venerdì 9 ottobre 2009

Ieri Sera

Ieri ho avuto a casa mio nipote, non sta bene e resterà a casa da scuola sino a lunedì approfittando anche del ponte per le feste patronali di Borgo, così ho messo su il dvd di "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban", non ostante io abbia provato a spacciargli film un po' più datati ma buoni come "Willow" o "piramide di paura"; il patto era che l'avremmo visto in inglese e senza sottotitoli.

Mio nipote ha storto un po' il naso ma si è adeguato sino a quando non è arrivata l'Augusta Genitrice: "ma è in inglese?"

io: si...

Augusta Genitrice: ma non si capisce nulla; non c'è in italiano?

Nipote: SI

Augusta Genitrice: allora mettilo in italiano...

io: ma così fa (indicando mio nipote) un po' di esercizio

Augusta Genitrice: ma io non capisco nulla e voglio vederlo anche io, quindi mettilo in italiano...

Vinto dalla superiorità numerica ho messo il film in italiano e sono rimasto a guardarlo con loro; se non altro per far fare esercizio a mio nipote gli ho dato due libri di Harry Potter, il quarto e il quinto, in inglese da leggere...e mi ha anche chiesto "il Signore degli Anelli" in francese :)

Questo mi ricordo che volevo prendere la "Reine Margot"...vabbè...

Mentre ho preso i libri da dare a mio nipote ho notato la mancanza del primo libro della saga, per cui gli ho chiesto di guardare a casa sua e lui mi ha detto che me lo aveva già portato indietro:

io: ma qui non c'è e li tengo tutti qui

Nipote: io te l'ho dato

io: ma...aspetta! ho la sensazione di averlo prestato...ci guarderesti comunque a casa?

Alla fine della fola il libro l'ho effettivamente prestato, ne ho avuto conferma tramite sms da un'altra fonte, anche se non so con sicurezza a chi; necessito di memoria aggiuntiva, la mia deve essere da tempo scaduta.

Ignoro quanto sia grammaticalmente corretto questo post, perché mi sono accorto di aver lasciato a casa, stamane, l'Italiano; non so perché non sia venuto, non abbiamo neppure litigato ieri...forse è solo rimasto a letto

mercoledì 7 ottobre 2009

Rilievo e gita appena fuori porta

Stamane sono andato a fare un rilievo a Tabiano e dopo essermi inerpicato su per i bricchi per fare delle foto, ho pensato che sarebbe stato carino spendere qualche minuto per andare a fare anche il turista.

Sono andato dalla Chiesa di Tabiano Castello, chiesa neoromantica che non ho mai visto all'interno, per vedere gli orari di apertura; stando alle mie informazioni la Chiesa risale al 1907 e gli interni non sono nulla di che, ma dato che non sono mai entrato preferisco visitarla e sincerarmene.

Indi ho proseguito sino a Contignaco per fotografare le porzioni di affreschi d'epoca, probabilmente del XIV° o XV° valutando ad occhio, che sono stati scoperti durante i restauri degli anni '50, nel corso dei quali si è pulito la chiesa dalle invadenze barocche e la si è riportata ai suoi medioevali splendori (scelta discutibile ma che ci permette oggi di vedere quanto sia bella la pieve senza gli artifizi barocchi), e che non ho mai avuto tempo né di gustare né di fotografare.

Molto probabilmente questa domenica andrò a visitare Montechiarugolo e la chiesa della Collegiata in loco, che spero sia aperta, erano stati entrambi danneggiati nel terremoto di Natale dell'anno scorso, perciò metterò altre foto.

Per ora metto le foto degli affreschi...non andate su picasa perchè stavolta sono tutte qua.


p.s.: non so cosa sia successo con le scritte, ma cliccando sulle immagini queste si allargano

martedì 6 ottobre 2009

Pensare le gite fuori porta

Sinora sono sempre andato un po' a sentimento, per cui sono sempre partito sapendo, più o meno, cosa trovare o cosa cercare e, in itinere, sono sempre inciampato in edifici, pitture e altro, a me ignote e dei quali non sapevo nulla.

Ultimamente però ho quasi esaurito il mio bagaglio di conoscenze e perciò ho deciso di applicare un metodo alle mie escursioni appoggiandomi alla divisione del territorio in amministrazioni comunali.

Questa domenica andrò a Montechiarugolo, sempre che il maniero e la chiesa siano visitabili dopo i danni del terremoto del Natale scorso, attendo che mi mandino una mail al riguardo; se dovesse esserci chiuso dedicherò la giornata a stilare una mappa con le cose da vedere, quelle già viste, da rivedere, comune per comune.

Torno a fare le mie robette solite...

lunedì 5 ottobre 2009

Gita fuori porta

Bobbio vista dal ponte Gobbo
l'annunciazione nel duomo
porzione di mosaico nell'abbazia di S.Colombano
il borgo fotificato di Travo
il castello di Montechiaro


Anche stamane alle sette mi sono svegliato e sono partito alla volta di Bobbio.
Non è esattamente dietro caso, in quanto si trova a pochissima strada dalla Liguria nelle propaggini più esterne della provincia di Piacenza, per cui, grazie anche al traffico veicolare di Fidenza, mi ci è voluto poco più di un un'ora.
A Bobbio c'è l'abbazia di San Colombano, o Colum Cill, come preferite, che fondò l'abbazia nel VII° secolo e che per tutto il medioevo fu centro culturale importantissimo, con una vasta biblioteca, nella quale sono conservati 25 dei 150 manoscritti più antichi originariamente posseduti.
L'Abbazia di San Colombano, che è stato il motore della vita cittadina non ché del monachesimo medioevale, ha determinato la nascita della sede vescovile di Bobbio che, col tempo, è divenuta parte integrante della diocesi di Piacenza.
L'Abbazia è da un punto di vista decorativo molto omogenea, pare che l'impianto delle decorazioni risalga al '500, molte pitture di maniera, e il barocco è intervenuto solo in alcuni parti, transetto e parte absidale, per cui la chiesa si presenta molto pulita e con le decorazioni a grottesca intatte sulle colonne.
Nella cripta, sulla destra appena scesi dalle scale, è conservato un magnifico mosaico, che ahimè non sono riuscito ad illuminare non ostante abbia versato oboli ovunque e pigiato un po' tutti gli interruttori, del XII° secolo nel quale sono rappresentati la lotta del bene contro il male e una teoria di mesi.
Ai lati della tomba di San Colombano vi sono altre due tombe, una coi resti di S.Attala e l'altra coi resti di S.Bertulfo; queste ultime due sepolture sono notevoli per le decorazioni in pietra e gli affreschi del '300 o '400; di certo le decorazioni litiche sono antecedenti il mille di qualche secolo.
A Bobbio vi è anche un castello, costruito dai Malatesta, conquistato dai Visconti e poi assegnato in feudo ai Dal Verme, che è costituito da un ingresso, in origine con ponte levatoio, un mastio quadrangolare e una torretta laterale; il castello, così come il parco intorno ad esso, sono visitabili ma drammaticamente chiusi il lunedì.
Il duomo del paese, con a fianco la sede vescovile ampiamente rimaneggiata ma che all'interno contiene una formella del ponte gobbo, del quale parlerò più avanti, ha un massiccio impianto decorativo che a me, in virtù dei colori eccessivamente brillanti, è parso neogotico; l'apparato decorativo è massiccio e, come per l'abbazia, vi sono interventi barocchi nel transetto e nella cupola centrale.
Il vero tesoro, a mio avviso, del duomo è una preziosissima cappella laterale, a destra dell'altare maggiore, con affreschi del '400, sono leggibili alcune influenze del gotico internazionale ma anche anticipazioni del rinascimento, in buona parte conservati che raffigurano una annunciazione, nella zona meglio conservata, e quello che poteva essere una processione nelle zone più degradate.
Nella cupola si vede un Cristo in mandorla, e quindi pantocratore, e nella volta a ombrello permangono alcune figure di angeli musicanti.
Nelle altre chiese che ho visitato non ho visto altre emergenze di rilievo.
Il famoso ponte gobbo nasce su resti celto-liguri ai quali si sono sovrapposte strutture romane, alto medioevali, rinascimentali e via dicendo; il Trebbia ogni tanto se ne portava via un pezzo, tramite erosione o piene, per cui di recente l'amministrazione comunale si è ingegnata per proteggerlo dalle acque con una serie di argini a monte; viene detto "gobbo" a causa della sua irregolarità ed è annoverato tra i ponti costruiti da diavolo, stando, almeno, alle leggende medioevali.
La seconda tappa del viaggio è stato il borgo fortificato di Travo.
Fu edificato e appartenne da sempre agli Anguissola, il castello non è ovviamente visitabile ma ospita locali museali a di altra pubblica utilità, oltre ad abitazioni private. Essendo un borgo fortificato è difficile parlare di "castello" in modo proprio, ma sono riconoscibili due torri, una quadrata e una circolare, quindi successiva, e un loggiato a bifore e archi acuti che ingentiliscono il profilo fortificato.
La chiesa, dedicata a S.Antonino, risale al XI° secolo, ma gli interni non conservano nulla di medioevale, sono per lo più cinquecenteschi, molto sobri e con colori tenui; una bella chiesa insomma.
Mi ha colpito il padiglione in stoffa, forse del '600 o di poco posteriore per lo stile rappresentativo, che è posto come copertura alla moderna fonte battesimale.
Sulla via del rientro mi sono fermato a fare due foto, dall'esterno, al Castello di Montechiaro, fortezza fu eretta dai Malatesta, venne distrutto e ricostruito, passò agli Anguissola e come tutti manieri fu soggetto a varie dominazioni e rifacimenti; purtroppo dalla strada non si vede nulla di ché, si legge l'ingresso e il mastio, forse duecentesco, principale.
La nota positiva è che il maniero è stato oggetto di un ottimo, almeno sembra, restauro, pare abitato e ben conservato, quindi scamperà, contrariamente a molti alti castelli che ho visto nelle mie peregrinazioni, a un lento degrado.
Su picasa ci sono più foto...ed ora vado in produzione un'oretta; da domani torno ai miei soliti orari per cui la prossima gita fuori porta dovrà attendere domenica.

domenica 4 ottobre 2009

Gita fuori porta

Paderna - mostra dei frutti antichi
mostra dei frutti antichi con le campane della chiesa sullo sfondo
Montanaro - cortile interno
particolare di un putto d'angolo in una stanza
Fontanabroccola - la cripta con la fonte prodigiosa

Chi ha pensato ch'io stamane abbia dormito? Ebbene, se così è, vi siete sbagliati.
Alle ore 8 e qualcosa (i "qualcosa" non me li ricordo) sono andato in quel di Paderna per vedere l'annuale mostra sui frutti antichi che il FAI, in collaborazione con la proprietà del castello, organizza in questo periodo.
L mostra è ospitata negli ampi cortili del maniero ed è stata una bella esperienza; la mostra ripropone piante e frutti che ora non vengono quasi più coltivati, e vengono venduti vari prodotti realizzati con questi frutti, oltre alle piante medesime e a pezzi di sartoria varia, tra cui anche il tabarro...e presto ne prenderò uno.
Già mi vedo intabarrato a girare per le caligini padane :)
Una volta esaurita la mostra, dato che la visita era compresa nel prezzo, siamo andati a vedere il palazzo di Montanaro, un agglomerato di case a 500metri da Paderna.
Il palazzo è stato ampiamente modificato nel corso dei secoli, pare che in principio fosse una costruzione fortificata, forse solo una torre di rifugio per il contado, poi sono state aggiunte torri laterali, il cortile interno è stato ingentilito e poi il settecento ha seminato un po' di stucchi e affreschi in giro.
E' rimasto in attività per tutto l'800, poi è stato abbandonato, il giardino antistante e retrostante convertito in campi agricoli per uso capione, depredato di arredi, stucchi e porzioni di stemmi nobiliari in metallo.
Di recente è stato acquistato e il proprietario ha deciso, con l'aiuto del FAI, di aprirlo al pubblico previo un generoso restauro; in occasione di questa edizione della mostra era possibile vederlo in anteprima, così come è ora, quindi privo di ogni restauro, ed io ho fatto un po' di foto.
Il palazzo merita una visita e una volta che sarà aperto varrà la pena di accoppiare la visita al Castello di Paderna con il Palazzo di Montanaro.
La mattinata è finita a Fontanabroccola.
Fontanabroccola è l'antico nome di S.Nicomede che cambiò nome nel IX° secolo quando le ossa del Santo, quivi trasportate, resero la fonte miracolosa. Nei pressi sorse un monastero, un ospedale, nel senso medioevale del termine, e molti mulini; di tutto ciò sopravvive solo la Chiesa e uno dei mulini. Il vescovo Vibodo nel IX° secolo portò le spoglie del Santo a Parma nella Cattedrale per preservarle dalle scorribande degli ungari, ma questo non privò dei suoi poteri la fonte della Chiesa che si diceva essere efficacissima, per l'intercessione del Santo, per i mali di testa.
La piccola S.Nicomede fu il centro di diffusione del culto del Santo nel nord Italia.
Ageltrude, figlia del "manzoniano" Adelchi e moglie di Guido II di Spoleto, nonché madre di Lamberto, e quindi imperatrice, si ritirò a Fontanabroccola per passare gli ultimi suoi anni nel conforto della religione; fu lei che insieme al figlio promosse quello che fu noto come "il sinodo del cadavere".
La parte superiore della Chiesa è notevole all'esterno e terribilmente neogotica, di un neogotico semplice e scarno, all'interno; la parte più bella è la cripta originale del IX° secolo che ospita colonne romane, recuperate da vicine vestigia romane perdute da tempo immemore, colonne longobarda e la fonte prodigiosa.
Probabilmente, ma non si sa poiché non si sono fatte indagini, i resti mortali dell'Imperatrice Ageltrude riposano da qualche parte in questa cripta che sono riuscito oggi a vedere dopo numerosi tentativi, effettuati nel tempo, di trovare aperta la chiesa.
Come sempre su picasa ci sono più foto.

venerdì 2 ottobre 2009

Gita molto fuori porta

Trento - Castello del Buoncosiglio
Bastet dentro al castello
Reperto in mostra; sorprendete i significati "moderni" leggibili in questa scelta d'esposizione
(peccato che la foto sia un po' così...ma i mezzi sono quelli che sono)
La piazza del Duomo con la fontana

Non si è trattato della solita carraia presa da Cinzia che da casa mi ha portato a Trento, ma stamane alle cinque mi sono alzato, dopo l'esecuzione del "Concerto per Sveglie in Do minore", e dopo una rapida sosta al pozzo per prelevare la Yurei colà di casa , siamo partiti alla volta della città tridentina per vedere la mostra "Egitto mai visto".
La mostra, tra l'altro scoperta grazie a un Cerchio di sabbie, è molto bella; ricca di mummie, in senso letterale del termine, e reperti, legati alle usanze funerarie degli egiziani, davvero di pregio.
C'era molta gente, per lo più scolaresche, tutto sommato, stranamente, neppure fastidiose e comitive di pensionati austriaci, tedeschi e qualche sparuto italiano i quali ci hanno accompagnato per la visita sia della mostra che del Castello del Buonconsiglio.
Dato che per solo un euro miserrimo in più si poteva anche visitare Torre Acquila, antica porta cittadina, abbiamo pagato l'obolo e iniziato la visita alla torre in compagnia di una comitiva asutriaca, nella quale per un attimo mi è parso di vedere J senza Regina, la somiglianza era impressionante; poi mi sono accorto che era decisamente più giovane, parlava austriaco e Regina non era nei paraggi insieme al Principino.
All'interno della torre è possibile vedere un ciclo di affreschi del '300, dipinti secondo il gusto gotico fiorito, o internazionale, molto belli e significativi; di qua dal Po' in Pianura Padana gli esempi sono scarni se non inesistenti, e di una mole paragonabile, addirittura completo e con colori e una nitidezza impressionanti...forse qualcosa del Pisanello, ma mi par di ricordare solo porzioni e mai qualcosa di così vasto.
La gita è poi proseguita nella città della quale, oltre a vari palazzi e vie, e il bar ove abbiamo fatto colazione, pareva che un incantesimo ci portasse sempre da quelle parti... un po' il contrario di quello che mi accade a Montecchio per intenderci :asd:, nel Duomo.
La piazza del Duomo è molto bella, oltre alla chiesa vi è un palazzo, probabilmente del '400, chiamato Castelletto e una fontana con un Nettuno, mi ha ricordato un po' la statua del Gianbologna che adorna la piazza di Bologna antistante S.Petronio, di chiara origine barocca.
Il Duomo non è stato invaso dal barocco per cui è un insieme eterogeneo, affascinante e armonioso, di stili di epoche diverse che testimoniano la vetustà del tempio; per un euro e mezzo si visita anche il "museo diocesano", ospitato in parte della cripta, con annesso cimitero; è possibile vedere porzioni della chiesa pre-esistente, pregevoli resti musivi e sarcofagi scolpiti altomedioevali; su una parete del Duomo c'è anche un affresco con chiare influenze bizantine...trovo Bisanzio ovunque; non mi resta che andarci :)
L'ultima chiesa visitata è stata S.Stefano, tempio neogotico molto bello all'esterno, ma deludente all'interno; di pregio ha l'illuminazione fornita da recenti vetrate coloratissime che, con la luce giusta, danno alla Chiesa un po' di fascino...tutto sommato potevamo anche non vederla, ma era di strada e pareva brutto saltarla.
Abbiamo pranzato in una birreria locale; ho preso un fenomenale risotto al Teroldego...buonissimo e privo di carne ;)
La giornata si è conclusa con un piatto di maki in quel di Parma prima di raggiungere Salsomaggiore...è anche tempo che vi ammorbi con la storia del mio paese e con la mia convinzione, di certo non scientifica ma nata da suggestioni irrazionali, che i romani avessero ragione riguardo al "genius loci".
Trento è una città meravigliosa! Ne consiglio caldamente la visita; le montagne sono bellissime, la città accogliente e la gente molto cordiale.
Adesso guarderò anche cosa ha da offrire Bolzano; ho sempre subito il fascino dei monti.

Inutile dire che su picasa ci sono più foto...

giovedì 1 ottobre 2009

ieri sera

Sono stato a casa di una amica a Parma, abita in un appartamento in una casa del centro storico dell'oltretorrente; ha una terrazza, sul tetto della casa, dalla quale si vedono i tetti della città e ieri, con la luna luminosissima e nessuna nuvola in cielo, sembrava di essere stati catapultati in una dimensione irreale, contigua alla nostra, ma separata dai raggi lunari.

Siamo rimasti alcuni minuti a contemplare le luci cittadine e a indovinare i campanili e le cupole che, illuminati, svettavano tra i tetti e le antenne.

Ho mangiato e bevuto troppo, ma non guidavo io e quindi ho potuto eccedere un po' più; è stata un'ottima serata della quale avevo bisogno :)