mercoledì 23 maggio 2018

Quel periodo dell'anno

Siamo giunti in quel periodo dell'anno nel quale la trekkitudine esige di essere esplicata attraverso un rito di socialità collettiva, ovvero; vado all'attuale incarnazione della Sticcon.
Per qualche giorno diverrò irraggiungibile! Basta sanatorie, questioni statiche, normative, casistiche edilizie e compagnia cantante; mi occuperò di squisita trekkità.
La trekkezza aiuta a vivere meglio, ti pone nella condizione di risolvere le difficoltà della vita appoggiandoti a soluzioni, che riecheggiano precise posizioni filosofiche, inscenate dai vari equipaggi delle serie televisive.
Si cambia anche modo di affrontare la vita... non mi hanno pagato per scrivere una apologia di Star Trek, è che senza questa serie televisiva, nelle sue incarnazioni varie, non sarei la persona che sono.
Il tempo mi ha reso moderatamente contento di quel che sono diventato e a posteriori devo riconoscere un debito significativo nei confronti di Star Trek.
Rimango una brutta persona per molti versi, anche perché talune situazioni richiedono risposte secche, scorbutiche, umorali et simili per essere gestite, ma ho imparato a riconoscere i miei limiti, a cercare di fare errori sempre nuovi, nei limiti circoscritti della mia memoria, a mettermi nei panni altrui per vedere le cose non solo dal mio punto di vista e tutto questo lo ritengo un grande risultato... ovviamente faccio quel che posso, come tutti, e quindi non sempre riesco a vedere tuto ciò; talune volte riesco meglio di altre, ma anche questo è parte del capire che abbiamo dei limiti, li avremo sempre e migliorare vuol dire cercare limiti nuovi che non si conoscono.
La trekkezza permane una condizione felice.

domenica 29 aprile 2018

Conquiste

Alla domenica, oltre a deprimere e a diventare una lagna, faccio un giro per il paesello.
Lavorando in città ho poco tempo per girare per il paesello e la domenica è la giornata ideale per fare due passi.
La passeggiata domenicale, il più delle volte, diventa un pellegrinaggio per le librerie del paese ed è rarissimo ch'io ne esca indenne; spesso minimo un libro mi segue a casa.
Approfittando della feste del patrono oggi ho girato per il paese ma, contrariamente a quanto avviene di norma, son tornano senza libri; intendo rifarmi domani se trovo una libreria, ben precisa, aperta.
Probabilmente soffro di una forma lieve di tsundoku, ma la mia è una forma di risparmio; non avrò una pensione, o comunque sarà talmente risibile da permettermi giusto, forse, di campare, per cui devo prendere ora, in via preventiva, libri che non potrò permettermi di comprare in futuro.

lunedì 23 aprile 2018

i piatti

Secondo Epitteto le cose sulle quali abbiamo il controllo sono pochissime, talmente poche che si possono ridurre a una; noi stessi.
Sogni, reazioni, giudizi, pensieri, morale etcc... ma non la salute; su quella il nostro controllo è ridotto.
Noi, però, abbiamo bisogno di sapere che ci sono cose sulle quali possiamo esercitare un controllo pressoché totale, ecco che bisogna trovare qualcosa con queste caratteristiche; le pulizie e fare i piatti rientrano in questa categoria.
Ovviamente le pulizie vanno catalogate nella voce "inutile lotta contro l'entropia", già le stoviglie hanno più possibilità, dato l'uso sovente, di non cadere vittima dell'entropia.
Fare i piatti, riordinare, in genere fare le faccende domestiche a me piace, persino stirare, non con il caldo ovvio, questo perché nel mentre faccio ordine mi pare di riordinare anche la mia esistenza, darle un qualche tipo di senso, più o meno illusorio, ma spesso l'illusione basta.
Un sacco di gente se la racconta, sta bene e fa danni in giro; io al massimo avrò la casa in ordine per pochissimo tempo.
La battaglia con la polvere e il disordine è persa in partenza, tutti i sistemi tendono al massimo caos possibile, ne sono perfettamente consapevole ma so, contrariamente a molte altre cose che sfuggono al mio controllo, che contro polvere e caos posso ottenere una temporanea ed effimera vittoria.

domenica 15 aprile 2018

how do you feel?

A differenza di un noto vulcaniano, la domanda mi è più che comprensibile; è la risposta che non è mai semplice da dare.
Intanto è domenica e, cari manzoniani lettori, sapete che, tendenzialmente, sono più lagna del solito, dato un diffuso umore medio-basso; in più le consuete incertezze non aiutano, perché camminare sulle uova non è mai cosa semplice o che aiuta ad essere di buon umore.
Tutto sommato, però, oggi non va malissimo; stamane ho persin recuperato mezzo ripiano nella libreria... non è molto, ma bisogna rallegrarsi anche di piccole cose.
Come sempre si funziona a seconda di come si muove il vento e si fa come si può.

sabato 7 aprile 2018

Decompressione

Tendenzialmente passo dal lavoro che, come è nella sua natura, è fonte di stress, all'ambiente casalingo il quale, anch'esso per sua natura, è fronte di stress.
Il lavoro mi serve per decomprimermi dall'ambiente casalingo e quest'ultimo per decomprimermi dal primo; è evidente che così facendo, in ogni caso, sono esposto a fonti di stress vario... ma sempre di stress trattasi.
Come si fa?
Siamo animali sociali e vivere in branco, per quanto abbia degli indubbi vantaggi, ci procura stress; del resto la socialità ci mantiene in salute, l'importante è ritagliarsi degli spazi solo nostri.
Quando posso o non ne posso più, vado a fare un giro; la meta, in realtà, non importa... a meno che io non sia particolarmente provato e allora ho bisogno di inerpicarmi su per una pietra.
Non sempre posso spingermi sino a Bismantova e allora ripiego su Pietra Nera, a Pellegrino Parmense; un bellissimo ofiolite a poca distanza da casa.
Se sono fortunato sulla pietra non c'è nessuno, di preferenza vado al mattino per questo motivo, e posso godermi un po' di solitudine in santa pace; mi serve per allinearmi o rimettermi a fuoco.
E' da un po' che ne abbisogno ed è tempo di andare.

martedì 3 aprile 2018

Prenderla bene

Si; la sto prendendo molto bene... davvero.
Innanzi tutto sono pronto a maltrattare con maggiore energia e in modo più incisivo chi se lo merita, ma pure chi passa di lì se lo riterrò opportuno.
Il mio oroscopo continua a dirmi che "oggi" non mi andrà bene nulla e basterà poco per farmi innervosire; dato che è così la maggior parte delle volte, non vedo cosa osti dal farlo diventare il mio motto...
Sto esagerando; è un programma troppo ambizioso e richiede una costanza che non ho... non posso ringhiare più di così, è obiettivamente troppo impegnativo e impiego già molto tempo ad essere inaffrontabile, ma di sicuro non mancherò di rimarcare taluni fatti evidenti e incotrovertibili.
Tra le cose che ho ripreso a fare, visto che pare giovi anche fisicamente all'umore, c'è la lettura in corriera; d'altronde ho circa un'ora di trasporto al ritorno e posso leggere un sacco di libri.
Oggi ho iniziato la lettura del 25 aprile e poi ne comincerò altre; ultimamente ho letto un po' meno e questa tendenza va invertita o la media nazionale ne risentirà.

lunedì 2 aprile 2018

Perché?

Incorriamo tutti, o almeno spero, in cose che non siamo tenuti a fare, ma che facciamo egualmente per un qualche senso del dovere; nel mio caso ho l'impressione, sicuramente infondata dato che non ho mai sottoposto la cosa ad uno studio statistico, che capiti con una frequenza imbarazzante.
Lavoro a parte, ove non c'è scelta e si svolgono comunque mansioni che non piacciano (vale anche per coloro che fanno il lavoro della vita, che hanno scelto e che svolgono con passione), mi capita spesso di non volere fare qualcosa, non sono obbligato a farla, ma sarebbe carino che lo facessi e quindi mi metto all'opera per svolgere una mansione che la mia coscienza trova "carina".
La mia Coscienza è una fanciulla molto ingombrante, difficile da gestire e che crea rimorsi poderosi; sia dopo aver combinato qualche disastro, sia prima quando penso di non fare.
Sicuramente è una qualche forma di masochismo, non saprei come altro chiamarlo, che, per fortuna, si è un po' attenuato col tempo, soprattutto grazie a "scazzo alla risposta", il fantastico software che si installa alla soglia dei quaranta.
Cado anche facilmente preda della pietà, per cui capita ch'io non riesca dire di no perché provo pietà per individui, o situazioni, che non meritano questa mia disposizione di spirito e che, quasi sicuramente, se ne approfitteranno.
E' simpatico ritrovarsi dopo i quaranta a cercare di correggere meccanismi che si sono evoluti con te, perché ci vorrà tempo e non è neppure detto che la correzione sia possibile.
Guardandomi indietro, grazie a un possente meccanismo di rimozione, è virtualmente persa la memoria di quanto mi è accaduto dalla nascita sino alle superiori, tranne rari, singoli episodi del cui ricordo, comunque, farei volentieri a meno, non potrei neppure dire quando certi meccanismi singolari hanno iniziato a manifestarsi.
Per la prossima vita mi bastano due cose essenziali, non necessariamente insieme:
1) voglio fare il gatto domestico con umani di servizio
2) qualora non avessi abbastanza px (punti esperienza) per il punto 1, voglio un manuale d'uso con il "troubleshooting" bello in evidenza.