lunedì 28 settembre 2009

Italiano; oh! caro

"sammi il numero di Tizio mi raccomando"

Cosa avrà voluto dire? :asd:

Una, virtuale, pacca sulla spalla a chi indovina :asd:

Niente gita fuori porta

Ebbene si; vinto da una settimana di capanne, ieri mattina mi sono dimenticato a letto.

Mi sono svegliato sempre alle 7:10, ma dopo una rapida consultazione a un paio di libri, ho deciso che avevo troppo sonno per mettermi in macchina e andare da qualche parte, così ho dormito sino alle 13:00; un evento! :asd:

Sono uscito poi per il paese per un paio d'ore....

uffa...ho di nuovo le capanne!!! che due...

Vado a produrre e vi lascio con gli Alpini che erano ieri in paese.


venerdì 25 settembre 2009

I sogni...

...son desideri si sa e al momento mi piacerebbe dimenticarmi a letto, ma dato che le capanne continuano a incombere sul mio capo, con un'idea davvero ingiustificata della loro importanza, probabilmente si pensano novelle spade di Damocle, non posso permetterlo e devo accontentarmi delle, sempre poche, ore di sonno che riesco a dormire.

L'unica cosa che ricordo del sogno di stanotte è che stavo dialogando con me stesso, pur mantenendo la coscienza di stare sognando altri due me stesso, e il dialogo era il seguente:

Polideuce1: ma gli Ottoni erano Salii?

Polideuce2: alcuni di loro lo furono

Io: dato che Ottone è un nome ci saran ben stati nella genia di Corrado il Salico uomini chiamati Ottone....la domanda però è cretina

Non so se sia più grave il fatto ch'io mi sogni trino, o che mi ponga domande così sceme dandomi anche del cretino

martedì 22 settembre 2009

Le capanne

Se prendo chi ha dato fuoco alle capanne del villaggio di Fanculandia Beach lo metto sotto con la  Poldeuce Mobile...sperando che la mia amata "scatoletta" regga il colpo :asd:

Non devo più fare le strutture lignee delle capanne perchè s'è capito che andare da un mastro carpentiere a spiegargli come costruire un tetto, dopo avere capito come fa a realizzarlo da un mucchio di fotografie, sia una scemenza che grida vendetta sin nell'Empireo; d'altronde io era da ieri che lo sostenevo, ma perchè darmi retta quando dico cose sensate?

In compenso ho arruolato una mia amica nel difficile compito che questa settimana mi assilla; ovvero il completamente delle capanne "benedette"...se  non altro il due e il cinque di ottobre me ne resto a casa; il due vado a Trento e il cinque magari dormo.

Mi si dice che dormire non faccia male e che giovi, persino, alla salute.

Ho tergiversato abbastanza ed ora finisco la capanna a forma di borlotto

domenica 20 settembre 2009

Gita dietro casa...o quasi

Sulle note di "IV Ozymandias" dei Qntal, gruppo tedesco che si occupa di musica "electro-medioeval", vi scrivo della mia brevissima gita dietro casa di oggi.
Stamane ho dovuto lavorare per almeno quattro ore e così sono uscito al pomeriggio; nelle mie intenzioni avrei dovuto fare un giro ricognitivo a Varano Marchesi...e ci sono riuscito
Partendo da Acqua Salsa si tiene per S.Vittore e, una volta superate la stradina deformata, ci si lascia alle spalle il piccolo centro per proseguire su una strada egualmente deformata e in salita, ma in verità oggetto di recente manutenzione e asfaltatura.

Davanti fanno capolino le colline che costituiscono parte della Val Taro
e ci lasciamo dietro, anche se sullo sfondo e a una certa distanza, il Monte Canate, che nella foto qui sopra è quello con le antenne sulla vetta,

per raggiungere il centro di Varano Marchesi. Il paese è piccolo ma la proloco è molto attiva, per cui ci sono moltissimi sentieri da seguire che portano, tra le altre cose, ai resti del Castello di Varano Marchesi, che fu dei Pallavicino, e i resti del maniero di Roccalanzona.
Il sentiero storico si inerpica sulle rupi di S.Biagio in un percorso in salita; breve ma molto intenso, stando a ciò che ho letto. Non mi ci sono avventurato perchè le calzature che avevo non erano adatte, non avevo liquidi o bastone, la giornata minacciava temporale e il mio telefono era morto, perciò, per non lasciare due architetti affranti, ho deciso di limitarmi a fare un giro ricognitivo nelle parti più sicure, riservandomi di tornare a primavera attrezzato a dovere per inerpicarmi per i bricchi.
Quello che si vede alla confluenza delle colline sono i resti del maniero di Varano Marchesi e vi si accede attraverso un sentiero, immerso nel bosco, che è il medesimo utilizzato durante il medioevo per arrivare al Castello. Non se quanto ci si possa avvicinare al maniero, ma intendo percorrere in futuro tutto il sentiero.

In paese non c'è molto da vedere, vale la pena di andare a Varano per le bellissime camminate nei boschi; uno degli edifici è questo palazzo del XIV°
e il "Palazzo Pallavicino" che non è esattamente un castello ma un palazzo fortificato; inutile dire che i vari sentieri pensati dalla locale proloco coprono un numero molto ampio di case torri che facevano parte del sistema difensivo dei Pallavicino.
Questa è l'ultima vista di che Varano Marchesi mi ha regalato prima ch'io riprendessi la via per casa; si tratta delle rupi di S.Biagio.
In primavera tornerò e mi farò tutti i chilometri dei due percorsi che mi interessano, quello storico e quello che attraverso Pietra Corva porta ai resti del maniero di Roccalanzona.

venerdì 18 settembre 2009

La palla al piede

Per una volta Vento non c'entra e la palla al piede è quella che ho io e che mi incatena alla scrivania, infatti di tante cose che si possono fare il venerdì sera io devo fare in assoluto la peggiore: lavorare.
Il capo a fine mese se ne va all'estero e prima di partire ha, ovviamente e come è nella sua natura, espresso una serie di richieste assurde, non tanto per le cose in sè da fare, ma perchè ovviamente il tutto ci è stato chiesto l'altro ieri e il tutto deve essere pronto ovviamente per il mese scorso; ovviamente tutto ciò non deve assolutamente impedirmi di fungere, in orario di ufficio, da "ingegnere olografico di emergenza"...com'è che proprio non riesco a fregarmene di certe cose? mentre mi pongo inutilmente questa domanda, inizio a mettere a posto questa altra casa che è priva di quasi tutto.

giovedì 17 settembre 2009

Povero italiano

Capo: "ti ho lasciato alcune cose da scrivere"
Vento: "se c'hai precedenza così lo scrivo prima"

Se il buon Vento fosse uscito a stento dalle elementari e non avesse proseguito frequentando le scuole superiori non ci sarebbe nulla di male, ma il nostro eroe è arrivato all'università...probabilmente aveva un traduttore quando dava gli esami