lunedì 28 febbraio 2011

Piattola

Sarà colpa del ritorno della Malefica Scheda, sarà la successione di giornate uggiose che ultimamente si verificano da queste parti, sarà, anche, il lunedì che non aiuta, ma stamane mi sento "piattola".
Con "piattola" intendo quella meravigliosa disposizione di spirito che l'italiano rende bene con il termine "svogliato".
Non ho alcuna voglia di fare, meno faccio e meno farei; non ho neppure voglia di leggere, mi butterei a letto, appallottolandomi nelle coperte e mi dimenticherei lì sino, almeno, a mercoledì.
Il meteo non contribuisce; Giove Pluvio non si è deciso e nel dubbio se mandarci la pioggia o la neve, invia entrambe per cui il cielo plumbeo è assolutamente uniforme.
Da uno a dieci quanto è inutile questo post? Facciamo undici?
Dopo questa illuminante considerazione tornerò a modificare la Malefica... stamane ho anche freddo.

venerdì 25 febbraio 2011

Edgarda Ferri

Tempo fa ho vissuto un momento di gravissima crisi.
Soffro, tra le altre cose, di una forma di dipendenza dagli scritti di Maria Bellonci; potrei gridare al capolavoro persino se pubblicassero le sue note della spesa o la rubrica telefonica. Ho letto tutto quello che di suo sono riuscito a trovare a un prezzo abbordabile; so che esiste una raccolta omnia, in due volumi, edita da i Meridiani, ma il costo di un rene a volume me ne ha impedito l'acquisto.
Di reni, in fondo ne ho due e anche se di uno posso privarmene, non posso fare a meno di entrambi.
Così un giorno, privo di altri volumi della Bellonci da leggere, mi aggiravo in libreria in cerca di metadone; stavo cercando un'autrice che scrivesse bei saggi storici, magari in veste di romanzo e possibilmente con lo stile della Bellonci... cercavo insomma un clone.
Mi cade l'occhio su "La grancontessa", il celebre libro della Ferri su Matilde di Canossa, Matilde figura tra i miei personaggi storici preferiti, e così l'ho preso, l'ho letto e ho capito di aver trovato il mio "metadone".
Edgarda Ferri non scrive come la Bellonci, è completamente diversa; ha uno stile asciutto, pulito, a volte persino secco, ma che scorre fluido e che delinea benissimo i personaggi dei quali parla.
Dopo "La grancontessa" ho iniziato a comprare, e a leggere, altri suoi libri; sceglie spesso personaggi storici che, per un verso o per l'altro, mi incuriosiscono.
Sono proprio contento di averla scoperta!
Oggi, mentre rientravo a casa, mi sono imbattuto in suo libro; la biografia della madre di Napoleone. L'ho trovato in una libreria nella quale tengono libri usati; la copertina è un po' sbiadita, le pagine odorano già un po' di polvere, e questo è ovviamente un pregio, e l'ho pagato pochissimo.
Se va avanti così dovrò ampliare i "granai" :)

Ah! Nel clone della Bellonci mi ci sono imbattuto una volta; unico volume, piccolo, su una Gonzaga del quale non ricordo il nome. L'autrice usa del materiale della Bellonci, non la cita, ne scopiazza lo stile e il risultato è un volumetto non brutto ma dimenticabilissimo...

giovedì 24 febbraio 2011

Pensione

Stamane, venendo a lavorare, ho incontrato una ragazza...bhè... avrà, credo, quindici anni più di me e quindi non so quanto la definizione sia appropriata, ma va bene uguale, che è da poco andata in pensione. Ha avuto l'opportunità di andarci e l'ha fatto.
Questa notizia mi ha fatto pensare alla mia pensione e non so se mettermi a ridere o a piangere; fosse per me lavorerei sino all'ultimo, anche perché il lavoro nobilita e sono fermamente convinto di questo, è anche vero, però, che uno i contributi li paga per qualcosa e, nel mio caso, li pago per potermi ritirare un giorno in lettura e spendere il mio tempo andando in visita da qualche parte...
Una pensione tranquilla insomma; poi ho pensato alle reali possibilità e mi sono venute in mentre tre opzioni:

1) quando finalmente avrò 35 anni di contributi, l'INPS mi scriverà una bella lettera che riporta l'immagine di un tizio, a caso, che se la ride di gusto e una scritta "si arrangi" a fondo pagina.

2) potrò, a stento, avere una pensione minima con la quale tirerò a campare e ringraziando me stesso per avere preso in gioventù tanti libri in modo da non privarmi del piacere della lettura; anche se, probabilmente, potrò leggere solo avvalendomi della luce solare.
D'altronde la Yourcenar lo diceva che costruire biblioteche è come costruire granai in previsione della carestia.

3) l'età pensionabile sarà estesa, in modo variabile, sino alla dipartita del contribuente con una tassa, a carico degli eredi, qualora quest'ultimo abbia avuto la pessima idea di tirare il calzino prima dei 40/50 anni di contributi.
Visto che c'è già una tassa di sopravvivenza, perché non estenderla in modo creativo.

Questa della tassa di sopravvivenza non la sapevo, poi i miei mi hanno spiegato quanto segue: quando mio nonno morì i suoi figli presero un forno sia per mio nonno che per mia nonna. Mia nonna campò ancora tre o quattro anni dopo la dipartita di mio nonno e, onestamente, a ma avrebbe fatto piacere se fosse rimasta almeno sino al secondo avvento, ma lo Stato ha pensato che fosse davvero di cattivo gusto da parte di mia nonna campare così tanto e così i suoi figli dovettero pagare una tassa per quei tre o quattro anni che mia nonna non usò il forno.

mercoledì 23 febbraio 2011

Ronf

Non sto inaugurando una serie di post all'insegna dell'onomatopea, ma a volte non c'è nulla come questa figura retorica per esprimere, concisamente, un concetto.
Stamane mi sono addormentato.
Ieri sera ho provato ad andare a letto prima, ma come al solito ho spento la luce all'una; non so come io riesca sempre a fare tardi, ma ormai è divenuta routine.
Sono anche convinto di aver messo la sveglia, per cui, durante la notte, devo averla staccata; sono anzi sicuro che la sveglia abbia suonato come tutte le mattina e che io l'abbia staccata subito perché stavo sognando di lavorare e quindi era inutile farla suonare.
Morale della favola, non sono andato a letto prima, ma ho dormito un'ora in più.

Finalmente è sicuro: quest'anno niente migrazione dell'oca dalla fascia bianca.
Miss Italia la faranno altrove, dove non so, ma neppure me ne importa qualcosa.
Da quel poco che ho letto il nostro sindaco incontrerà RAI e Miren per chiudere i conti; chissà se si decideranno a pagare tutto quello che hanno lasciato da pagare per il paese, di sicuro vorranno da noi altri soldi... inutili sanguisughe.

martedì 22 febbraio 2011

Prove tecniche...

... di bizantinizzazione.
Lo so, è già il secondo post a tema Bisanzio e, giurin giuretto, posso anche giurare sulla testa dei figli di qualcuno a caso ché ci sono abituati e ormai uno più uno meno che differenza potrà mai fare :asd:, mi impegnerò a non parlarne più per un po'...davvero; portate pazienza solo per questa volta.
Sto elaborando la mia prossima creatura e dato che, molto probabilmente sarà anche l'unica di quest'anno, è ormai da un anno che non disegno a mano, necessito di un po' di esercizio e perciò sto disegnando degli schizzi preparatori dei singoli elementi che comporranno la creatura.
Al momento ne ho elaborati un paio partendo da oggetti, o animali, reali; dovrebbero mancarmene almeno altri tre e poi ho il soggetto principale.
Dato che avevo il pc acceso, perché ho disegnato un argiope (trattasi di un ragno), ho provato a inserire la mia faccia al posto di quella di Giustiniano; al principio mi sono limitato a rifare il fondo oro, prendendolo dalla Theotokos di Santa Sofia, perché è più luminoso, poi ho inserito anche la corona e quando ho piazzato l'aureola ho capito di avere un serio problema :asd:.
Il risultato finale non è neppure male, anche se non lascerà mai, almeno spero, il mio HD, perciò ho deciso di riprovare disegnando la mia facciotta in stile in modo che si conformi al contorno.
Con questo passaggio direi di aver applicato il fondo d'oro al tunnel e il tutto ben si accompagna con le orecchie a punta e la versione vedek del sottoscritto; magari potrei bizantineggiarmi con le orecchie da vulcan :asd:

lunedì 21 febbraio 2011

Burp...

Recentemente sono tornato il ristorante greco di Parma, "Kelari", e sono proprio contento di esservi andato; ovviamente ho mangiato un po' troppo.
L'ho provato, alcuni anni fa, per la prima volta con Regina ed è stata un'ottima esperienza sin dal principio. Un po' alla volta, a turno, ci sono tornato, nel tempo, con tutte le persone che conosco; in alcuni casi la compagnia lasciava a desiderare, ma la cucina non è mai venuta meno.
Il locale è molto bello, piccolo e forse un po' troppo caldo, il personale è sempre molto gentile e cortese. Il non mangiare carne mi obbliga a evitare almeno metà del menù, ma mangiando pesce ho a disposizione tutta l'altra parte, anche se confesso che potrei vivere di dolmades e di tzatziki con buona pace della mia vista sociale.
Considerando che detesto l'aglio e i cetrioli non rientrano nella categoria "verdure delle quali non potrei fare a meno", è un mistero come possa apprezzare così tanto lo tzatziki.
La cena è iniziata con misto di antipasti, annaffiati da tzatziki e pita; già con questo mi sentivo sufficientemente pieno, ma ho preso anche degli spiedini di pesce spada e, pur sentendomi prossimo all'esplosione, non ho potuto rinunciare a una cosa leggera come l'halvas.
Ovviamente ho ultimato il pasto con del buon caffé greco.
Per avviarmi al bancone ho dovuto rotolare fuori dalla sedia.
Questa volta ho innaffiato la cena con della retsina che non avevo mai assaggiato.
I peperoni ripieni di feta mi hanno tenuto compagnia lungo il tragitto verso la macchina, ma l'acqua tonica della staffa mi ha aiutato a evitare di fare sogni impegnativi; d'altronde che cena è senza cloridrato di chinino.

Ieri ho elaborato uno degli elementi decorativi della mia creatura e così finalmente posso dire che è "in corso di realizzo", dato che non se ne resta più in iperurania ma inizia a concretizzarsi.
Devo fare, però, un po' di esercizio prima di disegnarla compiutamente su carta perché, in fondo, il mio talento è modesto e la mano è ferma da almeno un paio d'anni e quindi temo di essere un po' arrugginito.

venerdì 18 febbraio 2011

Bizantinite

Non diciamolo troppo forte, ma ho in cantiere una "creatura"; ci sono buone probabilità che quest'anno io riesca a dipingere qualcosa.
L'idea c'è, ho elaborato, ma solo nella mia mente, buona parte degli elementi e dovrei fare alcuni schizzi per controllarne le proporzioni, forme e dettagli.
Ho anche in mente la composizione generale e devo solo leggere alcune cose per decidere gli ultimi componenti; è un affare un po' più serio del lancio di Jeeg insomma.
Idealmente mi piacciono le cose minimal, con linee pulite e definite, ampi spazi possibilmente in bicromia, con accurate scelte luminose; se mai un giorno dovessi riuscire a costruire casa mia, immaginatevi leggendo questa frase grasse risate di fondo, coi "mattoni" e non coi Lego, sarebbe qualcosa di molto lineare e semplice.
L'idea però è comodamente parcheggiata in iperurania e la realtà è che ho delle tendenze, neppure troppo velate, un poco barocche che unite all'entropia ridurrebbero lo spazio minimale a un assembramento caotico.
Questa digressione per dire che anche le mie creature risentono di questa disposizione, per cui a volte partono con pochi elementi ai quali vengono aggiunti, in corso d'opera, nuove figure; lo spazio non viene mai saturato e ciò che è aggiunto ha sempre una sua ragione per stare in quel posto preciso, ma di certo sono rarissime le mie creature che possano definirsi "minimaliste"... d'altronde essendo cresciuto all'ombra delle Terme Berzieri è già tanto che non metta cornucopie ed elefanti dorati e addobbati ad agghindare l'auto.
Come ben sapete sono affetto da bizantinite in forma cronica e acuta; trattasi di una rara malattia che induce il paziente a una ossessione per tutto quello inerente l'Impero Romano d'Oriente. La malattia non ha esisti fatali, ma non esiste cura.
Durante l'elaborazione di quest'ultima creatura mi sono accorto che, forse merito anche dell'età, la bizantinite ha influenzato anche il mio modo di comporre; già avevo una certa tendenza all'icona, che negli anni ho cercato di contrastare, adesso la staticità è volutamente ricercata. In aggiunta ho persin valutato di ricorrere, per il fondo, a della foglia d'oro; che probabilmente rimpiazzerò o con dell'economico giallo, oppure con della vernice dorata.
Avevo anche pensato a un elemento centrale e a riquadri laterali incorniciati da cornici innegabilmente non-sobrie, ma la pecunia scarseggia e quindi dovrò limitarmi; molto dipende da Madonna Ispirazione, posso sempre iniziarla quest'anno e finirla con comodo a rate.
Al momento e nella mia mente l'insieme funziona benissimo, la creatura pare essere una commistione di bizantino e déco; considerando la sobrietà generale del risultato finale, sempre che rispecchi quello che ho pensato, e che dovrebbe finire a casa di amici spero di conservare la loro l'amicizia e di non buttarla sotto una comoda laccatura dorata.
Certo che se vado avanti così il prossimo passo sarà il tentare una commistione barocca in un trionfo di putti, cornucopie e bucrani, tra il bizantino e la più lussureggiante arte hindi.