Orbene domani torno in produzione.
Teoricamente avrei ancora qualche linea di febbre, ma grazie all'aspirina sono tornato alla mia temperatura corporea normale e il raffreddore, grazie ai "fumetti" con un olio svizzero alle erbe, è quasi del tutto debellato.
Avevo comunque in programma di tornare giovedì, anche perché devo portare al Capo la fattura e farmi pagare il mese scorso, perché alcuni giorni di assenza sono sufficienti e perché a casa, pur leggendo a tutto spiano, ma non potendo uscire va a finire che mi deprimo.
E' vero che anche in studio sarei comunque obbligato a restare alla scrivania...
Il fatto però di non aver debellato la febbre mi impone di restare a casa alla sera e di non prendere freddo, così mi salta l'appuntamento di venerdì sera.
In questi giorni ho ripreso a leggere i libri di Guareschi; il volume che ho io è la versione che raccoglie tutte e cinque i romanzi e sinora ho letto i primi due e al momento sono a metà de terzo. E' da un po' che ci sono a dietro, ma preferisco non leggerli tutti di seguito e inframmezzarli con molti altri volumi.
mercoledì 9 marzo 2011
martedì 8 marzo 2011
"C'era una volta la DDR"
Dato che sono a casa malato, anche se spero domani di andare a lavorare anche perché devo fare la fattura :asd:, ho potuto finire questo libro: "C'era una volta la DDR" di Anna Funder.
In due giorni ho macinato 244 pagine circa.
Il libro raccoglie le testimonianze di gente comune e agenti della Stasi che hanno vissuto nella parabola storica della DDR. Non credo che sia possibile capire, per chi non l'ha vissuto, cosa questo significhi. Secondo alcune stime ufficiose, tra spie e collaborazionisti, la Stasi vantava un agente ogni 6,5 abitanti e si preoccupavano di catalogare e scrivere ogni singola minuzia della vita delle persone, anche se queste non erano neppure contrarie al regime...
C'era un meccanismo perverso per cui chi veniva sorvegliato era da considerarsi "nemico" anche se era indifferente al regime; la sorveglianza generava la dicitura "nemico".
Una macchina mostruosa che funzionava in base alla collaborazione, spesso forzata, di cittadini che per preservare i propri cari collaboravano con la Stasi; anche se non sono mancati volenterosi delatori.
Il libro raccoglie le testimonianze, nella forma di un diario più che di un saggio, di alcune persone comuni, o agenti Stasi per nulla pentiti, che si sono ritrovati presi dall'ingranaggio; un viaggio surreale e terrificante.
Devo dire che mi ha profondamente colpito.
La Stasi archiviava e catalogava tutto, per cui i suoi archivi erano divenuti qualcosa di enorme e vennero fatti a pezzi, in modo molto meticoloso, quando ormai era chiaro che la DDR era finita. Distrussero gli archivi ma ne conservarono l'ordine, così è possibile ricostruire quei documenti. Dal libro della Funder sappiamo che a Zindorf c'è un gruppo di persone addette alla ricostruzione degli archivi, si potrebbe usare un software ma pare che il costo sia molto alto, che impiegheranno qualcosa come 375 anni per completare il lavoro. Migliaia di persone non sapranno mai perché non hanno trovato un lavoro, che fine hanno fatto i loro cari, o perché la loro vita è stata indagata in modo così scrupoloso da non lasciare nulla di privato.
Un'ottima lettura.
Ho bisogno di leggere qualcosa di diverso ora...
In due giorni ho macinato 244 pagine circa.
Il libro raccoglie le testimonianze di gente comune e agenti della Stasi che hanno vissuto nella parabola storica della DDR. Non credo che sia possibile capire, per chi non l'ha vissuto, cosa questo significhi. Secondo alcune stime ufficiose, tra spie e collaborazionisti, la Stasi vantava un agente ogni 6,5 abitanti e si preoccupavano di catalogare e scrivere ogni singola minuzia della vita delle persone, anche se queste non erano neppure contrarie al regime...
C'era un meccanismo perverso per cui chi veniva sorvegliato era da considerarsi "nemico" anche se era indifferente al regime; la sorveglianza generava la dicitura "nemico".
Una macchina mostruosa che funzionava in base alla collaborazione, spesso forzata, di cittadini che per preservare i propri cari collaboravano con la Stasi; anche se non sono mancati volenterosi delatori.
Il libro raccoglie le testimonianze, nella forma di un diario più che di un saggio, di alcune persone comuni, o agenti Stasi per nulla pentiti, che si sono ritrovati presi dall'ingranaggio; un viaggio surreale e terrificante.
Devo dire che mi ha profondamente colpito.
La Stasi archiviava e catalogava tutto, per cui i suoi archivi erano divenuti qualcosa di enorme e vennero fatti a pezzi, in modo molto meticoloso, quando ormai era chiaro che la DDR era finita. Distrussero gli archivi ma ne conservarono l'ordine, così è possibile ricostruire quei documenti. Dal libro della Funder sappiamo che a Zindorf c'è un gruppo di persone addette alla ricostruzione degli archivi, si potrebbe usare un software ma pare che il costo sia molto alto, che impiegheranno qualcosa come 375 anni per completare il lavoro. Migliaia di persone non sapranno mai perché non hanno trovato un lavoro, che fine hanno fatto i loro cari, o perché la loro vita è stata indagata in modo così scrupoloso da non lasciare nulla di privato.
Un'ottima lettura.
Ho bisogno di leggere qualcosa di diverso ora...
lunedì 7 marzo 2011
Malato
Ebbene; capita, una volta l'anno circa, ch'io m'ammali. E' un evento raro perché in genere, mal di testa a parte, godo di buona salute, ma il raffreddore e la febbre sono ancora con me a farmi compagnia.
Sto andando avanti con spremute, aspirina e dormite; mangio poco perché ho poca, o nessuna, fame e la nausea mi impedisce di nutrirmi.
Al momento respiro, ho mal di testa e sono assediato dalla nausea; l'aspetto positivo è che una volta che mi sarò ristabilito potrei, addirittura, aver perso ben mezzo chilo :asd:
Sto leggendo, da ieri ma sono già a metà e domani, dato che resto a casa, lo finirò, "C'era una volta la DDR"; è un libro decisamente disturbante, narra, attraverso persone comuni, la vita normale nella Germania dell'Est e del ruolo della Stasi in essa. Devo dire che non è una lettura facile, non ostante sia scritto bene e assolutamente in modo scorrevole, la partecipazione emotiva alle umane vicende rende la lettura sofferente; una sofferenza, minima rispetto a quella patita dai protagonisti, a mio avviso necessaria.
Sto andando avanti con spremute, aspirina e dormite; mangio poco perché ho poca, o nessuna, fame e la nausea mi impedisce di nutrirmi.
Al momento respiro, ho mal di testa e sono assediato dalla nausea; l'aspetto positivo è che una volta che mi sarò ristabilito potrei, addirittura, aver perso ben mezzo chilo :asd:
Sto leggendo, da ieri ma sono già a metà e domani, dato che resto a casa, lo finirò, "C'era una volta la DDR"; è un libro decisamente disturbante, narra, attraverso persone comuni, la vita normale nella Germania dell'Est e del ruolo della Stasi in essa. Devo dire che non è una lettura facile, non ostante sia scritto bene e assolutamente in modo scorrevole, la partecipazione emotiva alle umane vicende rende la lettura sofferente; una sofferenza, minima rispetto a quella patita dai protagonisti, a mio avviso necessaria.
domenica 6 marzo 2011
Visite inattese e... appendice alla vacanza dell'anno scorso
Ieri sera ho avuto una piacevole visita che ho voluto condividere con tutti i presenti e che, per questo mi ringrazieranno assai; mi è venuto a trovare il Raffreddore e si è portato un esercito di muco.
Il tutto è iniziato venerdì sera; sono stato poco bene, sono divenuto irritabilissimo e giunto a casa, dopo una cena frugale, mi sono buttato a letto e, dopo undici ore circa di sonno, mi sono svegliato alle sette di sabato mattina. Pensavo di stare bene, ma ho passato la mattina ad avere i brividi e così, con una aspirina in corpo, sono uscito ugualmente. Stanotte il Raffreddore è esploso in tutto il suo mucoso splendore saturandomi entrambe le nari e impedendomi di respirare. Stamane ho già fatto i suffimigi, che a casa mia vengono chiamati, dalla notte dei tempi quando la Berta filava, "fumetti". Attualmente riesco anche a respirare, ma avendo dormito poco mi sento i neuroni affogati in una sostanza vischiosa che impedisce loro di funzionare; secerno muco insomma.
Che detesto il raffreddore sono sicuro di averlo già detto; non è un ospite particolarmente gradito e se si levasse dal c... dai piedi, sarebbe molto carino e perciò mi doperò per scacciarlo dalle mie vie aree e tornare a respirare.
Narici libere!!!
Ieri, dopo aver riletto, nei giorni scorsi, i miei post sulle vacanze in Scozia dell'anno scoro, si... mi rileggo ogni tanto così mi ricordo di cosa ho parlato, mi è venuto in mente che non ho parlato di un interessante aneddoto capitatomi con il valido Brit Rail Pass.
L'ho comprato on line, validità quindici giorni, con valenza dal 07/08/2010 al 02/02/2011; cioè in questo arco di tempo avrei potuto utilizzarlo per quindici giorni consecutivamente. Il primo giorno a Prestwick mi sono recato in stazione e ho mostrato il mio pass alla donzella addetta che ha segnato a mano la validità effettiva, cioè dal 07/08/2010 al 22/08/2010 e vi ha posto il timbro con la data odierna e il nome della stazione. In partenza da Aberdeen, credo, una donzella al gates dei binari mi ha poi fermato perché si era accorta di qualcosa di irregolare: la data apposta con timbro a Prestwick era quella del 05/08/2010 e non il 07/08/2010.
Ho cercato di farle capire che era chiaramente un errore perché non potevo essere in possesso di un biglietto valido dal 07/08/2011, come riportato dalla dicitura stampata e dalla scritta a mano compilata dalla donzella a Prestwick, ma con una data apposta alla stazione di Prestwick che recitava 05/08/2010; io ero arrivato la notte del 6 e avrei potuto farle vedere anche il biglietto aereo... era palesemente un errore; a Prestwick si erano dimenticati di aggiornare il timbro con la data. La donzella ad Aberdeen era molto perplessa e dato che io insistevo nel cercare di spiegarle l'acqua calda, essendo lei molto giovane e probabilmente ritenendo di non avere abbastanza autorità per dirimere la questione, ha chiamato una sua collega con più esperienza.
La collega ha guardato il biglietto e mi ha detto che esso non era valido e così io ho ripetuto di nuovo la manfrina dell'errore e la questione delle date, sino a quando questa si è messa a ridere e mi ha chiesto scusa; avendo capito la logica delle mie rimostranze e avendo capito che era un errore mi ha indicato una soluzione rapida e indolore e tutto è finito a tarallucci e vino... si fa per dire :asd:
Tutto questo episodio ha impiegato circa dieci minuti di conversazione in inglese; sono stato molto fiero di me di essere riuscito a farmi capire e di aver spiegato con successo, in completa autonomia, le mie ragioni.
Mi ha comunque colpito il fatto che queste addette abbiano sinceramente cercato di capire la situazione e di venirmi incontro; non è così scontato che accada.
Il tutto è iniziato venerdì sera; sono stato poco bene, sono divenuto irritabilissimo e giunto a casa, dopo una cena frugale, mi sono buttato a letto e, dopo undici ore circa di sonno, mi sono svegliato alle sette di sabato mattina. Pensavo di stare bene, ma ho passato la mattina ad avere i brividi e così, con una aspirina in corpo, sono uscito ugualmente. Stanotte il Raffreddore è esploso in tutto il suo mucoso splendore saturandomi entrambe le nari e impedendomi di respirare. Stamane ho già fatto i suffimigi, che a casa mia vengono chiamati, dalla notte dei tempi quando la Berta filava, "fumetti". Attualmente riesco anche a respirare, ma avendo dormito poco mi sento i neuroni affogati in una sostanza vischiosa che impedisce loro di funzionare; secerno muco insomma.
Che detesto il raffreddore sono sicuro di averlo già detto; non è un ospite particolarmente gradito e se si levasse dal c... dai piedi, sarebbe molto carino e perciò mi doperò per scacciarlo dalle mie vie aree e tornare a respirare.
Narici libere!!!
Ieri, dopo aver riletto, nei giorni scorsi, i miei post sulle vacanze in Scozia dell'anno scoro, si... mi rileggo ogni tanto così mi ricordo di cosa ho parlato, mi è venuto in mente che non ho parlato di un interessante aneddoto capitatomi con il valido Brit Rail Pass.
L'ho comprato on line, validità quindici giorni, con valenza dal 07/08/2010 al 02/02/2011; cioè in questo arco di tempo avrei potuto utilizzarlo per quindici giorni consecutivamente. Il primo giorno a Prestwick mi sono recato in stazione e ho mostrato il mio pass alla donzella addetta che ha segnato a mano la validità effettiva, cioè dal 07/08/2010 al 22/08/2010 e vi ha posto il timbro con la data odierna e il nome della stazione. In partenza da Aberdeen, credo, una donzella al gates dei binari mi ha poi fermato perché si era accorta di qualcosa di irregolare: la data apposta con timbro a Prestwick era quella del 05/08/2010 e non il 07/08/2010.
Ho cercato di farle capire che era chiaramente un errore perché non potevo essere in possesso di un biglietto valido dal 07/08/2011, come riportato dalla dicitura stampata e dalla scritta a mano compilata dalla donzella a Prestwick, ma con una data apposta alla stazione di Prestwick che recitava 05/08/2010; io ero arrivato la notte del 6 e avrei potuto farle vedere anche il biglietto aereo... era palesemente un errore; a Prestwick si erano dimenticati di aggiornare il timbro con la data. La donzella ad Aberdeen era molto perplessa e dato che io insistevo nel cercare di spiegarle l'acqua calda, essendo lei molto giovane e probabilmente ritenendo di non avere abbastanza autorità per dirimere la questione, ha chiamato una sua collega con più esperienza.
La collega ha guardato il biglietto e mi ha detto che esso non era valido e così io ho ripetuto di nuovo la manfrina dell'errore e la questione delle date, sino a quando questa si è messa a ridere e mi ha chiesto scusa; avendo capito la logica delle mie rimostranze e avendo capito che era un errore mi ha indicato una soluzione rapida e indolore e tutto è finito a tarallucci e vino... si fa per dire :asd:
Tutto questo episodio ha impiegato circa dieci minuti di conversazione in inglese; sono stato molto fiero di me di essere riuscito a farmi capire e di aver spiegato con successo, in completa autonomia, le mie ragioni.
Mi ha comunque colpito il fatto che queste addette abbiano sinceramente cercato di capire la situazione e di venirmi incontro; non è così scontato che accada.
giovedì 3 marzo 2011
...ma va per asprelle!!!
Adesso mi lamento:
1) se ti dico, ripetutamente e più volte al giorno, che la stampante ha delle necessità, perché non mi stai a sentire? Abbiamo una stampante umorale; deve sempre essere rifornita di fogli, ma non deve averne troppi. Se è senza fogli si blocca e bisogna annullare la stampa e resettare la stampante e se ha troppi fogli è capace di prenderseli tutti in una volta; è un caso "meccanico", ma l'abbiamo, stampa e bastano pochi accorgimenti per farla lavorare a modo.
Io non sono ancora dotato di vista a raggi X e non vedo attraverso monitor, torrette pc e altro, perciò non posso sapere se la stampante ha o meno la carta; lo devi fare tu e te l'ho ripetuto... perché quindi la stampante è sempre senza carta???
2)... e soffiatelo sto naso! Miseria ladra! Non siamo in Giappone dove è tabù soffiarsi il naso in pubblico...
3) ma è possibile che bisogna sempre fornirti la pappa pronta? Dio solo sa quante caspita di volte ti ho mandato quei file del ca... cavolo! Guardaci prima di frantumarmi le p... gli zebedei! Ho troppe cose da fare per fare da badante a te!
4) che te frega se nella tua relazione c'è o meno qualcosa che interessa a quell'ente? T'ho detto che la vogliono vedere; punto. Non tenermi al telefono mezz'ora... non lo so perché la vogliono vedere e manco me ne importa. Se vogliono della documentazione io la fornisco, fosse anche il pedigree del carasside domestico.
5)... e metticene tre di punti di sospensione! che t'ha fatto il terzo punto? sterminato la famiglia? oppure pensi che in cinquanta stiano meglio?
... per oggi direi basta, ma domani potrei averne altre; è incredibile come riesca a mantenermi moderatamente urbano non ostante abbia a che fare quotidianamente con frantuma-zebedei-indormenti certificati.
Pazienza... pazienza... pazienza...
1) se ti dico, ripetutamente e più volte al giorno, che la stampante ha delle necessità, perché non mi stai a sentire? Abbiamo una stampante umorale; deve sempre essere rifornita di fogli, ma non deve averne troppi. Se è senza fogli si blocca e bisogna annullare la stampa e resettare la stampante e se ha troppi fogli è capace di prenderseli tutti in una volta; è un caso "meccanico", ma l'abbiamo, stampa e bastano pochi accorgimenti per farla lavorare a modo.
Io non sono ancora dotato di vista a raggi X e non vedo attraverso monitor, torrette pc e altro, perciò non posso sapere se la stampante ha o meno la carta; lo devi fare tu e te l'ho ripetuto... perché quindi la stampante è sempre senza carta???
2)... e soffiatelo sto naso! Miseria ladra! Non siamo in Giappone dove è tabù soffiarsi il naso in pubblico...
3) ma è possibile che bisogna sempre fornirti la pappa pronta? Dio solo sa quante caspita di volte ti ho mandato quei file del ca... cavolo! Guardaci prima di frantumarmi le p... gli zebedei! Ho troppe cose da fare per fare da badante a te!
4) che te frega se nella tua relazione c'è o meno qualcosa che interessa a quell'ente? T'ho detto che la vogliono vedere; punto. Non tenermi al telefono mezz'ora... non lo so perché la vogliono vedere e manco me ne importa. Se vogliono della documentazione io la fornisco, fosse anche il pedigree del carasside domestico.
5)... e metticene tre di punti di sospensione! che t'ha fatto il terzo punto? sterminato la famiglia? oppure pensi che in cinquanta stiano meglio?
... per oggi direi basta, ma domani potrei averne altre; è incredibile come riesca a mantenermi moderatamente urbano non ostante abbia a che fare quotidianamente con frantuma-zebedei-indormenti certificati.
Pazienza... pazienza... pazienza...
mercoledì 2 marzo 2011
Progresso e altro
Orbene; sono quasi in fondo ai documenti della Scheda del Male.
Mentre i disegni sono stati ultimati a inizio settimana, i documenti richiedono un poco più tempo e, sovente, devo anche tornare sui disegni a mettere a posto alcune cose; attualmente pare, devo sentire il Comune, domani ch'io debba solo rinumerare un documento prima di cimentarmi nella messa in ordine di documentazione catastale e atti di proprietà.
So che a voi, miei manzoniani lettori, vi interessano queste notizie almeno quanto le novità sulle acconciature per carassidi, ma portate pazienza.
Di sicuro come termino la Scheda del Male e sono sicuro che non si ripresenteranno altre, immaginifiche, teste mi regalerò qualcosa; fosse anche una dormita epica.
Mi è stato comunicato che da domani avremo in studio un altro Giovane Padawan; già abbiamo una donzella che funge da segretaria del capo, adesso anche il Padawan... iniziamo ad essere un po' affollati qui dentro.
Al momento non so ancora cosa fargli fare, anche se, per fortuna, mi avanza un pc in coabitazione da fargli usare, sebbene il monitor, porello, faccia quello che può. Purtroppo per lui presto la Scheda del Male sarà mandata in stampa e questo vuol dire: taglio e piega di una ventina di tavole, in sestuplice copia, grosse come tovaglie e fotocopie, sei per ogni documento, di altrettanti e corposi documenti; sarà un inizio traumatico all'insegna della bassa manovalanza, anche se spero di potergli poi far disegnare qualcosa, in modo che apprenda qualcosa di diverso e di utile.
Lo stage, sebbene fatto tramite la scuola superiore, dovrebbe essere una esperienza formativa; mi dispiace relegarli nell'archivio 'sti poveretti. Nel corso del tempo ricordo almeno due giovani padawan: uno tutto sommato sveglio ma con pochissima voglia di lavorare e un'altra affetta da una forma di morfeite acuta... dormiva in piedi che era una bellezza; poi ci fu Vento, ma preferisco dimenticarmene :asd:
Vado; devo ordinare la documentazione catastale chè poi domani mi aspettano gli atti...
Mentre i disegni sono stati ultimati a inizio settimana, i documenti richiedono un poco più tempo e, sovente, devo anche tornare sui disegni a mettere a posto alcune cose; attualmente pare, devo sentire il Comune, domani ch'io debba solo rinumerare un documento prima di cimentarmi nella messa in ordine di documentazione catastale e atti di proprietà.
So che a voi, miei manzoniani lettori, vi interessano queste notizie almeno quanto le novità sulle acconciature per carassidi, ma portate pazienza.
Di sicuro come termino la Scheda del Male e sono sicuro che non si ripresenteranno altre, immaginifiche, teste mi regalerò qualcosa; fosse anche una dormita epica.
Mi è stato comunicato che da domani avremo in studio un altro Giovane Padawan; già abbiamo una donzella che funge da segretaria del capo, adesso anche il Padawan... iniziamo ad essere un po' affollati qui dentro.
Al momento non so ancora cosa fargli fare, anche se, per fortuna, mi avanza un pc in coabitazione da fargli usare, sebbene il monitor, porello, faccia quello che può. Purtroppo per lui presto la Scheda del Male sarà mandata in stampa e questo vuol dire: taglio e piega di una ventina di tavole, in sestuplice copia, grosse come tovaglie e fotocopie, sei per ogni documento, di altrettanti e corposi documenti; sarà un inizio traumatico all'insegna della bassa manovalanza, anche se spero di potergli poi far disegnare qualcosa, in modo che apprenda qualcosa di diverso e di utile.
Lo stage, sebbene fatto tramite la scuola superiore, dovrebbe essere una esperienza formativa; mi dispiace relegarli nell'archivio 'sti poveretti. Nel corso del tempo ricordo almeno due giovani padawan: uno tutto sommato sveglio ma con pochissima voglia di lavorare e un'altra affetta da una forma di morfeite acuta... dormiva in piedi che era una bellezza; poi ci fu Vento, ma preferisco dimenticarmene :asd:
Vado; devo ordinare la documentazione catastale chè poi domani mi aspettano gli atti...
martedì 1 marzo 2011
Pistacchi
Come si può indovinare dal titolo anche questo post può concorrere al prestigiosissimo premio "Post inutile dell'anno".
Tra le varie mie dipendenze, nelle quali annovero, ormai, anche Bisanzio data la forma acuta e cronica nella quale ho contratto la bizantinite, figura anche la dipendenza da pistacchio.
Nel corso degli anni ne ho assaggiati diversi provenienti da zone diverse del pianeta ed ora posso stilare una classifica:
3) Quelli provenienti dall'Iran: sanno di poco, in genere arrivano affogati nel sale e hanno colorini sbiaditi; verdini decisamente gialli e il sapore, come già detto, una volta che si è riusciti a eliminare l'eccesso di sale, è vago e appena accennato. Come ulteriore malus il paese dal quale provengono è guidato da chi è guidato ed essendo che, come consumatore di pistacchi, l'unica forma di protesta che posso attuare consiste nel non comprare pistacchi iraniani a questo mi attengo.
2) Quelli della California. Nella variante senza sale sanno di pistacchio, anche se il sapore non è troppo accentuato, e il colore è un verde chiaro tendente allo scuro. Contrariamente ai pompelmi gialli californiani, che sono incredibilmente dolci e acquosi se paragonati a quelli di Israele o ciprioti, anche se non ho mai mangiato pompelmi siculi ché da noi non arrivano... non so come mai, i pistacchi della California sono buoni.
1) Quelli di Bronte. Non è per campanilismo, ma i pistacchi di Bronte sono buonissimi. Il verde è bello carico e acceso e il sapore è marcato, tant'è che se dei pistacchi della California posso mangiarne anche un paio d'etti di seguito, i pistacchi di Bronte, per il loro sapore, vanno assaporati. Ideali anche per i dolci, sono buonissimi senza sale, non ne hanno bisogno perché sono ben saporiti da soli. Non è facile trovarli qui in pianura padana e quindi li mando a prendere, quando posso e ne sento la necessità, dalla Sicilia. La pasta di mandorle al pistacchio di Bronte è poi qualcosa di divino; la prendo sempre quando, durante le fiere alimentari, ce ne portano dalla Sicilia.
A margine aggiungo che stasera mi è bastato un bicchiere di Ortrugo per sentire la testa lieve e che, onestamente, preferirei avere il Parlamento invaso dai topi piuttosto che mal frequentato...
Tra le varie mie dipendenze, nelle quali annovero, ormai, anche Bisanzio data la forma acuta e cronica nella quale ho contratto la bizantinite, figura anche la dipendenza da pistacchio.
Nel corso degli anni ne ho assaggiati diversi provenienti da zone diverse del pianeta ed ora posso stilare una classifica:
3) Quelli provenienti dall'Iran: sanno di poco, in genere arrivano affogati nel sale e hanno colorini sbiaditi; verdini decisamente gialli e il sapore, come già detto, una volta che si è riusciti a eliminare l'eccesso di sale, è vago e appena accennato. Come ulteriore malus il paese dal quale provengono è guidato da chi è guidato ed essendo che, come consumatore di pistacchi, l'unica forma di protesta che posso attuare consiste nel non comprare pistacchi iraniani a questo mi attengo.
2) Quelli della California. Nella variante senza sale sanno di pistacchio, anche se il sapore non è troppo accentuato, e il colore è un verde chiaro tendente allo scuro. Contrariamente ai pompelmi gialli californiani, che sono incredibilmente dolci e acquosi se paragonati a quelli di Israele o ciprioti, anche se non ho mai mangiato pompelmi siculi ché da noi non arrivano... non so come mai, i pistacchi della California sono buoni.
1) Quelli di Bronte. Non è per campanilismo, ma i pistacchi di Bronte sono buonissimi. Il verde è bello carico e acceso e il sapore è marcato, tant'è che se dei pistacchi della California posso mangiarne anche un paio d'etti di seguito, i pistacchi di Bronte, per il loro sapore, vanno assaporati. Ideali anche per i dolci, sono buonissimi senza sale, non ne hanno bisogno perché sono ben saporiti da soli. Non è facile trovarli qui in pianura padana e quindi li mando a prendere, quando posso e ne sento la necessità, dalla Sicilia. La pasta di mandorle al pistacchio di Bronte è poi qualcosa di divino; la prendo sempre quando, durante le fiere alimentari, ce ne portano dalla Sicilia.
A margine aggiungo che stasera mi è bastato un bicchiere di Ortrugo per sentire la testa lieve e che, onestamente, preferirei avere il Parlamento invaso dai topi piuttosto che mal frequentato...
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