venerdì 31 dicembre 2010

Nuova tecnica

Stamane, dopo almeno un anno di assenza, sono stato visitato dall'Ispirazione che, tra un aneddoto e l'altro della sua lunga vacanza, mi ha lasciato con un'idea non male da disegnare.
Dato che la Creatura si compone di più parti ho iniziato a disegnare la prima parte, con risultati decenti, e poi ho iniziato ad acquerellare per scoprire, con mio grande disappunto, che l'acquerello non è più la mia tecnica; troppo approssimativo, largo, privo di dettagli, proprio la sua immediatezza, che è il suo pregio, è divenuto un limite troppo stretto e quindi dovrò cambiare tecnica.
Il problema principale è che l'acquerello è anche una tecnica economica sotto molti punti di vista, inoltre non ha tempi biblici di asciugatura; non ho neppure mai imparato ad usare l'olio, d'altronde ho fatto la sezione di Architettura all'Istituto d'Arte e non Decorazione (per altro il mio talento è anche modesto per quel che riguarda il disegno) e l'idea di dovermi privare di qualche organo per imparare una tecnica nuova mi deprime.
Potrei provare a usare photoshop; avevo fatto qualche esperimento, con risultati incoraggianti che non hanno più avuto seguito, provando a usare il programma per colorare alcuni miei disegni.
Ci devo pensare...
Nel frattempo vi auguro un buon inizio d'anno :)
"calling the twelve Gods" - Daemonia Nymphe

giovedì 30 dicembre 2010

Piacenza

Mi sono recato molte volte a Piacenza e continuerò ad andarvi perché la città riserva molte sorprese. Innanzi tutto il Palazzo Farnese, incompiuto e che presenta resti della vecchia rocca Viscontea, ospita un bellissimo museo nel quale è possibile ammirare, oltre a un bellissimo ciclo di affreschi su Santa Caterina di Alessandria (santa inventata probabilmente sulla vicenda di Ipazia) di una chiesa piacentina che ora non c'è più, un tondo del Botticelli meraviglioso e il celeberrimo fegato bronzeo di Piacenza, strumento etrusco per la divinazione. Le innumerevoli chiese di Piacenza; il bellissimo duomo nella cui cripta, oltre a una serie eterogenea, come era costume, di capitelli lapidei, si può ammirare una fonte battesimale ricoperta da un fregio ligneo quattrocentesco; la commistione di stili di Sant'Antonino, romanico, barocco, neogotico, affreschi quattrocenteschi...; San Savino con i suoi bellissimo mosaici altomedioevali, che ricordano quelli della cripta della chiesa di Bobbio, per altro bellissima anch'essa, presenti sia in cripta che nella chiesa, i suoi intricati capitelli e un Cristo ligneo trionfante sulla morte; e poi ogni volta entro in una qualche chiesa "nuova" che non avevo mai visto prima, a volte semplici e disadorne, altre volte ricoperte di stucchi e stupori barocchi.
Al momento credo di aver visto solo una decina di chiese, ma ce ne sono molte di più da vedere e non ho ancora visto alcuni musei e alcuni palazzi cittadini mancano all'appello; aspettatevi altre foto di Piacenza poiché la città è ricca ed è vicina e quando non ho voglia di fare troppa strada mi basta spingermi sino alla Primogenita


Duomo



San Savino



Sant'Antonino


martedì 28 dicembre 2010

S.Faustino (Rubiera)





A pochi chilometri da Rubiera, affidandosi a una buona dose di buon senso e sull'unica vaga indicazione, si trova la Pieve Romanica di S.Faustino. La facciata è un rifacimento ottocentesco, la pianta deve aver subito alcune variazioni significative nel tempo, ma la parte absidale è rimasta quella originaria; all'interno pare, poiché ovviamente era chiusa, vi sia un pregevole affresco di impostazione bizantina... dovrò tornare per vederlo coi miei occhi.

Rubiera





Il paese non vanta un vasto patrimonio artistico, vi sono però alcune peculiarità; un antico palazzo, i resti della chiesa, tra le più antiche del reggiano, inglobati nei negozi della via, e molti indizi di un passato turrito. Esiste anche un forte, per la maggior parte inglobato nelle abitazioni, probabilmente otto/settecentesco. La vista occupa poco tempo, ma se siete in via Emilia in direzione Modena, il paese merita una breve sosta.
Vi sono molti palazzi déco.

Correggio




VI sono giunto tardi e perciò non ho potuto visitare a modo il paese natale di Antonio Allegri, ma mi ha fatto una buona impressione; merita un passaggio ulteriore, magari più avanti nel tempo,ho visto molte chiese oggetto di restauro, poiché vi sono state molte cose che non ho potuto vedere

venerdì 24 dicembre 2010

Cena della Vigilia

Nella maggior parte delle case Natale, oltre che regali, messa, caos, ansia da festività e torme di parenti, vuol dire anche "maratona gastrica". Il campo di battaglia è la tavola e il caduto è lo stomaco; le ostilità si aprono la sera della vigilia con un cenone a base di pesce e una straordinaria capacità di interpretare, a proprio uso e consumo, l'espressione "cenare di magro".
A casa mia tutto ciò non avviene; da sempre, sin dai miei nonni, le condizioni economiche ci hanno obbligato a una versione molto parca sia della cena della vigilia che del pranzo di Natale; ora che economicamente stiamo meglio, perché in paragone alla vita che facevano i miei nonni stiamo decisamente meglio, ci pare brutto interrompere la tradizione.
C'è da dire, anche, che abbiamo tutti una sorta di allergia alla sedia, per cui dopo mezz'ora passata a tavola la sedia diventa intollerabile.
Mia nonna paterna per la cena della vigilia preparava i tortelli di zucca coi funghi e il tonno con la cipolla... cruda. Questa sera abbiamo cenato a base di zucca; tortelli e tortino di zucca... si, due portate. Per la zucca si è andati alla ricerca di un tipo peculiare di zucca che in dialetto piacentino è chiamato "bartein" (le "e" va chiusa ed è simile, come pronuncia, al "en" francese); è bassa, larga e tonda.
In casa di mia madre la cena della vigilia consisteva di penne al sugo e "pés s-ciupen" (in città, a Parma, a questi pesciolini viene attribuito un nome di dubbie qualità morali, oppure li si associa alla nota scuola peripatetica con riferimento al significato di uso comune, e non filosofico, del termine; vah che perifrasi :asd:).
Per il pranzo di Natale di domani, che durerà un po' più, forse ben un'ora, cucineremo i cappelletti, rigorosamente in brodo (il nostro ripieno è privo, da sempre, di carne) e del bollito, che io eviterò, e svariati dolci... sarò economico ma le feste di Natale rimano, comunque, malissimo con dieta.
Stasera andrò alla messa di mezzanotte; non ho cambiato atteggiamento o idea nei confronti della curia e della religione, ma in trenta e dispari anni non sono mai andato a una messa di mezzanotte e, evidentemente, l'età mi ha reso più sentimentale..
Ora vi lascio, perché devo preparare il dolce col mascarpone, vi rinnovo gli Auguri di Buon Natale e aggiungo un "Buona digestione" a tutti :)

giovedì 23 dicembre 2010

Fidippide

Non posso certo paragonarmi al primo maratoneta, ma come sempre, in prossimità delle feste, si inizia anche la corsa per le varie urgenze natalizie; pratiche che devono essere consegnate improrogabilmente entro la fine dell'anno e che, chiaramente, ci vengono fornite la settimana prima delle ferie... è così da sempre e quindi non me ne lamento.
Dopo il raffreddore di S.Lucia, che ringrazio per aver pensato a me, oggi sento l'avvicinarsi dell'orzaiolo di Natale, non ostante le continue abluzioni ogni tanto, con cadenza direi triennale, mi se ne presenta uno e anche questa volta guarderò dentro la bottiglia dell'olio.
So che può sembrare una emerita scemenza, ma mia nonna me lo diceva sempre, quando capitava, di appoggiare l'occhio alla bottiglia e di guardarvi dentro per un poco; i miei orzaioli sono sempre guariti così...
Torno a produrre