Si tratta di un paese del piacentino, nella media Val Nure, e ricordo di esserci andato senza alcun motivo apparente; semplicemente perché è lì e non è lontano.
Ricordo anche di esserci stato appena prima del viaggio in Giappone, perché ricordo una telefonata del capo, ne ignoro il motivo, e la risposta che ho dato alla sua richiesta:"non lo so, sono a Bettola e domani vado in Giappone, quindi non posso aiutarti"... un po' scortese, ma efficace.
Ho anche dei parenti, che gestiscono un ristorante, credo, ma non li ho mai visti; forse ci siamo incrociati quando mi sono fermato a bere una tonica, ma non potrei giurarci.
Il paese è minuto e raccolto, non ho potuto visitare la chiesa perché era chiusa e ricordo che alcune zone della piazza necessitavano di interventi di restauro.
Nei pressi c'è anche un fabbricato, del quattro o cinquecento, chiamato "Camminata", ovviamente privato e non visitabile, ma molto suggestivo all'esterno.
Quello che vale di Bettola è la Val Nure con panorami meravigliosi e un bellissimo clima; niente a che vedere con l'umido soffocante della pianura.
Dovrò tornarci, anche perché in zona ci sono alcune cose belle da vedere che mi sono sfuggite poiché il viaggio non era pianificato.
Ci sono frazioni molto belle, inserite in splendidi panorami; per visitarla a modo bisogna fare un minimo di itinerario nel verde.
C'è anche un torre Colombo che, si narra, dovrebbe essere stata la casa natale di Cristoforo; per certo si sa che la torre è effettivamente appartenuta a un ramo dei Colombo; so che la torre è visitabile
Dovrò tornarvi.
domenica 21 luglio 2013
sabato 20 luglio 2013
Musica
Non parlo molto spesso di musica in questo blog; principalmente perché ne capisco veramente poco e la mia ignoranza in materia è davvero abissale, ma questo non mi impedisce di ascoltarne parecchia.
Ne ho bisogno al mattino, quando prendo la corriera e mi avvio in produzione, per caricarmi; mentre lavoro per riuscire ad arrivare a sera senza troppe difficoltà e senza cercare di dire, o commettere, cose delle quali potrei pentirmene e ne ho bisogno alla sera, specie col caldo, quando la testa mi ciondola sul collo, intontita, e l'aria condizionata della corriera non basta a rimettermi in sesto.
D'inverno, al contrario, alla sera, di ritorno verso casa, preferisco leggere, ma il clima mi è più favorevole.
In ambito musicale, come in molti altri aspetti del mio esistere, ho gusti molto ampi e variegati; forse persino contraddittori tra loro, per cui, in genere, faccio prima a dire cosa non mi piace.
Tutta questa premessa per dire che, come molte persona, capita che mi attardi, sino ad orari non proprio felici, in internet impegnato nella navigazione casuale tra questo e quello e, quando questo accade, mi impegolo sempre nell'ascolto di musica.
Gli inizi sono in genere, inerenti autori, tutto sommato, noti: Branduardi, Kate Bush, Peter Gabriel, Loreena Mckennitt... a volte però inizio con della musica barocca, Tartini, Boccherini, Corelli, Paradisi e via andare, o musica dell'ottocento.
Dopo pochissimo tempo scatta qualcosa tra i miei neuroni, per cui da questo genere viro all'elettronica, Goettfried Koenig, Welle Erdball, Komor Kommando (gli ultimi due decisamente meno "colti"); indi, poiché la lingua batte sul dente che duole, è un attimo ritrovarmi ad ascoltare Stephan Micus, Stelios Petrakis, o un qualche cantante, o gruppo, caucasico alternato a cori bizantini.
A volte la serata si conclude con una qualche sigla di un cartone animato della mia infanzia, in una lingua che non conosco...
Ammetto di avere qualche problema con la musica italiana; mi piace, ma capendone le parole ne capisco anche gli strafalcioni, quelli che vengono spacciati per "licenze poetiche", e questo mi impedisce di proseguire nell'ascolto.
Essendo che ascolto molta musica e di genere disparati, va a finire che spesso la giornata è dominata da due, o più, brani musicali che mi ballano nelle sinapsi.
In genere la riproduzione di questi brani non avviene mai in modo seguente; all'uno non segue mai l'altro, ma si affastellano per cui a volte capita che ho la base ritmica di uno, la melodia dell'altro e il testo di un terzo; a volte suonano tutti in contemporanea e altre volte si concatenano in modo apparentemente casuale.
L'effetto finale è, in genere, un po' cacofonico... ma io apprezzo.
Oggi la giornata è dominata dalla mescolanza di tre brani, dei quali incollerò qui i video per la vostra gioia:
Brano di non particolare spessore, ma molto orecchiabile, con un video coloratissimo e molto allegro, di Inga e Anush Arshakyans (oh... il pezzo è anche famoso)
Straftanz Ost di Straftanz, che nell'ambiente è anche conosciuto; il testo è un po' come il "gioca jouer" di Cecchetto, solo con più grinta e mortaccino... e grazie a dio non è un ballo di gruppo
... e la sigla italiana de "Il grande Mazinga"; del resto ieri ho visto "Mazinga contro Godzilla", ovvero "pacific rim" che mi è pure piaciuto...
Delle accoppiate più interessanti ne ricordo una di particolare... ehm... effetto; ovvero il secondo concerto brandeburghese di Bach mescolato con "industrial madness"
Mi piacerebbe che a volte, non dico sempre, i neuroni prendessero brani di generi compatibili :asd:
Ne ho bisogno al mattino, quando prendo la corriera e mi avvio in produzione, per caricarmi; mentre lavoro per riuscire ad arrivare a sera senza troppe difficoltà e senza cercare di dire, o commettere, cose delle quali potrei pentirmene e ne ho bisogno alla sera, specie col caldo, quando la testa mi ciondola sul collo, intontita, e l'aria condizionata della corriera non basta a rimettermi in sesto.
D'inverno, al contrario, alla sera, di ritorno verso casa, preferisco leggere, ma il clima mi è più favorevole.
In ambito musicale, come in molti altri aspetti del mio esistere, ho gusti molto ampi e variegati; forse persino contraddittori tra loro, per cui, in genere, faccio prima a dire cosa non mi piace.
Tutta questa premessa per dire che, come molte persona, capita che mi attardi, sino ad orari non proprio felici, in internet impegnato nella navigazione casuale tra questo e quello e, quando questo accade, mi impegolo sempre nell'ascolto di musica.
Gli inizi sono in genere, inerenti autori, tutto sommato, noti: Branduardi, Kate Bush, Peter Gabriel, Loreena Mckennitt... a volte però inizio con della musica barocca, Tartini, Boccherini, Corelli, Paradisi e via andare, o musica dell'ottocento.
Dopo pochissimo tempo scatta qualcosa tra i miei neuroni, per cui da questo genere viro all'elettronica, Goettfried Koenig, Welle Erdball, Komor Kommando (gli ultimi due decisamente meno "colti"); indi, poiché la lingua batte sul dente che duole, è un attimo ritrovarmi ad ascoltare Stephan Micus, Stelios Petrakis, o un qualche cantante, o gruppo, caucasico alternato a cori bizantini.
A volte la serata si conclude con una qualche sigla di un cartone animato della mia infanzia, in una lingua che non conosco...
Ammetto di avere qualche problema con la musica italiana; mi piace, ma capendone le parole ne capisco anche gli strafalcioni, quelli che vengono spacciati per "licenze poetiche", e questo mi impedisce di proseguire nell'ascolto.
Essendo che ascolto molta musica e di genere disparati, va a finire che spesso la giornata è dominata da due, o più, brani musicali che mi ballano nelle sinapsi.
In genere la riproduzione di questi brani non avviene mai in modo seguente; all'uno non segue mai l'altro, ma si affastellano per cui a volte capita che ho la base ritmica di uno, la melodia dell'altro e il testo di un terzo; a volte suonano tutti in contemporanea e altre volte si concatenano in modo apparentemente casuale.
L'effetto finale è, in genere, un po' cacofonico... ma io apprezzo.
Oggi la giornata è dominata dalla mescolanza di tre brani, dei quali incollerò qui i video per la vostra gioia:
Brano di non particolare spessore, ma molto orecchiabile, con un video coloratissimo e molto allegro, di Inga e Anush Arshakyans (oh... il pezzo è anche famoso)
Straftanz Ost di Straftanz, che nell'ambiente è anche conosciuto; il testo è un po' come il "gioca jouer" di Cecchetto, solo con più grinta e mortaccino... e grazie a dio non è un ballo di gruppo
... e la sigla italiana de "Il grande Mazinga"; del resto ieri ho visto "Mazinga contro Godzilla", ovvero "pacific rim" che mi è pure piaciuto...
Delle accoppiate più interessanti ne ricordo una di particolare... ehm... effetto; ovvero il secondo concerto brandeburghese di Bach mescolato con "industrial madness"
Mi piacerebbe che a volte, non dico sempre, i neuroni prendessero brani di generi compatibili :asd:
mercoledì 17 luglio 2013
Ho un età
Non c'è bisogno di farne un dramma, del resto anche io navigo, più o meno fiorone, per questo globo sublunare soggetto a mutamenti di ogni ordine e grado e quindi è del tutto naturale ch'io abbia qualche acciacco; non ho mica più vent'anni.
L'umido, così tipico e caratteristico della pianura padana, che, ricordiamolo, è un dono del Po', che ci regala nebbie in inverno e quella tipica afa estiva, con l'aria pesante che pare di camminare nel brodo dei cappelletti, non poteva non regalarmi qualche dolorino alle giunture.
In autunno, quando l'aria, oh gaudio, inizia a divenire più fredda e l'umido si condensa, inizia a dolermi la spalla sinistra, per cui devo spalmarmi un po' di pomate alle erbe varie, onde evitare di restare bloccato con il collo.
D'estate il ventilatore, accesso per evitare di morire ucciso dal caldo umido, mi blocca, inspiegabilmente, dato che il marchingegno colpisce l'altro lato, la spalla destra.
Ho anche provato a lamentarmi con la ditta fornitrice delle giunture, ma pare che dopo quarant'anni non possano più rispondere di eventuali logorii causati dall'uso e che si tratta sicuramente di colpa mia, perché non ho seguito il piano di manutenzione fornito all'installazione delle giunture; io questo piano di manutenzione non l'ho visto, ma pare che la garanzia scadesse già dopo una settimana dalla nascita... ah; una volta si! che le cose erano fatte per durare.
Fatto sta che passo il tempo a darmi della pomata sulle spalle.
Anche le gambe, col caldo, diventano un po' stanche e affaticate, grazie a una circolazione sperimentale installata al concepimento che si è rivelata non particolarmente efficace; anche di questo mi sono lamentato con la fabbrica... abbiamo una garanzia risibile.
Il difetto maggiore rimane, però, la memoria; della vista non voglio lamentarmi che, tutto sommato, con questo fornitore mi è andata anche bene... ma se rinasco... bhè... magari non rinasco e me ne rimango al mio posto.
L'umido, così tipico e caratteristico della pianura padana, che, ricordiamolo, è un dono del Po', che ci regala nebbie in inverno e quella tipica afa estiva, con l'aria pesante che pare di camminare nel brodo dei cappelletti, non poteva non regalarmi qualche dolorino alle giunture.
In autunno, quando l'aria, oh gaudio, inizia a divenire più fredda e l'umido si condensa, inizia a dolermi la spalla sinistra, per cui devo spalmarmi un po' di pomate alle erbe varie, onde evitare di restare bloccato con il collo.
D'estate il ventilatore, accesso per evitare di morire ucciso dal caldo umido, mi blocca, inspiegabilmente, dato che il marchingegno colpisce l'altro lato, la spalla destra.
Ho anche provato a lamentarmi con la ditta fornitrice delle giunture, ma pare che dopo quarant'anni non possano più rispondere di eventuali logorii causati dall'uso e che si tratta sicuramente di colpa mia, perché non ho seguito il piano di manutenzione fornito all'installazione delle giunture; io questo piano di manutenzione non l'ho visto, ma pare che la garanzia scadesse già dopo una settimana dalla nascita... ah; una volta si! che le cose erano fatte per durare.
Fatto sta che passo il tempo a darmi della pomata sulle spalle.
Anche le gambe, col caldo, diventano un po' stanche e affaticate, grazie a una circolazione sperimentale installata al concepimento che si è rivelata non particolarmente efficace; anche di questo mi sono lamentato con la fabbrica... abbiamo una garanzia risibile.
Il difetto maggiore rimane, però, la memoria; della vista non voglio lamentarmi che, tutto sommato, con questo fornitore mi è andata anche bene... ma se rinasco... bhè... magari non rinasco e me ne rimango al mio posto.
domenica 14 luglio 2013
Una lagna
Questo post potrebbe essere una lagna, anche se, al momento, non mi sento ancora pronto per la tenda, sono giunto a fare alcune considerazioni da post creazione.
Ho finito una creatura, l'altro ieri credo, e quindi inizia la fase discendente; quella in cui mi trasformo in piattola per intenderci.
A fianco al consueto piagnisteo, che ormai manco io prendo più sul serio, e forse, tutto sommato, anche la mia incapacità di farmi coinvolgere dalla lagna è parte del problema, inizio a chiedermi dove sto andando.
Non in senso generale, riguardo la vita, l'universo e tutto quanto, che tanto la risposta è 42 e non ha senso chiedere, ma dove andrò con il mio stile "pittorico".
Metto le virgolette a "pittorico" perché è rivolto al sottoscritto e mi pare un po' eccessivo, ma del resto è anche l'unico aggettivo si confà a quanto faccio.
Parte della lagna inizia anche ad essere la sensazione di iniziare a produrre sempre la solita roba; certo, questo tipo di "roba", è da meno tempo che viene prodotta, ma pure mi pare che incomba il pericolo di fare esercizi di stile fini a loro stessi.
Sino a quando avrò idee con questo stile, le disegnerò cercando di evitare di disegnare giusto per farlo, ma pensare che vi sia una reiterazione delle forme mi imporrà un cambiamento di un qualche tipo.
Non ho la più pallida idea di come e quando questo cambiamento avverrà e se mai avrà luogo, ma sono sicuro che potrò lagnarmi ancora della mancanza di ispirazione e consimili.
Ho finito una creatura, l'altro ieri credo, e quindi inizia la fase discendente; quella in cui mi trasformo in piattola per intenderci.
A fianco al consueto piagnisteo, che ormai manco io prendo più sul serio, e forse, tutto sommato, anche la mia incapacità di farmi coinvolgere dalla lagna è parte del problema, inizio a chiedermi dove sto andando.
Non in senso generale, riguardo la vita, l'universo e tutto quanto, che tanto la risposta è 42 e non ha senso chiedere, ma dove andrò con il mio stile "pittorico".
Metto le virgolette a "pittorico" perché è rivolto al sottoscritto e mi pare un po' eccessivo, ma del resto è anche l'unico aggettivo si confà a quanto faccio.
Parte della lagna inizia anche ad essere la sensazione di iniziare a produrre sempre la solita roba; certo, questo tipo di "roba", è da meno tempo che viene prodotta, ma pure mi pare che incomba il pericolo di fare esercizi di stile fini a loro stessi.
Sino a quando avrò idee con questo stile, le disegnerò cercando di evitare di disegnare giusto per farlo, ma pensare che vi sia una reiterazione delle forme mi imporrà un cambiamento di un qualche tipo.
Non ho la più pallida idea di come e quando questo cambiamento avverrà e se mai avrà luogo, ma sono sicuro che potrò lagnarmi ancora della mancanza di ispirazione e consimili.
martedì 9 luglio 2013
Due parole...
... in attesa che si carichi "la fortezza di Suram".
Stasera ho iniziato a disegnare.
Non capitava da un po'.
Adesso smetto anche di andare a capo :asd:
La notizia è, per me, davvero significativa perché stavo entrando in quel periodo nel quale minaccio di attaccarmi alla prima tenda lamentandomi, un po' con chiunque, del fatto che non disegno più e non ci sono più le mezze stagioni e quando ero giovane la mia serie televisiva preferita era bellissima, prima, insomma, che la reinterpretassero.
Ultima considerazione a parte, palesemente fasulla, perché a me piacciono i territori inesplorati, il resto si sarebbe avverato rapidamente e mi sarei trasformato in una piattola.
Una delle tre idee che mi hanno fatto visita nel tempo si è concretizzata e ha pure raggiunto la carta; stasera ho iniziato anche a colorarla.
Non so esattamente come, ma in qualche modo Paradjanov e un po' di musica armena, sia tradizionale che pop, hanno facilitato la nascita della creatura; che comunque è stata concepita da dosi massicce di musica elettronica, rumori e dissonanze varie.
Al mattino, per riuscire a produrre qualcosa in studio, ho bisogno di un preciso genere musicale, o forse di una precisa base ritmica sufficientemente serrata da caricarmi; ovviamente questo quando sono nella fase più allegra del processo creativo... a breve saremo d'accapo e tornerò la solita lagna e avrò bisogno di un adeguato accompagnamento musicale, ma per qualche giorno potrei essere su di giri.
Anche la caffeina aiuta.
Stasera ho iniziato a disegnare.
Non capitava da un po'.
Adesso smetto anche di andare a capo :asd:
La notizia è, per me, davvero significativa perché stavo entrando in quel periodo nel quale minaccio di attaccarmi alla prima tenda lamentandomi, un po' con chiunque, del fatto che non disegno più e non ci sono più le mezze stagioni e quando ero giovane la mia serie televisiva preferita era bellissima, prima, insomma, che la reinterpretassero.
Ultima considerazione a parte, palesemente fasulla, perché a me piacciono i territori inesplorati, il resto si sarebbe avverato rapidamente e mi sarei trasformato in una piattola.
Una delle tre idee che mi hanno fatto visita nel tempo si è concretizzata e ha pure raggiunto la carta; stasera ho iniziato anche a colorarla.
Non so esattamente come, ma in qualche modo Paradjanov e un po' di musica armena, sia tradizionale che pop, hanno facilitato la nascita della creatura; che comunque è stata concepita da dosi massicce di musica elettronica, rumori e dissonanze varie.
Al mattino, per riuscire a produrre qualcosa in studio, ho bisogno di un preciso genere musicale, o forse di una precisa base ritmica sufficientemente serrata da caricarmi; ovviamente questo quando sono nella fase più allegra del processo creativo... a breve saremo d'accapo e tornerò la solita lagna e avrò bisogno di un adeguato accompagnamento musicale, ma per qualche giorno potrei essere su di giri.
Anche la caffeina aiuta.
lunedì 8 luglio 2013
Un po' di cose
In questo periodo sto facendo un po' di ogni ed è stato un periodo intenso; sono andato anche a una convention a tema tatuaggi in quel di Milano e, probabilmente, ne parlerò anche sul blog.
A fine mese vado a un concerto, nel frattempo ho visto una cara amica che vedo giusto una volta l'anno e sono in crisi con l'ispirazione a causa del caldo e Dio solo sa per quale altro motivo.
Leggo anche meno, complice anche il fatto che con il caldo non ho neuroni a sufficienza per leggere testi di un certo spessore e non mi avanza manco la voglia, spesso, di mettermi a leggere uno dei mille mila libri da ombrellone che frequentano la mia libreria.
E' estate e questo rallenta le mie funzioni.
Potrebbe andare peggio e potrei lamentarmi diffusamente, aggrappandomi a tutte le tende compiacenti e a disposizione, del caldo... e invece no; o almeno e non in modo palese.
La mia vita da compilatore burocratico procede tutto sommato bene; compilo i moduli, li invio, alcuni me li dimentico e via di seguito... una cosa del tutto normale insomma.
Continuo a prendere i mezzi pubblici, torno a casa tardi e ho sempre meno voglia di fare le cose.
Mi sono dimenticato, però, di una pianta, annaffiata, non da me, con regolarità ma esposta a troppo sole; spero di riuscire a recuperarla... avrei dovuto pensarci prima.
Questa cosa poi di dimenticarmi ogni tanto dei documenti da allegare alle pratiche e, soprattutto, non ricordarmi perché alcune cose non le ho allegate, mi da un po' da fare; se vado avanti così dovrò girare presto con una targhetta in modo che mi si possa portare a casa.
Continuo a pensare di non approdare a nulla di utile, ma tutto sommato sono anche quasi convinto che non vi sia un "utile" al quale approdare...oddio, questa meriterebbe un approfondimento per i suoi; magari è una frase senza senso, oppure un significato ce l'ha, ma al momento non ne ho voglia di mettermi qui a pensare.
Al momento posso definirmi "svogliato", ragion per cui trascuro anche il blog.
E' estate e c'è caldo, tutto normale quindi.
A fine mese vado a un concerto, nel frattempo ho visto una cara amica che vedo giusto una volta l'anno e sono in crisi con l'ispirazione a causa del caldo e Dio solo sa per quale altro motivo.
Leggo anche meno, complice anche il fatto che con il caldo non ho neuroni a sufficienza per leggere testi di un certo spessore e non mi avanza manco la voglia, spesso, di mettermi a leggere uno dei mille mila libri da ombrellone che frequentano la mia libreria.
E' estate e questo rallenta le mie funzioni.
Potrebbe andare peggio e potrei lamentarmi diffusamente, aggrappandomi a tutte le tende compiacenti e a disposizione, del caldo... e invece no; o almeno e non in modo palese.
La mia vita da compilatore burocratico procede tutto sommato bene; compilo i moduli, li invio, alcuni me li dimentico e via di seguito... una cosa del tutto normale insomma.
Continuo a prendere i mezzi pubblici, torno a casa tardi e ho sempre meno voglia di fare le cose.
Mi sono dimenticato, però, di una pianta, annaffiata, non da me, con regolarità ma esposta a troppo sole; spero di riuscire a recuperarla... avrei dovuto pensarci prima.
Questa cosa poi di dimenticarmi ogni tanto dei documenti da allegare alle pratiche e, soprattutto, non ricordarmi perché alcune cose non le ho allegate, mi da un po' da fare; se vado avanti così dovrò girare presto con una targhetta in modo che mi si possa portare a casa.
Continuo a pensare di non approdare a nulla di utile, ma tutto sommato sono anche quasi convinto che non vi sia un "utile" al quale approdare...oddio, questa meriterebbe un approfondimento per i suoi; magari è una frase senza senso, oppure un significato ce l'ha, ma al momento non ne ho voglia di mettermi qui a pensare.
Al momento posso definirmi "svogliato", ragion per cui trascuro anche il blog.
E' estate e c'è caldo, tutto normale quindi.
lunedì 1 luglio 2013
Vacanze
Inizio ad avere bisogno di vacanze.
Fare da badante è sfiancante; davvero.
Tra l'altro è anche riapparsa la Scheda del Male; ho capito che siamo in crisi di idee e che del maiale non si butta via niente, ma non vedevo la necessità di riproporre "Il ritorno della Scheda del Male XI".
Basta!
Poi lo so come va a finire; finisco tutti i moduli, le tavole, i conti, le proporzioni tra Tizio e Caio di qualunque parametro previsto dalla scheda e poi interviene una scemenza che mi obbliga a cambiare tutto e a ripartire da capo.
Me lo sento.
Il copione è vecchio ed è materia nota ormai.
Tra l'altro i pareri acquisiti saranno tutti scaduti; alcuni, se va bene, risalgono solo all'anno scorso, ma altri hanno ormai l'età dei reperti di Golasecca.
Presto comunque traslocheremo in un grosso loculo ipogeo ove i miei pareri più che stagionati, non sfigureranno.
Il posto non è davvero ipogeo, ma è scarsamente illuminato, per cui l'effetto finale sarà un po' da tomba a mastaba; vi dirò se per caso incontro la mummia di un qualche dignitario dell'Alto e Basso Egitto.
Tutto questo per dire che mi trascino a sera in attesa delle sospirate ferie.
Sappiate che il prerequisito, indispensabile, per fare la badante consiste nel possedere il dono dell'ubiquità, venti paia di braccia, ed è gradita l'onniscenza... per me può anche aggiustarsi.
Fare da badante è sfiancante; davvero.
Tra l'altro è anche riapparsa la Scheda del Male; ho capito che siamo in crisi di idee e che del maiale non si butta via niente, ma non vedevo la necessità di riproporre "Il ritorno della Scheda del Male XI".
Basta!
Poi lo so come va a finire; finisco tutti i moduli, le tavole, i conti, le proporzioni tra Tizio e Caio di qualunque parametro previsto dalla scheda e poi interviene una scemenza che mi obbliga a cambiare tutto e a ripartire da capo.
Me lo sento.
Il copione è vecchio ed è materia nota ormai.
Tra l'altro i pareri acquisiti saranno tutti scaduti; alcuni, se va bene, risalgono solo all'anno scorso, ma altri hanno ormai l'età dei reperti di Golasecca.
Presto comunque traslocheremo in un grosso loculo ipogeo ove i miei pareri più che stagionati, non sfigureranno.
Il posto non è davvero ipogeo, ma è scarsamente illuminato, per cui l'effetto finale sarà un po' da tomba a mastaba; vi dirò se per caso incontro la mummia di un qualche dignitario dell'Alto e Basso Egitto.
Tutto questo per dire che mi trascino a sera in attesa delle sospirate ferie.
Sappiate che il prerequisito, indispensabile, per fare la badante consiste nel possedere il dono dell'ubiquità, venti paia di braccia, ed è gradita l'onniscenza... per me può anche aggiustarsi.
Iscriviti a:
Post (Atom)