venerdì 29 aprile 2011

Finalmente!

Si sono sposati, che si sappia. Lui ha detto "si" anche lei ha detto "si"; oh! sono proprio contento per due motivi:
1)perché insieme sono proprio carini e fanno una bella coppia;
2)perché così, finalmente, i media la smetteranno di prendermi a picconate gli zebedei con questa storia.
Non ne potevo più; hanno iniziato un mese prima con la storia di questo matrimonio, ne hanno analizzato ogni virgola, dal comportamento dei genitori di lei, alla scelta degli abiti, alle lamentele delle Ferguson, e poi il peana degli invitati. Sono convinto che tra le carrettate di libri e fictions, qualcuno abbia fatto anche una analisi semiologica, filologica e, perché no, abbia buttato lì anche una motivazione derivata direttamente dalla meccanica quantistica.
Ho visto pochi minuti di telegiornale e ho fatto in tempo a vedere anche l'abito della sposa, un bell'abito semplice nelle linee e privo di effetto meringa; colore avorio, a meno che non fosse bianco candido e l'avorio l'abbia mostrato il mio tubo catodico reduce dalle guerre puniche, con uno strascico più corto di quello del Papa.
Il giornalista si è premurato di renderci partecipi del fatto che:
- Elton John era presente con la "moglie"... certo, a meno che suo marito non si fosse agghindato come una damina del '700 è difficile prenderlo per una donzella, ma pazienza;
- ha precisato che la chiesa nella quale si sono sposati è stata usata anche per funerali della madre dello sposo. Del resto è una chiesa e di norma questi edifici sono usati per battesimi, matrimoni, funerali e funzioni liturgiche assortite; se l'avessero usata per il sei nazioni sarebbe stato decisamente più inusuale...
- ci ha detto che tutti hanno previsto per la coppia una vita lunga e felice, in contrasto, ci ha proprio tenuto a precisarlo, con la tradizione di famiglia...
Non so se stesse o meno gufando, ma Will se fossi in te una grattatina ai gioielli di famiglia me la darei; così... in via scaramantica.
Auguro loro una vita di coppia il più possibile normale e un lungo matrimonio e sono sicuro che questo è possibile solo se non dovranno sguinzagliare per la casa nugoli di cani addestrati a sbranare macchine fotografiche; ce la facciamo a lasciarli un po' in pace sti due poveretti?
Il guaio è che dopo il matrimonio inizierà la caccia ad ogni piccolo, insignificante, rigonfiamento della pancia di lei. Chiariamo: è un essere umano, soggetto a variazioni di peso e anche se attendesse un fantolino, potrebbe avere una maternità più serena senza dover scappare dal paparazzo che compare nel pudding o nel bagno di casa.
Luga vita e prosperità... e priva di paparazzi pettegoli e ficcanaso.

Errata corrige: l'abito era proprio immacolato, si vede che il tubo catodico del mio televisore, che ha trasmesso i discorsi di Annibale e di Scipione, ormai non ne può più :asd:

giovedì 28 aprile 2011

San Vitale

L'anno scorso ho dato poche notizie sul nostro Santo Patrono da Esarcato e quindi quest'anno mi dilungherò.
Innanzi tutto direi che merita la narrazione del ritrovamento delle notizie relative a Vitale.
Nel IV° secolo Sant'Ambrogio, che non era ancora Santo ed era impegnato in un braccio di ferro con il potere temporale incarnato da Teodosio, scopre le tombe dei Santi Gervasio e Protasio i quali accanto a loro avevano un opuscolo, diciamo così, scritto da un certo Filippo che si proclama "servus Christi", nel quale viene narrata la vita dei due Santi e dei loro Santi genitori.
I Santi Gervasio e Protasio sono figli dei Santi Vitale e Valeria; vengono festeggiati tutti insieme e quindi è un "prendi uno e ne festeggi quattro", perché, d'altronde, non è bello separare le famiglie.
Vitale era un soldato romano che accompagnò, facendogli forza, Ursicino, medico ligure, condannato alla decollazione in quanto cristiano, verso il martirio ordinato dal giudice Paolino.
Paolino poi impone un po' di tortura anche a Vitale, ma visto che il soldato non abiura lo fa seppellire; ovviamente vivo, o comunque ancora in vita.
Vitale e Ursicino sono martirizzati a Ravenna, ma Vitale è originario di Milano come la moglie Valeria.
Immediatamente sulla sua tomba iniziano ad avvenire prodigi. La moglie Valeria si reca a Ravenna per potersi riprendere i resti di suo marito, ma i cristiani del luogo glielo impediscono perché non volevano perdere i miracoli che Vitale stava operando e così Valeria se ne torna verso casa; sulla via per Milano incontra un gruppo di pagani, che dovevano avere un "più 10 al livello del mostro come ultimi della loro specie", che la invitano a sacrificare con loro; Valeria rifiuta, viene presa a bastonate, portata a Milano, non si sa da chi, vi morirà dopo tre giorni.
Il racconto è ritenuto un po' sospetto, comunque sia Vitale godrà di venerazione precoce; considerato che Vitale dovrebbe essere stato martirizzato nel III°sec e la chiesa a lui dedicata a Ravenna è del VI°, è chiaro che, confusione o meno, fu un Santo amato sin da subito.
Per l'anno prossimo, in occasione del Santo Patrono, vedrò di inventarmi qualcosa d'altro.

mercoledì 27 aprile 2011

Le ferie son finite

Come per tutti del resto.
Sono rientrato ieri alle mie solite faccende; esecutivi, disegni di edifici vari e via discorrendo.
L'aspetto positivo di questa settimana è che sarà breve e perciò dovrei riuscire ad arrivarci in fondo senza trasformarmi in una lagna insopportabile e inascoltabile.
Questo sabato mattina non lavoro e quindi sto valutando cosa fare di me; potrei restarmene a letto un po' più, anche se dormendo con le finestre aperte non è possibile dormire più delle 6:30, oppure potrei andare a fare un giro in bici in quel di Fidenza, o tornare a Pietranera e inerpicarmici da un altro lato.
Nel frattempo ho anche terminato una nuova lettura e prima di prendere in mano un altro libro, pensavo di ultimare i libri di Guareschi; sono arrivato in fondo alle avventure del Mondo Piccolo.
Ieri sono stato "allietato" dall'esecuzione, per cinque volte consecutive, di un quanto mai anonimo brano pop che, salendo dalla strada, si è insinuato dentro ai nostri velux; il brano era così memorabile che neppure la reiterazione è bastata a farmelo entrare in testa :asd:
Ho anche visto una cosa che mi ha fatto sentire vecchio più o meno come un deinonychus. Camminavo bel bello, si fa per dire, verso casa quando davanti a me vedo una coppia con passeggino; una coppia giovanissima con lui che camminava a gambe quasi divaricate per tenere su i pantaloni e non ho potuto fare a meno di pensare a quanto cretino potesse essere in una scala da uno a dieci... quando mi sono accorto che aveva anche una cintura ho optato per un dieci.
Fra poco inizierò e enumerare i miei acciacchi e a criticare l'operato degli operai nei cantieri edili; dovrò iniziare a fare una lista dei luoghi comuni da utilizzare quando la memoria mi abbandona :asd:

lunedì 25 aprile 2011

In bicicletta



Queste due qui sopra le ho fatte oggi mentre me ne andavo in bicicletta tra Salsomaggiore e Ponte Ghiara; la pista ciclabile è stata ripristinata, il collegamento è stato rifatto con un po' di ghiaia fine, dopo che, qualche tempo fa, il torrente Ghiara se ne era portato via un pezzo.
So che non sembra, ma c'era moltissima gente in giro per la pista che la percorreva a piedi, in bicicletta e, ahimè, anche col motorino; ovviamente il fatto che si chiami "pista ciclabile" che riporti un divieto di circolazione ai mezzi a motore, è assolutamente una indicazione e quindi i motorini ci passano comunque... e poi ci lamentiamo delle grandi cose, ma se nelle piccole ognuno fa quel che gli pare fregandosene degli altri e ovvio che anche le grandi non possano andare bene.

Questa l'ho fatta questo inverno durante un rilievo in una casa qui vicino al mio paese... non sono sicuro di averle messe queste foto; se ne stavano da un po' nel telefono.

Pietranera (Pellegrino P.me)






Stamane avrei voluto andare in visita alla Pietra di Bismantova, diciamo che ho voglia di tornarci, ma non mi andava di fare tutta la strada sino a Castelnovo ne' Monti e così ho optato per una pietra vicino a casa, comoda da raggiungere e sulla vetta della quale non ero mai salito.
Si chiama PIetranera e si trova nel comune di Pellegrino Parmense, confina con il mio comune, e dista forse una decina di chilometri da casa mia; ci si arriva, una delle due strade, passando da Grotta. A bordo della strada vi sono alcuni, rarissimi, spazi dove si può parcheggiare la macchina e poi inerpicarsi a piedi sino in cima.
Per arrivare in vetta ci vuole circa un'ora, la salita è un po' più facile dell'inerpicata che si deve fare per raggiungere il castello Pallavicino di Varano Marchesi e più impegnativa del sentiero più battuto che sale sulla Pietra di Bismantova.
E' una bellissima passeggiata che regala un panorama stupendo.