bisboccia Piritoo. All'epoca dei fatti erano entrambi più che stagionati, ma Piritoo, se ricordo bene, era scapolo e quindi decisero che era tempo di maritarsi con la donna più bella del mondo.
Gli arzilli vecchietti arrivano a Sparta e rapiscono Elena, che all'epoca era una fantolino; i Dioscuri, Castore e Polluce, partono da Sparta, inseguono i rapitori e portano a casa Elena... da grande poi si farà rapire, per altri motivi, da Paride ma andiamo troppo oltre.
Avendole prese dai Dioscuri, Teseo e Piritoo sono rimasti senza donzella da maritare a quest'ultimo e perciò decidono di puntare a un'altra fanciulla a portata di mano: Persefone.
Manco aspettano che la figlia di Demetra si faccia la sua scorrazzata semestrale sulla terra e si recano negli inferi per rapirla al marito Ade (il quale l'aveva rapita, a sua volta, alla di lei madre Demetra). Il piano fallisce e con uno stratagemma Ade li fa sedere su due troni di pietra; rimangono incollati agli scranni sino a quando Eracle libera Teseo, che lascerà un pezzo di chiappa sull'infero scranno, mentre Piritoo è rimasto là perché Eracle non è riuscito a scrostarlo dalla sedia.
Questo dettaglio mi fa pensare a una cosa.
In genere negli altri paesi quando un parlamentare viene beccato a fare qualcosa di sbagliato, questo si dimette, in Giappone si umilia anche pubblicamente, qui da noi... nisba. Esiste un attaccamento morboso alla poltrona, così mi chiedo: ce le fornisce Ade gli scranni per il parlamento e ministeri vari? Il patto è che chiunque ci si sieda in cima finirà poi dritto agli inferi così come lo concepivano i greci? Se così fosse non sarebbe male, d'altronde nessuno di costoro avrebbe diritto ad accedere ai campi Elisi e quindi passerebbero l'eternità come ombre amorfe e incolori...
Leda e Tindaro hanno avuto un po' di figli, complice anche Zeus che si intrometteva sovente tra i due coniugi e a lui sono ascrivibili almeno due figli della coppia, e hanno avuto: Castore, Polluce, o Polideuce, Elena, Clitennestra e Filonoe.
Quest'ultimo non se lo fila nessuno e perciò me ne dimentico anche io. Castore e Polluce sono gemelli, Elena e Clitennestra sono gemelle.
Di queste coppie gemellari uno dei due gemelli è figlio di Zeus, Polideuce e Elena, l'altro è figlio di Tindaro, Clitennestra e Castore.
Chiariamo, ché altrimenti non si capisce, che Polideuce e Castore sono i fratelli maggiori; poi finiranno a fare la costellazione dei Gemelli quando Castore tirerà il calzino e Polluce non riuscirà ad andare avanti senza di lui...
Clitennestra diventerà, a ragione, vagamente vendicativa, era meglio se Agamennone la lasciava stare Ifigenia invece di sacrificarla per un refolo di vento, mentre Elena, che era sin da bimba bellissima, avrà la tendenza sin da piccola a farsi rapire dai passanti.
Il primo rapimento avviene per mano di Teseo, quello che ha mollato Arianna come un piccione su un'isoletta sperduta come ringraziamento per averlo aiutato a venire a capo del Labirinto di Dedalo, e del suo compagno di bisboccia Piritoo. All'epoca dei fatti erano entrambi più che stagionati, ma Piritoo, se ricordo bene, era scapolo e quindi decisero che era tempo di maritarsi con la donna più bella del mondo.
Gli arzilli vecchietti arrivano a Sparta e rapiscono Elena, che all'epoca era una fantolino; i Dioscuri, Castore e Polluce, partono da Sparta, inseguono i rapitori e portano a casa Elena... da grande poi si farà rapire, per altri motivi, da Paride ma andiamo troppo oltre.
Avendole prese dai Dioscuri, Teseo e Piritoo sono rimasti senza donzella da maritare a quest'ultimo e perciò decidono di puntare a un'altra fanciulla a portata di mano: Persefone.
Manco aspettano che la figlia di Demetra si faccia la sua scorrazzata semestrale sulla terra e si recano negli inferi per rapirla al marito Ade (il quale l'aveva rapita, a sua volta, alla di lei madre Demetra). Il piano fallisce e con uno stratagemma Ade li fa sedere su due troni di pietra; rimangono incollati agli scranni sino a quando Eracle libera Teseo, che lascerà un pezzo di chiappa sull'infero scranno, mentre Piritoo è rimasto là perché Eracle non è riuscito a scrostarlo dalla sedia.
Questo dettaglio mi fa pensare a una cosa.
In genere negli altri paesi quando un parlamentare viene beccato a fare qualcosa di sbagliato, questo si dimette, in Giappone si umilia anche pubblicamente, qui da noi... nisba. Esiste un attaccamento morboso alla poltrona, così mi chiedo: ce le fornisce Ade gli scranni per il parlamento e ministeri vari? Il patto è che chiunque ci si sieda in cima finirà poi dritto agli inferi così come lo concepivano i greci? Se così fosse non sarebbe male, d'altronde nessuno di costoro avrebbe diritto ad accedere ai campi Elisi e quindi passerebbero l'eternità come ombre amorfe e incolori...
mercoledì 6 aprile 2011
"Qui una volta...
...era tutta campagna"
Non si tratta di un post a tema: "luoghi comuni. Un elenco sragionato dei più usati", anche se dovrò iniziare a mettermi avanti coi lavori e a ripassarli per una eventuale conversazione.
Lavoro nell'edilizia, anche se da un punto di vista progettuale, quello che faccio io è disegnare edifici, o interventi, che andranno a sorgere su aree che una volta erano agricole; perciò il luogo comune ha un fondamento di verità.
Le città si allargano, vengono classificati nuovi lotti di terreno e quindi viene sottratto spazio all'ambiente rurale, alle coltivazioni.
Il punto è che la terra agricola è preziosa, e non solo quella agricola ma al momento mi limito con la campagna, un fabbricato lo possiamo abitare, ma non possiamo mangiarcelo, ha un apporto nutritivo pari a zero, e convertirla a zona edificabile è un vero spreco; vero è che le persone devono avere un tetto sulla capoccia, ma è anche vero che esistono in ogni città schiere di edifici vuoti, abbandonati e cadenti che nessuno abita o recupera... così si classificano nuove aree ex-agricole e si recupera pochino perché il recupero costa di più.
Tutto sommato siamo privi, e chissà se potremo fare in tempo a svilupparla, di una coscienza di specie; siamo assolutamente capaci di fare i nostri interessi, come individui, ma proprio non riusciamo a fare gli interessi della nostra specie.
Siamo opportunisti, e probabilmente la cosa andava bene e ci ha permesso di sopravvivere quando la terra era popolata da condomini sulle zampe, ma col progredire della civiltà questo opportunismo è divenuto un po' deleterio.
Siamo miopi e lo siamo sin dalle più piccole cose.
Perché, ad esempio, buttare per terra plastica, carta, sigarette e altro, quando il cestino è a un tiro di schioppo? O perché buttare l'immondizia nei fiumi, o in discariche abusive avendo un centro di smaltimento a cinque o sei chilometri da casa? Per non pagare quel niente che il comune ci chiede per smaltire un rifiuto speciale? Perché buttare via qualcosa quando è ancora nuova e potrebbe svolgere ancora per molto tempo la sua funzione?...e via discorrendo.
Siamo miopi e non c'è ottico che possa darci un paio di occhiali per correggere la miopia, anche perché pare che non siamo neppure in grado di imparare, come specie, dai nostri sbagli; ci prenderemo il nostro bel meteorite, o quel che sarà, e finiremo come oggetto di studio da parte degli scarafaggi quando, insieme con Cher, domineranno la Terra.
Non si tratta di un post a tema: "luoghi comuni. Un elenco sragionato dei più usati", anche se dovrò iniziare a mettermi avanti coi lavori e a ripassarli per una eventuale conversazione.
Lavoro nell'edilizia, anche se da un punto di vista progettuale, quello che faccio io è disegnare edifici, o interventi, che andranno a sorgere su aree che una volta erano agricole; perciò il luogo comune ha un fondamento di verità.
Le città si allargano, vengono classificati nuovi lotti di terreno e quindi viene sottratto spazio all'ambiente rurale, alle coltivazioni.
Il punto è che la terra agricola è preziosa, e non solo quella agricola ma al momento mi limito con la campagna, un fabbricato lo possiamo abitare, ma non possiamo mangiarcelo, ha un apporto nutritivo pari a zero, e convertirla a zona edificabile è un vero spreco; vero è che le persone devono avere un tetto sulla capoccia, ma è anche vero che esistono in ogni città schiere di edifici vuoti, abbandonati e cadenti che nessuno abita o recupera... così si classificano nuove aree ex-agricole e si recupera pochino perché il recupero costa di più.
Tutto sommato siamo privi, e chissà se potremo fare in tempo a svilupparla, di una coscienza di specie; siamo assolutamente capaci di fare i nostri interessi, come individui, ma proprio non riusciamo a fare gli interessi della nostra specie.
Siamo opportunisti, e probabilmente la cosa andava bene e ci ha permesso di sopravvivere quando la terra era popolata da condomini sulle zampe, ma col progredire della civiltà questo opportunismo è divenuto un po' deleterio.
Siamo miopi e lo siamo sin dalle più piccole cose.
Perché, ad esempio, buttare per terra plastica, carta, sigarette e altro, quando il cestino è a un tiro di schioppo? O perché buttare l'immondizia nei fiumi, o in discariche abusive avendo un centro di smaltimento a cinque o sei chilometri da casa? Per non pagare quel niente che il comune ci chiede per smaltire un rifiuto speciale? Perché buttare via qualcosa quando è ancora nuova e potrebbe svolgere ancora per molto tempo la sua funzione?...e via discorrendo.
Siamo miopi e non c'è ottico che possa darci un paio di occhiali per correggere la miopia, anche perché pare che non siamo neppure in grado di imparare, come specie, dai nostri sbagli; ci prenderemo il nostro bel meteorite, o quel che sarà, e finiremo come oggetto di studio da parte degli scarafaggi quando, insieme con Cher, domineranno la Terra.
martedì 5 aprile 2011
"Director's cut"
Non mi riferisco alla centoventinovesima versione di un qualche film di successo al quale, giusto per vendere la nuova versione in altissima definizione, roba da poterci fare anche colazione coi protagonisti, e al modico costo di un paio di organi singoli, sono stati aggiunti cinque inutili minuti di girato.
Mi riferisco al "nuovo" album di Kate Bush.
Guardate che è un argomento nuovo, sinora non vi ho mai frantumato gli zebedei, miei manzoniani lettori, con la Sig.ra del Kent... eppure avrei potuto; ah! se avrei potuto..
Il suo primo pezzo ch'io abbia mai sentito fu "The sensual world", era il 1989 e ne rimasi assolutamente stregato; ne vidi il video che mi ricordò, per alcuni versi, alcune scene di Kagemusha.
Da allora mi diedi da fare per recuperare quanto da lei inciso e non fu una gran fatica dato che la produzione della Nostra ammonta a ben 8 LP; una produzione minima ma, a mio avviso di gran qualità.
Dopo "the red shoes", del 1993, ho un vivido ricordo di me stesso in corriera mentre mi reco a scuola con il walkman e questo album nelle orecchie, ho atteso l'avvento di un suo nuovo lavoro come una epifania.
Nel 2005 esce "aerial" ed è stata una teofania in grande stile; l'ho ascoltato e riascoltato, e lo riascolto tutt'ora molto volentieri, illudendomi che, chissà, Kate avrebbe potuto incidere un altro album prima del Secondo Avvento.
"Director's cut" non è esattamente un nuovo lavoro, ma un riarrangiamento di brani presenti in "the red shoes" e "the sensual world", almeno a quanto ho letto sinora in giro per la rete, ma ho anche letto, e la fonte è autorevole, che Kate Bush sta addirittura lavorando a del nuovo materiale. Con questa uscita viene inaugurata la sua casa di produzione, è tornata finalmente in possesso completo dei diritti dei suoi brani, e quindi credo che sia giusto festeggiare l'evento con una nuova uscita.
Certo che se il nuovo album esce nel 2012 sarà il segno definitivo; ci deve essere una scritta Maya da qualche parte che indica l'uscita di un album di Kate Bush per il 2012 come l'inequivocabile segno della fine del mondo :asd:
Il primo singolo della nuova edizione dei vecchi successi, che entrerà quanto prima tra i miei averi, è "deeper understanding", dall'album "the sensual world", e trasmesso in anteprima ieri dalla Radio BBC2 (sia lode alla BBC che sei anni fa trasmisero in anteprima anche "king of the moutain").
Adesso vi incollo la prima versione, quella dell'album originale con le Bulgarka ai cori:
"Deeper Understanding"
... e l'edizione rieditata:
"Deeper Understanding"
...la resistenza è inutile: sarete rieditati!...però a me questa versione piace! E perdonatemi l'uso eccessivo di puntini di sospensione; sarà l'età :asd:
Mi riferisco al "nuovo" album di Kate Bush.
Guardate che è un argomento nuovo, sinora non vi ho mai frantumato gli zebedei, miei manzoniani lettori, con la Sig.ra del Kent... eppure avrei potuto; ah! se avrei potuto..
Il suo primo pezzo ch'io abbia mai sentito fu "The sensual world", era il 1989 e ne rimasi assolutamente stregato; ne vidi il video che mi ricordò, per alcuni versi, alcune scene di Kagemusha.
Da allora mi diedi da fare per recuperare quanto da lei inciso e non fu una gran fatica dato che la produzione della Nostra ammonta a ben 8 LP; una produzione minima ma, a mio avviso di gran qualità.
Dopo "the red shoes", del 1993, ho un vivido ricordo di me stesso in corriera mentre mi reco a scuola con il walkman e questo album nelle orecchie, ho atteso l'avvento di un suo nuovo lavoro come una epifania.
Nel 2005 esce "aerial" ed è stata una teofania in grande stile; l'ho ascoltato e riascoltato, e lo riascolto tutt'ora molto volentieri, illudendomi che, chissà, Kate avrebbe potuto incidere un altro album prima del Secondo Avvento.
"Director's cut" non è esattamente un nuovo lavoro, ma un riarrangiamento di brani presenti in "the red shoes" e "the sensual world", almeno a quanto ho letto sinora in giro per la rete, ma ho anche letto, e la fonte è autorevole, che Kate Bush sta addirittura lavorando a del nuovo materiale. Con questa uscita viene inaugurata la sua casa di produzione, è tornata finalmente in possesso completo dei diritti dei suoi brani, e quindi credo che sia giusto festeggiare l'evento con una nuova uscita.
Certo che se il nuovo album esce nel 2012 sarà il segno definitivo; ci deve essere una scritta Maya da qualche parte che indica l'uscita di un album di Kate Bush per il 2012 come l'inequivocabile segno della fine del mondo :asd:
Il primo singolo della nuova edizione dei vecchi successi, che entrerà quanto prima tra i miei averi, è "deeper understanding", dall'album "the sensual world", e trasmesso in anteprima ieri dalla Radio BBC2 (sia lode alla BBC che sei anni fa trasmisero in anteprima anche "king of the moutain").
Adesso vi incollo la prima versione, quella dell'album originale con le Bulgarka ai cori:
"Deeper Understanding"
... e l'edizione rieditata:
"Deeper Understanding"
...la resistenza è inutile: sarete rieditati!...però a me questa versione piace! E perdonatemi l'uso eccessivo di puntini di sospensione; sarà l'età :asd:
venerdì 1 aprile 2011
Raccolta differenziata
Non sapevo che per fare la raccolta differenziata fosse necessaria una conoscenza approfondita della meccanica quantistica, non disgiunta dalla padronanza della lingua Be'ena'a.
Carta
...e che ci mettiamo nella carta?
Il polistirolo? NO
involucri di plastica? NO
mettiamo la carta dentro un bel sacchetto di plastica, legato stretto stretto, e poi lo buttiamo nella carta? NO
il cartone del latte in tetrapak e le confezioni di biscotti con quel bell'interno argentato? NO
Solo ed esclusivamente della CARTA. Niente gomma, plastica, o materiali composti come il tetrapak, le confezioni dei biscotti, carta plastificata etcc...
Plastica, vetro e barattolame
Qui dentro ci vanno i contenitori di plastica come le bottiglie dell'acqua, dei detersivi, imballo di plastica. Ci buttiamo dentro anche l'alluminio e il vetro.
...e il polistirolo? Non è plastica e non va nella plastica.
La carta la buttiamo nella carta; NON nella plastica.
Il tetrapak e i materiali compositi NON vanno nella plastica.
indifferenziato
Ci buttiamo il polistirolo, i materiali compositi, il tetrapak e tutto quello che non va negli altri contenitori.
Nel dubbio è meglio buttare i rifiuti nell'indifferenziato che lanciare la roba a caso.
I comuni distribuiscono anche delle guide a cosa buttare e dove, per cui non pare difficile, eppure, ogni volta che vado a buttare il rudo, trovo sempre le cose sbagliate nei vari contenitori.
Plastica nella carta e carta nella plastica, polistirolo sia nella carta che nella plastica, gomma un po' ovunque e via discorrendo... mah...
Nel frattempo, dopo aver passato una vita a legare i sacchi dell'immondizia perché nessuno in condominio si prendeva la briga di farlo e di sostituire il sacco, ora passo la mia esistenza a controllare la raccolta differenziata e a disassemblare il rudo altrui.
Carta
...e che ci mettiamo nella carta?
Il polistirolo? NO
involucri di plastica? NO
mettiamo la carta dentro un bel sacchetto di plastica, legato stretto stretto, e poi lo buttiamo nella carta? NO
il cartone del latte in tetrapak e le confezioni di biscotti con quel bell'interno argentato? NO
Solo ed esclusivamente della CARTA. Niente gomma, plastica, o materiali composti come il tetrapak, le confezioni dei biscotti, carta plastificata etcc...
Plastica, vetro e barattolame
Qui dentro ci vanno i contenitori di plastica come le bottiglie dell'acqua, dei detersivi, imballo di plastica. Ci buttiamo dentro anche l'alluminio e il vetro.
...e il polistirolo? Non è plastica e non va nella plastica.
La carta la buttiamo nella carta; NON nella plastica.
Il tetrapak e i materiali compositi NON vanno nella plastica.
indifferenziato
Ci buttiamo il polistirolo, i materiali compositi, il tetrapak e tutto quello che non va negli altri contenitori.
Nel dubbio è meglio buttare i rifiuti nell'indifferenziato che lanciare la roba a caso.
I comuni distribuiscono anche delle guide a cosa buttare e dove, per cui non pare difficile, eppure, ogni volta che vado a buttare il rudo, trovo sempre le cose sbagliate nei vari contenitori.
Plastica nella carta e carta nella plastica, polistirolo sia nella carta che nella plastica, gomma un po' ovunque e via discorrendo... mah...
Nel frattempo, dopo aver passato una vita a legare i sacchi dell'immondizia perché nessuno in condominio si prendeva la briga di farlo e di sostituire il sacco, ora passo la mia esistenza a controllare la raccolta differenziata e a disassemblare il rudo altrui.
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